Anton Giulio Nasce a Lamezia Terme e fin d piccolo, guardando la tv e le luci delloa ribalta inizia ad immaginare di voler vestire quelle star che molti ammirano da lontano e ritengono irraggiungibili.
Scelse inizialmente di non deludere la famiglia, che per lui aveva in mente un futuro distante dal mondo della moda, e per questo Anton Giulio frequentò il liceo classico, si laureò con il massimo dei voti in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte.
Ma al cuore non si comanda e mentre percorreva il suo Iter Universitario si iscrisse al Polimoda di Firenze e successivamente al FIT (Fashion Institute Technology) di New York.
A soli 23 anni ha partecipato alla sfilata di Piazza di Spagna collaborando attivamente prima con l’atelier delle Sorelle Fontana, poi con la maison Gattinoni.
Nel 1996 ha deciso di lanciare le sue collezioni : Anton Giulio Grande.

Dalle sue creazioni traspare una donna sensual-chic, una donna tradionale ma moderna che sa e vuole usare il fascino come strumento di seduzione.
Il successo delle sue collezioni è principalmente legato alla qualità di capi di alta moda realizzati completamente a mano dalle sue più strette collaboratrici che ama definire : “sartine” di Calabria, abili artigiane e preziose custodi di antichi rituali tessili e tecniche di ricamo tradizionali, per lo stilista è fondamentale il supporto del suo Team, che valorizza personalmente appena ne ha l’occasione.

Ama da sempre viaggiare e spesso trova l’ispirazione creativa proprio in questa sua passione frequentando luoghi, incontrando persone e personaggi che lasciano il segno nei suoi pensieri…

Tra tutti i capi che realizza lo scialle per lo stilista è qualcosa di etereo, è sensuale, è un gioco di vedo e non vedo, è un accessorio che aiuta la donna ad essere se stessa ovuque si trovi, è un fedele amico al quale chiedere aiuto nel momento del bisogno.. di apparire o di celare….

“Il couturier deve aiutare la cliente ad esprimere la propria personalità, a lanciare un messaggio. L’abito è uno dei mezzi di comunicazione non verbali più importanti che abbiamo.”

Anton Giulio Grande

Segnalato da

Isotta Boccassini Comunication

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