Titolo: Lo spazio torbido

Autore: Simone Cozzi

Genere: Romanzo poliziesco

Casa Editrice: Panda Edizioni

Pagine: 124

Codice ISBN: 9788893781251

Dopo La Pace inquieta , le vicende dell’investigatore Vittorio Ripamonti tornano ne Lo spazio torbido , il nuovo romanzo di Simone Cozzi.

Ogni essere vivente ha il suo “spazio torbido”, all’interno di esso albergano i pensieri più inconfessabili che se alimentati lo trasformano in un mostro. Attorno a questo tema si sviluppa la vicenda investigativa del delegato Vittorio Ripamonti, in un giallo dal carattere storico che a tratti diventa eco del malessere interiore del suo protagonista.

Una pungente critica alle crepe del regime fascista in piena affermazione nei primi anni ’30, fa da sfondo alle indagini per l’omicidio del presunto dottor Giorgio Schmitz, che si svolgono tra Milano e Mandello del Lario .

Una serie fortuita di eventi rende l’indagine investigativa intensa  e densa di colpi di scena, ma è la personalità di Ripamonti un mix di sensibilità e tormento a rendere ancor più coinvolgente il racconto. La curiosità di comprendere quale sia il male che opprime Ripamonti si intreccia inevitabilmente con i tasselli che servono a ricostruire la trama dell’omicidio. Il romanzo tiene alta l’asticella tensiva  nel lettore che finisce per identificarsi con la personalità del protagonista, “allergico” ai rapporti umani a suo avviso decisamente destabilizzanti e incapace di riconoscersi nelle politiche adottate dalla polizia di regime di cui fa parte. L’accoltellamento del dottor Schimitz snoderà i fili di una storia dai contorni ben più macabri e inaspettati rispetto alla realtà.

Ciò che colpisce è la solitudine del suo protagonista, un uomo turbato dai rapporti umani sin dall’infanzia al punto da volersi isolare nei luoghi in un vige “l’assenza umana”, il confronto con altri esseri umani lo opprime, retaggio di una ferita d’amore che troverà piena definizione nel corso del racconto. Il suo “spazio torbido” si identifica nel fallimento amoroso e nella perdita insensata di una giovane donna strappatagli via troppo presto. Il ritratto di quest’ultima, il suo fantasma echeggia lungo tutto il racconto  attraverso i ricordi di Ripamonti, definendone i tratti necessari per comprendere la portata del dolore che lo lacera.

Un romanzo questo che disapprova duramente l’affermarsi dell’ideologia fascista, una politica che attraverso  l’autoaffermazione diviene negazione del popolo stesso e dunque tomba del pensiero individualistico. Ripamonti , nel corso del racconto si fa portatore di un messaggio ben chiaro: è il dilagare  della violenza sulla ragione a preoccuparlo. La sua figura a volte sentimentale e spesso ostile al mondo consente nella sua ambiguità di fornire spunti di riflessione profondi sul tema storico in questione, offrendone una chiave di lettura attenta e tagliente.

La trama narrativa del romanzo, grazie alla capacità di associale il filone investigativo ad un determinato contesto storico, all’interno del quale  si dispiega la personalità di Ripamonti, rende la lettura trascinante dall’inizio alla fine, senza lasciare spazio alla tediosità.

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