Aneddoto storico:
Storico edificio che ospitò la famiglia di potentissimi banchieri, finanzieri della Santa Sede e poi fu acquistato da Luigi Bonaparte, uno dei fratelli di Napoleone.
Le ampie sale dell’edificio hanno ospitato anche storiche botteghe artigiane. Il nuovo locale…..

“La giovinezza di noi tutti è un sogno, una forma di follia chimica» come scriveva Francis Scott Fitzgerald, e sicuramente la vocazione di Raffaele Petrucci per la cucina nasce da un DNA che ha ereditato dal territorio, dalle sue origini.

E il territorio per Raffaele è la mente e la sua evoluzione, tutto l’ universo che parte da una cultura ampia e raffinata sui temi base dell’alimentazione partenopea, il pane e la pasta, l’olio e il vino, la cultura mediterranea che si riscontra come una follia chimica fatta di passione, amore per la terra, professionalità, bellezza, cura dei dettagli. La formula della felicità a Napoli in particolare, è un insieme di straordinari territori, materie prime eccellenti, vitigni di grande storia, dove l’olio e il vino sono la bandiera nazionale.
Qui lo chef, fin da ragazzo, ha assorbito un rapporto intenso, tra l’uomo e l’arte, la cucina come arte, sempre in bilico fra attese e incontri, segni di appartenenza, ricordi che arrivano da lontano e, per merito della professione, ritornano chiari, portati in superficie, naturali e spontanei……. la commedia dell’arte, i bassi spagnoli, un indimenticabile Maradona……mentre da lontano ci coglie la nostalgia per Napul’è del rimpianto Pino Daniele siamo travolti dai colori, i sapori, gli odori, è la bella Napoli che ci accoglie, la sua tavola campana orgogliosa delle sue radici, ricche ed inesauribili, il genius loci che ti guida per le stradine dei bassi spagnoli, guardando in alto, verso il sole, per vedere le distese dei lenzuoli tesi che volano come farfalle, dove tutto questo mondo è ridere……..
E Raffaele ha colto l’anima di Napoli e, dopo viaggi ed esperienze, l’ha portata a Firenze, dove vede scorrere tutti i giorni l’Arno d’argento e dove si è insediato come executive chef nell’affascinante e nuovissimo Ristorante Corsini.
E qui, per lo chef, la cucina è tutt’altra cosa.

   
Non è televisione o gara, non si insegna in un format, qui la cucina è una cosa talmente viva e sensuale che rinchiuderla in uno schermo piatto al plasma o in una scaletta di un programma è quasi offensivo. La cucina è la sua infanzia, la rincorsa impossibile a quei profumi, a quei sapori, a quei ricordi. Qui a Firenze lavora Raffaele Petrucci, vive per sentire il calore della fiamma sulla propria pelle, il calore del forno, amando la sua cucina, qui, al numero 36 del Lungarno accanto al maestoso Palazzo Corsini, vive il più grande controsenso della vita, Napoli e Firenze, una cucina che sposa la cultura di Firenze, in una città dove anche cucinare è arte e dove Raffaele si muove in punta di piedi, ben consapevole che questa esperienza è un deciso arricchimento della sua professionalità.

E allora via, in una Firenze fiabesca, qui sui Lungarni, ad un insieme di colori e gusti, sapori, fiori e piante, foglie e natura, tutto il mondo del colore che è rimasto nel cuore a Petrucci, come imprinting, come eredità, dal suo mondo che ha lasciato a 18 anni, dove anche le pizze ridono, un felice incontro verso una cucina toscana, piena di fantasia e d’ ironia, come sono i fiorentini, le sue sono opere d’arte, una cucina che si arricchisce via via di profumi e sapori che la rendono unica…..guardando da qui l’Arno che scorre, l’Arno d’argento.
 Ph: Martino Dini http://www.martinodini.com/

Ristorante Corsini

 

A cura di Cristina Vannuzzi Landini