“Signori si nasce e io modestamente lo nacqui”, una delle affermazioni più celebri del

Principe Antonio de Curtis, in arte Totò, racchiude una grande verità.

Infatti, indipendentemente da ciò che si pensa è proprio così. Sfortunatamente o fortunatamente un abito elegante, un cospicuo conto in banca o una bella macchina non fanno un gentiluomo.

Naturalmente possono rafforzare uno status, una reputazione o la propria immagine ma di certo non sono sinonimo di galanteria, gentilezza e audacia.

Si sono queste le virtù che fanno di un uomo un gentleman. Sono qualità intrinseche che ognuno ha dentro di sé e che poi vengono inesorabilmente percepite da chi abbiamo di fronte.

Quindi abbiamo detto che signori si nasce ma anche si diventa.

Queste sono qualità che si coltivano giorno per giorno, azione dopo azione.

In effetti alcuni le hanno in dote dalla nascita e per loro non è così difficile metterle in mostra ma altri che non brillano proprio per queste caratteristiche possono in qualche modo “allenarsi“ a raggiungere  un buon risultato.

Aristotele sosteneva: “Noi siamo quello che facciamo ogni giorno, l’eccellenza non è un atto, l’eccellenza è un’abitudine.

Dunque, ogni qualità può essere allenata e resa migliore.

Ciò che vale per il corpo vale anche per la mente in effetti.

Benché ci sia sempre qualcuno più intelligente di noi, provate a leggere di più, magari un libro al mese e vedrete che la mente sarà più allenata e voi risulterete più arguti.
Per quanto riguarda la gentilezza, sono sicuro che facendo un atto gentile al giorno vi sentirete meglio anche con voi stessi.

L’audacia racchiude un po’ tutto. È un modo di migliorarsi, di sperimentare.
L’audacia è un’azione, ciò che ti porta da un punto statico ad un punto desiderato.

L’audacia è un modo di essere, mai esitare.

Per concludere: se volete essere gentiluomini (vale anche per le donne) allenatevi ad esserlo e presto o tardi lo sarete davvero.

Guglielmo Giovannoni