Abbiamo fatto qualche domanda a Raimondo Rossi , personaggio eclettico del fashion system Mondiale, un fiore all’occhiello per la creatività targata Made in Italy

Ray entra nel mondo della moda come modello, per poi proseguire come blogger e fotografo reportage per delle riviste, ed ora seguito anche per il suo styling (personale o per editoriali) e direzioni artistiche (scrittura del concept e guida del team, nei servizi per magazines).
Ma cosa c’è dietro questa multidimensionalità?
“Credo che le esperienze prima si vivano, poi si comprendano a un livello più profondo. Infine questa comprensione ti nutre. E da lì nascono le cose”.
Quali sono le esperienze di cui parli?
“Intendo corsi che avevo fatto, di teatro Grotowskiano, di fotografia, di danza contemporanea. E qualcosa di video art. Sono cose che tengo dentro, è da là che nascono altre cose”.
Quali altre cose?
“Nei lavori che faccio c’è un filo comune, magari difficile da notare per un occhio non attento. C’è una ricerca di armonia che va al di là del prodotto fornito, e che viene dal denominatore costruito su quelle esperienze”.
Esempi?
“ Per esempio anche se non sono un designer -e non voglio esserlo- mi è capitato di disegnare, per me stesso, due abiti (non trovavo le taglie e i volumi che volevo) e sono stati pubblicati su Elle e Trendspotter. O, anche se non sono un fotografo professionista, è capitato di far foto di vario tipo, poi selezionate su Photo Vogue Italia.
O di fare Styling per me stesso e finire nei giornali più importanti in tante nazioni. Magari dietro a tutto c’è solo una cosa, una ricerca di armonia e bellezza, non importa se in una foto o in un vestito, o in un filo conduttore di un articolo. Ed è questo che probabilmente viene recepito, dagli addetti ai lavori o dalle persone in generale. Una sorta di contatto con uno spazio più profondo, un contatto che va ad accarezzare una sensazione interna oltre che la vista”.
 Ricordi a cui tieni di più?
“Tante cose belle, un informale e personale colloquio con Tilda Swinton, una personalità così forte, una cena con Tess Holliday, che ha spezzato con forza tanti stereotipi che duravano da decenni, me stesso in una copertina online su GQ Cina (prima di personaggi molto stimati), il backstage con Gigi Hadid, grandissima professionista, le menzioni sul Getty Images, che sono sempre qualcosa di speciale”.
Futuro?
“Styling e Direzioni artistiche per editoriali sono le cose che ora mi piacciono di più. Basta con la moda e i bambolotti. Basta con il dare spazio ai raccomandati. Mettiamo un po’ di cuore, oltre che l’estetica”.
Consigli per chi ama questo mondo artistico?
“Posso consigliare di non cercare riconoscimento dove non può ottenerlo, perché gli altri dovrebbero aver fatto gli stessi percorsi e passaggi nostri. Consiglierei di essere se stessi sperando di toccare con leggerezza le corde di chi sa sentire. Allineandoci sempre con ciò che abbiamo dentro”.
Essere se stessi?
“Forse il nostro vero lavoro, quello che dovremmo portare avanti ogni tanto, è semplicemente la nostra creatività, dov’è in gioco molto di più: la
nostra sensibilità”.
Cosa vorresti che le persone capissero di te?
Che per me lo stile esteriore non è nulla se non accompagnato da uno stile interiore. Se non sei un gentleman dentro non puoi esserlo fuori. Vorrei anche trasmettere l’idea di cambiare sempre stile, senza proteggersi dietro a uno che funziona”.
Raimondo Rossi o Ray Morrison?
“Ahahah, entrambi. Ray Morrison era nato come nome d’arte per un tributo a Morrison, un’anima travagliata che ci ha lasciato poesia”.
Un saluto?
“Un grande grazie a Free Magazine per questo bel colloquio e i migliori auguri di un 2019 pieno di arte e di belle persone”.
Grazie a Te Ray a Presto…molto presto…
Ph in Copertina di Szymon Brzoska