La prefazione non poteva che essere di Arrigo Sacchi mentore di anni indimentiacabili per Alberico Evani per tutti Chicco che in “Non chiamatemi Bubu”, si racconta e racconta , con umanità ed ironia, con anedotti e emozioni che pagina dopo pagina è un piacere leggere.

Per lui il calcio è da sempre sinonimo di passione ,e il pallone un amico fidato.
Ogni estate ho il piacere di incrociarlo nello stabilimento balneare che da sempre frequenta a Forte dei Marmi, e un sorriso , due chiacchiere e una stretta di mano, sono sempre caratteristiche che lo contraddistinguono, questo può sembrare in contrasto con la sua figura pubblica che lo racconta , invece, schivo e di poche parole.

Chicco Evani ripercorre i momenti salienti della sua straordinaria carriera, quasi interamente vissuta nelle fila del Milan; con la maglia rossonera ha vissuto emozioni incredibili, vittorie straordinarie,

tutti ricordano il suo goal su punizione al 13esimo minuto e 40 secondi del secondo tempo supplementare nella finale di coppa intercontinetale che il Milan giocò contro il Medellin …
Le assordanti trobette, la telecronaca di Carlo Pelegatti, Chicco e Donadoni sulla palla, i calci di rigore a una manciata di secondi e poi tutto prende forma…e il Milan sale sul Tetto del Mondo. ( il link  sotto riportato vi racconta  in un minuto l’emozione di quegli attimi ).
https://youtu.be/Xl7uxUdaiN8

Riga dopo riga, emerge il ritratto di una grande persona, di un uomo di valori, di un giocatore eccellente, generoso e umile , che preferiva il campo ai microfoni, mai fuori luogo, un professionista di altissimo livello ,un campione di altri tempi, che chi ama il calcio non può non ammirare.

Buona lettura, e non lo dico da Milanista, ma da Uomo che ama lo Sport, perchè sono le figure come quelle di Alberico Evani a ricordarmi che le emozioni si vivono sui campi e non in “borsa” !
Alessio Musella