E’ da poco fuori il vostro nuovo singolo Tonalità, affidato alla produzione artistica di Jason Rooney e Fabio B, come è nata questa canzone?

Tonalità parla  di quanto ognuno di noi possa perdersi nel corso della vita e di come la nostra visione di essa possa influenzarci. Sta soprattutto a noi scegliere se vivere una vita spenta o a colori e vivere nella giusta “tonalità”, quindi “intonati” con noi stessi. La canzone è nata dall’esperienza diretta con un nostro amico, al quale siamo stati vicini in un periodo difficile della sua vita.

Il video di Tonalità ha riscosso un grande successo su web, riesce a stupire e ad apportare un valore aggiunto al brano attraverso una tecnica di realizzazione quasi come fosse un cartone animato. Come è stato realizzato?

Il video è realizzato tutto in stop motion e con sola carta. Quindi tutto quello che vedete non è digitale, ma è stato creato realmente con modellini di carta. Noi 6 abbiamo fatto solo delle riprese del playback, per poi essere stampati e animati sempre con lo stesso metodo, un bellissimo lavoro di arte e artigianato ad opera di Stefano Bertelli di Seenfilm.

Siete la band ufficiale di Quelli che il calcio, programma condotto da Paolo e Luca e con Mia Ceran in onda su Rai 2: com’è stata come esperienza e cosa vi ha insegnato?

Abbiamo imparato ad essere pronti, molto più di quanto i live nei locali insegnano; abbiamo acquisito nuove esperienze e conosciuto un grande team di lavoro,qual é la Rai.

Jaspers, perché questo nome?

Abbiamo scelto di omaggiare il filosofo tedesco Karl Theodor Jaspers (1883-1969):perché la nostra musica si è sempre ispirata”in senso giocoso” alla follia che è intrinseca nell’uomo. Anche le sonorità iniziali ricercavano elementi dissonanti, ritmiche intricate e armonie altisonanti.

Ph: Chiara Sardelli

Come vi siete conosciuti e come avete iniziato a fare musica insieme?

Ci siamo conosciuti al “CPM – Music Institute” di Milano fondato dal chitarrista della PFM Franco Mussida, che poi si è appassionato al progetto diventando editore del nostro primo disco. Fabrizio voleva creare una band dove tutti cantassero con sonorità ricercate, così tra conoscenze e incontri fortuiti ci siamo trovati in sala prove. Da lì le nostre diverse contaminazioni hanno creato il progetto Jaspers
Abbiamo iniziato a suonare un po’ per caso, selezionandoci vicendevolmente a pelle e per attitudine, per poi scoprire che eravamo effettivamente i più pazzi della scuola!

Anche il vostro stile è particolare: come lo definireste?

Il nostro stile nel tempo si è evoluto. Le nostre sei diverse influenze hanno marchiato quello che è oggi il progetto JASPERS. Ci piace essere camaleontici per non chiuderci in un unico stile ed eclettici per assicurarci il divertimento live. L’impatto scenico per noi è fondamentale quanto quello musicale. Vogliamo che i nostri concerti siano delle esperienze diverse, che portino noi e il pubblico su un altro pianeta. Se proprio dovessimo cercare una definizione per il genere della nostra musica, potremmo dire che è fondamentalmente Pop Punk, quindi mainstream, ma con sonorità ben definite e con profonde radici nel rock.

 

 

Ph chiara Sardelli

Nel gruppo ognuno di voi è un “personaggio” diverso: come li avete scelti?

É partito tutto dal live,dal primo per essere esatti,volevamo divertirci e stupire.Qualcuno tra noi ha avuto alle spalle esperienze di teatro e forse proprio per questo é scattata la scintilla che ha tirato l’intera band nel travestimento live. I costumi sono nati spontaneamente dalla personalità di ognuno di noi, e vengono perfezionati e cambiati continuamente.

Quanto è importante la preparazione musicale nel vostro lavoro?

Quando si parla di musicisti si pensa solo a quell’ora o due di live, o ai tre minuti di un videoclip, sottovalutando tutto il lavoro fondamentale che c’è dietro: le ore passate a studiare il proprio strumento e quelle a provare insieme. Un percorso artistico, se portato avanti a livello professionale, richiede molto impegno in quanto gli aspetti coinvolti sono molteplici e così le compentenze richieste.

Ph Chiara Sardelli

Un momento importante della vostra carriera è stato sicuramente il singolo Mr.Melody che vanta la produzione musicale di Cass Lewis degli Skunk Anansie e di Diego Maggi. Come è avvenuta la collaborazione?

Diego Maggi lo conosciamo da sempre perché insegnava al CPM, con lui abbiamo anche realizzato il singolo In Fondo Al Mar.
Cass Lewis l’abbiamo avvicinato tramite il nostro manager, Roberto Galli, e si è subito appassionato al progetto.
Così abbiamo lavorato insieme ad alcune canzoni, sia a Milano che a Londra, e abbiamo concluso la collaborazione con la produzione di due singoli: Mr. Melody insieme a Diego Maggi e Mastica insieme a Larsen Premoli.

Prossimi progetti?

Prevediamo l’uscita di altri singoli e dell’album, nonché l’inizio di un tour per portare le novità anche sul palco, al nostro pubblico.

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