‘… Sette storie di scarpe, sette percorsi immaginari in cui le piccole ‘macchine’ per il nostro viaggio quotidiano, diventano la chiave per leggere trame nascoste, per avvertite vibrazioni impalpabili, quasi magici grimaldelli per aprire porte segrete e scoprire le orme lasciate dalla vita….

Chi nasce a Napoli viene al mondo con un destino: l’arte del racconto, ispirata dal canto della memoria che si fonde con la suggestione magica dell’ignoto, di ciò che deve ancora arrivare. Così Pino Ammendola, come Sherazade, si salva dalla nostalgia della sua città, evocandola in maniera feticistica attraverso quel simbolo universale della favola che è “la chianella”.

Da questo prende il via la sua scrittura quasi cinematografica, fatta della cura del dettaglio e di ritagli d’immagini incollate su un periodare poetico ed accattivante.
 Renzo Arbore (dalla prefazione del libro)

Una scrittura composta da ritagli di memoria, con uno sguardo appassionato, e da autentico napoletano, alle calzature, in questo caso femminili, articolo indispensabile di vestiario che denota la personalità di una donna (o di un uomo che sia).

E’ su tali parametri che Pino Ammendola,, ha scritto sette storie di scarpe, percorsi immaginari in cui le piccole piccole compagne di viaggio quotidiano diventano la chiave per iterpretare trame nascoste, per aprire inaspettatamente porte segrete e scoprire verità a volta palesemente conosciute, ma volutamente non viste.
Nasce così ScarpeDiem, umoristica e di vita vissuta edita da

Teke editori http://www.tekeditori.com/

e che si avvale di una preziosa prefazione di Renzo Arbore.

Una “deliziosa tentazione feticista di mettersi nei piedi delle donne” quella di Ammendola, che ritrae le sue muse dalle diverse personalità in un contesto partenopeo sensuale e misterioso, ognuna legata ad un calzolaio creativo, produttore di stivali a mezza coscia imbottonati con stringhe elastiche, coturni da dea greca, tacchi in metallo cromato o semplici sandali capresi. 

Racconti dalla caviglia in giù che hanno il merito di far sorridere ed anche identificare il lettore (a qualunque sesso esso appartenga) in un fenomeno di costume molto più psicanalitico di quello che a primo acchitto potrebbe apparire.
Non ci rimane che augurarvi :
BUONA LETTURA! https://www.facebook.com/pinoammendolascarpediem/

Avremo modo di parlare della Poliedricità di Pino Ammendola in diversi altri articoli che lo vedranno protagonista, ma un anticipazione la vogliamo dare:

Avete idea a quanti personaggi e attori abbia prestato la voce come doppiatore ?

Questi sono solo i più noti:  Jerry Lewis, Henry Gibson, David Carradine, Brad Davis, Prince, Murray Abraham, Antonio Banderas, Dana Carvey, Jacques Villeret, Roman Polansky e a personaggi dei cartoon come Gatto Silvestro.

E con quanti registi abbia collaborato?

Pier Paolo Pasolini ne Il Decameron,  Federico Fellini, Ettore Scola, Mario Monicelli, Enrico Maria Salerno, Damiano Damiani, Franco Rossi, Gianni Amelio, i Taviani e Stanley Kubrick .

Giusto per contestualizzare ….