Titolo: Mavaffanguru – Guida spirituale per mistici senza Dio

Autore: Prem Dayal 

Genere: Satira / New Age

Casa Editrice: Ilmiolibro 

Pagine: 308

Codice ISBN: 9788892352001

Oltre alle tante problematiche concrete del mondo moderno e i molteplici disastri sociali, a mettere il dito nella piaga contribuisce anche quella sorta di pseudo-democrazia cibernetica riscontrabile in una versione 2.0 del famoso bastone con carota: da un lato l’assenza di barriere comunicazionali e la possibilità di rendere fattibile il concetto dei sei gradi di separazione; dall’altro l’incontrollabile profilazione individuale ad opera di server e sistemi di controllo che alimentano abolizione della privacy e operazioni sopraffine di web marketing.

A una condizione del genere non è seconda la figura del cosiddetto “guru”, anzi diventa ancor più influente laddove veramente chiunque può innalzarsi a professore di se stesso e affidarsi alle varie piattaforme disponibili per direzionare l’attenzione su un qualsivoglia argomento problematico di cui si offre la soluzione a prezzo scontato con abbonamento annuale.

Ma il dilemma non risiede solo al di là di uno schermo. Mondo virtuale o mondo reale che sia, il dramma si annida in quelle personalità capaci di incentrare ogni riflessione, discussione e linea di pensiero su direzionamenti prefissati al principio di un programma di sviluppo per operazioni pubblicitarie con finalità di vendita anche laddove il prodotto finisce per equivalere alla ricerca stessa di un senso a questa vita, di una comprensione del sé in almeno una fetta di mondo reale.

Perfettamente addentrato nel settore e, quindi, estremamente consapevole di posizionarsi contro una folta corrente avversa (ma, chissà, magari deviandone il flusso a proprio favore), Prem Dayal (al secolo G. Pasculli), nel suo nuovo libro MavaffanguruGuida spirituale per mistici senza Dio, prende il concetto più abusato di New Age e lo confeziona sotto altre fattezze piene di ironia, lieve sarcasmo ma, soprattutto, imponente satira socio-spirituale. Specialmente quest’ultima definizione può sembrare blasfema agli occhi di chi cerca un senso al proprio svegliarsi al mattino, eppure riesce perfettamente a centrare il perno delle intenzioni.

Affidandosi non all’ennesimo santone orientale ma a un semplice perditempo e mangiapane a tradimento fieramente italiano, vale a dire il buon Peppino Cocozza (protagonista di una sorta di trattato romanzato a base di sano e – si direbbe – necessario umorismo), Dayal smonta letteralmente ogni dogma spirituale (non solo) moderno per focalizzare gli intenti su una maggiore predisposizione all’ascolto/lettura e, conseguentemente, avvicinarsi anche al più compulsivo dei frequentatori di centri commerciali per inoculare, in quel che resta della loro ragione, un minimo di consapevolezza ideologica su dove stia andando questo pianeta e su quale strada convenga scegliere fra le tante per provare, quantomeno, a regalarsi uno scopo tra un colpo di calciomercato e l’altro.

Il tutto scorre all’insegna di un “mantra italiano”, del diventare “coglioni speciali” e dello scrollarsi di dosso gli obblighi di appartenenza come causa di ogni frustrazione. Disidentificarsi, in sostanza, è – secondo Dayal – una delle rare vie di salvezza da un mondo che del benessere reale ha fatto cartastraccia da tempo immemore.   

Gabriele Rossi

 

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Pubblicato in collaborazione con

 Il Taccuino – Ufficio Stampa per Scrittori ed Editori