In questa edizione 2019 del MiArt le maggiori gallerie d’arte italiane stanno sempre di più aprendo le porte alla forma espressiva della fotografia. Il primato di fiera ufficiale del settore fotografico rimane al MiaPhotoFair, tuttavia anche il MiArt sta sempre di più dando spazio a questo mondo per molto tempo tenuto fuori dalle più classiche Gallerie d’Arte italiane. Con molte vie ancora non tracciate, la fotografia italiana sta riprendendo un proprio posto all’interno del contesto internazionale e una delle maggiori esposizioni d’Arte mondiali non poteva non tenerne conto.

Horizon by Jonathan Frantini

Con fotografie di paesaggio e di protesta con figure femminili molto forti, il MiArt approfondisce questo lato artistico. Sculture, dipinti e installazioni non mancano a riempire gli spazi espositivi che ricalcano il più classico spettacolo del MiArt, ma la fotografia inizia anche a farsi spazio nelle gallerie d’arte più importanti. Concorrenza al Miaphotofair? Direi assolutamente di no, si tratta di una fiera molto diversa e molto più di sola esposizione, mentre al Miaphotofair c’è molto più movimento vero, lavorativo, di connessione ed uno spazio organizzato per creare nuovi contatti. Il MiArt si conferma come una grande fiera dell’arte delle gallerie italiane in cui gli spazi sono personalizzati e molto valorizzati a seconda del messaggio che si vuole inviare, dall’estremo esteta al giudice della società.

Le sinergie si sentono poco comunque, questa edizione 2019 anche se molto bella ripropone opere già viste nelle scorse edizioni e molti stand giocano più sulla bellezza della struttura che su quella delle opere esposte. Un sarcasmo dovuto anche al fatto che il biglietto non diminuisce granchè nemmeno per gli studenti di beni culturali e l’aspettativa è sempre più grande del risultato. I consigli degli esperti di fiere sono quelli di creare più interattività e coinvolgimento e meno immobilità mummiesca per le prossime edizioni; anche il MiArt si deve rinnovare e proporre le proprie gallerie in modo più fresco e giovane se vuole raggiungere guadagni come quelli del 2015 o 2016 i cui picchi avevano raggiunto 1 milione di euro.

Le opere materiche affiancano il crescente primato della fotografia, la materia si fa regina e viene sempre di più apprezzato nel gesto pittorico che esalta la densità stessa di questa piuttosto che un’immagine figurativa classica. Corpose pennellate decorano i corridoi e non mancano le dimensioni enormi di alcuni quadri davvero dove immergersi totalmente. Valorizzerei di più questa grandezza creando stand che portino ad un’esperienza multisensoriale e non solo visiva, ma anche uditiva e magari olfattiva. Consiglio in qualità di abituale cliente del MiArt di iniziare a pensare di creare più spettacolo in una società che ormai ha voglia di vivere l’arte e non solo guardarla.