Ho incontrato Danilo durante la seconda edizione DANDYdays – Maestri d’eleganza per le vie del centro , Personalità poliedrica e fuori dal comune, non potevo esimermi dal raccontarlo

Alessio Musella

Danilo “fucsiaman Verticelli è un essere di altri mondi.

Calato qui da Sirio B agli inizi degli anni 60 per gioco o scommessa o per fare qualcosa che ancora non ha scoperto appieno.

Ingegnere apprezzato, progettista di innovazione architettonica (suo, in team, il progetto “decostruttivista” esposto ad Abitare il Tempo nel 1993 insieme ad 11 valenti e famosi architetti internazionali) poi artista pop con importanti mostre al suo attivo, scrittore, blogger, organizzatore di eventi jazz, fondatore di un club di Jaguar,

studioso dei mondi spirituali e finalmente dandy ad honorem. Dalla nascita.

Di tutto questo, e forse manca qualcosa, dice che se ne fa poco.

Alla ricerca di quell’Arca che è la coscienza dell’Uomo, forse ha trovato qualche piccolo Graal dove ha bevuto un Americano (fatto col Punt e Mes) e poi gettato dietro le spalle, sentendolo rimbalzare.

 

NEL 1991 – 
SI DEDICA ALL’ARCHITETTURA ED ALLA PITTURA FIN DAI PRIMI ANNI DI PROFESSIONE ABBRACCIANDO LE NUOVE TEMATICHE POSTMODERNE SULLA BASE DELLE RICERCHE FILOSOFICHE INIZIATE DA JACQUES DERRIDA SULLA DECOSTRUZIONE NELLA LETTERATURA E NELL’ARTE (PITTURA E ARCHITETTURA). NELLO STESSO TEMPO PROSEGUE LA PROPRIA RICERCA BASATA SULLE PROBLEMATICHE DELL’INTERPRETAZIONE, SULLA SEMIOLOGIA E SULL’ERMENEUTICA DELLA VISUALITÀ.

LA TECNICA PREVALENTE È ACRILICO SU TELA. ATTUALMENTE ELABORA IN DIGITALE ASSOCIAZIONI DI IMMAGINI ORIGINALI O TRATTE DAL WEB PER STAMPARLE SU SUPPORTI MORBIDI O RIGIDI. LE DIMENSIONI DEI QUADRI VANNO DA 100X100 A 200X300 CON MEDIA SU 140X140 E 180X180


Affascinato dal mondo dell’estetica, artistica, musicale, dell’abbigliamento, se ne estrae creando giochi di colore così arditi quanto congruenti.

E ne scrive, ne dipinge. Ne suona(va), perché la tromba va allenata e non sempre si allena. E alla fine, lascia tracce di sé, a cui chi vuole attinge. E tutto passa. E tutto si trasforma.

“Panta Rei”