Titolo: L’amore brucia come zolfo
Autrice: Lucia Maria Collerone
Casa editrice: WriteUp Site
Collana: Partenogenesi. Storie di e al femminile
Genere: Romanzo rosa / storico
Pagine: 242
Prezzo: 11,49 €

 

La scrittura di Lucia Maria Collerone è talmente realistica che il lettore, facilmente, riesce quasi a sentire quell’odore di zolfo che esce dalle miniere e che è intriso nei vestiti e nella pelle Dei poveri minatori che lavorano instancabili nelle miniere di zolfo di Caltanissetta, per poter dare una vita dignitosa alle proprie famiglie. L’amore brucia come zolfo mette in evidenza, nero su bianco, come questa città siciliana, nel
momento in cui era una delle città principali per l’estrazione dello zolfo, fosse caratterizzata da una netta distinzione tra le persone più umili e povere, e i nobili ricchi e possidenti, proprietari proprio delle miniere dove questi diavoli lavoravano per ore, ogni giorno.

E questa distinzione si vede nettamente nei protagonisti di questo romanzo storico, dalle sfumature rosa: da una parte si trova Cecilia, la protagonista, e tutte le persone che le ruotano attorno. Vive in una famiglia in cui il padre, Bartolo, lavora come minatore, e la madre, Santa, cerca di rendere facile e dignitosa la vita dei suoi figli, sfruttando al meglio quello che il marito riesce a guadagnare dal suo lavoro faticoso e opprimente. E nonostante le preoccupazioni per una vita così precaria, facilmente intaccabile da carestie e malattie, Cecilia, dalla bellezza particolare, con i suoi capelli rossi e i suoi occhi verdi acceso, riesce a mantenere la sua aria sognante, ma allo stesso tempo determinata, che la porta ad affrontare anche i momenti più sconfortanti con un piglio da vera guerriera. Una bambina che si ritrova a dover crescere troppo in fretta, preoccupata per le sorti della madre e dei suoi fratelli che, dopo la morte del padre, sarebbero stati costretti anche loro a un lavoro in miniera.

E da bambina diventa donna, dà tutta se stessa pur di guadagnare e far arrivare nella sua umile casa i soldi necessari per far sì di garantire le cure per la madre, che purtroppo si era ammalata, e un pasto caldo ai fratelli rimasti al villaggio.
Dall’altra, invece, si trova il Barone Ferdinando M., proprietario della miniera di zolfo più importante di Caltanissetta, abituato a vivere negli agi e, in parte, anche se caricato di grandi responsabilità, nella spensieratezza delle feste con gli altri nobili, della servitù sempre a sua disposizione, di una consorte, anche lei nobile, che più di tanti disturbi non gli dà. Una vita fatta di desideri che vengono sempre esauditi e di sicurezza economica, senza la paura di essere vittima di carestie. E Cecilia si trova presto a stretto contatto
con questa vita fatta di agi e comodità: viene infatti assunta per lavorare proprio a Villa Isabella, la dimore del Barone e della sua consorte, la Marchesa Luisa, prima come semplice serva che si occupa di rassettare, riordinare e lavare i panni, poi come ricamatrice, che entra nelle grazie della Marchesa, che le concede di
ricamare i suoi abiti, così come il corredo del suo primogenito. Si trova poi a essere inglobata nel turbinio di passione che si scatena nel cuore del Barone che, dopo averla vista da bambina ed essere rimasto incantato da lei, vuole farla diventare la sua amante.

Cecilia, quindi, si vede in una posizione difficile, combattuta tra il non rovinarsi la reputazione e il diventare una vera signora, quella principessa sveva che tanto le aveva fatto sognare di essere suo padre. Decide di prendere questa seconda strada, pensando, in qualche modo, di poter riuscire a vivere la vita da nobile che da sempre l’aveva affascinata.

Questa strada, però, non si rivela essere come lei l’aveva desiderata: l’amore verso di lei da parte del Barone è sincero, passionale, vero e la riempie di quella gioia che mai aveva provato in vita sua. Ma è allo stesso tempo fonte di sofferenza, ansia e privazione: privazione della possibilità di scegliere un uomo, al di fuori dell’ambito nobiliare, che potesse fare di lei sua moglie; privazione di una vita serena accanto all’uomo che ama, costretto, a causa del suo
rango e della sua posizione, a tenere nascosta questa relazione clandestina con una donna che non appartiene alla sua classe sociale; privazione della sua essenza stessa di donna, obbligata a non essere madre e a rifiutare di tenere con sé i cinque figli che il suo amato Nonò le aveva dato. E tutte queste rinunce, man mano che si procede nella narrazione, provocano un profondo cambiamento nella ragazza sognante, determinata e
intelligente che era prima di intraprendere questa storia d’amore: Cecilia diventa sempre più consapevole che la sua condizione di appartenenza alla classe più povera non cambierà mai, e, nonostante Nonò la tratti come la sua principessa, resterà sempre e comunque una ragazza di origini umili e la serva del suo padrone;
diventa sempre più consapevole che il suo sogno d’amore si rivela essere un incubo in cui è forzata e che, piano piano, la trascina in un Inferno da cui non risalirà mai più, e nel quale non sprofonda completamente solo perché si tiene aggrappata a quella solida radice che è l’amore di Nonò verso di lei, e il suo amore verso di lui; diventa sempre più consapevole che, ormai, la sua vita è vuota, è sola al mondo, non ha nient’altro che
il suo Barone. E tutta questa situazione la fa vivere in uno stato di lucida follia, di sofferenza e dolore, nella quale trascina, per mano, anche il suo amante, il quale non riesce a fare a meno di lei e, nei rari momenti di lucidità che la colgono verso la fine della sua vita, riconosce ancora quella Piccola Fiamma che tanto l’aveva fatto innamorare.
È una storia struggente, che la Collerone riesce a rendere in maniera magistrale grazie alla sua scrittura così incalzante, particolareggiata, ricca di colpi di scena e cambi di situazione improvvisi che rendono quasi impossibile al lettore interrompersi nella lettura nel bel mezzo di una vicenda. E la sua capacità di scrittura è tale che, attraverso le sue parole, si riescono a capire tutte le sfumature dei sentimenti e degli stati d’animo
dei diversi personaggi, portando il lettore a immedesimarsi in loro e ad accompagnarli nelle diverse vicissitudini.

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Pubblicto in collaborazione con

Il Taccuino – Ufficio Stampa per Scrittori ed Editori