Adele Ceraudo è stata invitata dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Osaka , Stefano Fossati, come rappresentante dell’arte contemporanea Italiana, per la sua tecnica eccellente, per l’intensità dei contenuti ed il messaggio sociale, miscelati e presenti in ogni sua opera.
La sua arte diventa un medium non solo visivo, essa infatti è strumento per comunicare  il rispetto del corpo e dell’anima di tutte le donne, per mezzo anche  della sua  personale tecnica di disegno con la Penna Bic , tecnica e Modus Operandi che l’hanno resa nota a livello internazionale. Riesce ad entrare nel profondo dello spettatore, portandolo a riflettere non solo sulla perfezione dei tratti, ma sulla potenza delle scelte dei soggetti interpretati, in prima persona, da Adele.

Dal 22 al 29 luglio, presso lo Spazio Arte, dell’Istituto Italiano di Cultura, Adele Ceraudo esporrà la Donna Vitruviana , opera tratta dalla collezione Le affinità elettive (Roma 2011/2013), che vede l’artista reinterpretare in chiave femminile un’icona Leonardesca come l’Uomo Vitruviano, per dare ancora una volta e, con il proprio riconoscibile stile, voce e forza alle donne.

Una seconda mostra, seguita da una conferenza e da workshop, nello stesso periodo, verrà presentata a Miyazu, a Nord di Kyoto, dove l’artista è stata invitata dall’Imprenditore Italiano Enzo Andreacchio, che da oltre 15 anni è presente in Giappone, amante e promotore della cultura italiana nel paese del sol levante.
Come nel 2015 a Melbourne e nel 2018 a Barcellona, ancora una volta l’artista è chiamata a rappresentare l’eccellenza italiana all’estero.

Il 2019 per Adele Ceraudo è stato e continua ad essere un anno di grande intensità sia artistica che umana.
Dalla sua presenza alla sesta edizione de “L’Arte Non Mente” a Udine, nell’Ex Ospedale Psichiatrico Provinciale, nascono due importanti collaborazioni, quella con il regista RAI Duccio Forzano, con cui creano il cortometraggio “Io non sono pazza” e quella con il fotografo Carlo Mari, con cui creano

 Electroshock”, un racconto fotografico, creato ad arte con la particolare tecnica di Carlo Mari realizzato durante la performance Abbracciami anch’essa tenutasi all’interno degli spazi dell’ex manicomio.

In entrambe le collaborazioni,  divenuti progetti internazionali, che vedranno la luce nei prossimi mesi, la mission è raccontare quanto accadeva nei manicomi e  come venivano trattate, abusate e annientate le “donne scomode”, in piena sintonia con il percorso che l’artista Adele Ceraudo da sempre mette in primo piano quando si parla di sofferenza e capacità di  “trasformare il veleno in medicina“.

Adele ha nel suo ventaglio espressivo la capacità di essere Artista a 360°, Attrice, Autrice, Disegnatrice, Performer,  interprete e modella per grandi fotografi, oltre che per se stessa e, questa sua prerogativa le ha permesso di creare collaborazioni con diversi mondi paralleli tra i quali il Fashion System.
La stilista Elisabetta Garinei, ha deciso di seguirla e disegnare per lei abiti in grado di poter raccontare i differenti volti di questa Artista, nel pieno rispetto del suo stile che la vuole una gitana nell’anima e per tradizione. lo stile di Elisabetta Garinei è un vero e proprio “modus indossandi ” ; la caratteristica della stilista è  quella di essere in grado di cattura l’anima di chi veste per poi trasformarla in abito da indossare.

Questo sodalizio tra tra Arte e Moda ha dato il via ad una sinergia esclusiva ed empatica tale da essere pronta ad esportare l’eccellenza e la bellezza del made in italy nel mondo.