Peppe Augeri ( EpoCar )

Abbiamo chiesto a Peppe Augeri, esperto restauratore di auto d’epoca, come nasce la Ferrari 308, un Icona a 4 ruote targata Maranello

Nell’avviare il progetto della nuova 308 GTB, l’intento dell’azienda era di affiancare e poi sostituire la “Dino GT4”, il modello di entrata della gamma che non aveva riscosso molto entusiasmo,  tra gli appassionati e gli acquirenti ,forse per le sue linee troppo rigide, rispetto alla precedente Dino 246.

     Dino GT4                   Dino 246
Per lo studio della linea e degli interni fu incaricata la Pininfarina che affidò il compito a un team di designer, guidati da Leonardo Fioravanti.
   Leonardo Fioravanti
( Prima di fondare Fioravanti Srl, ha lavorato ventiquattro anni con Pininfarina disegnando per Ferrari molteplici modelli fra i quali , appunto, la 308).
 La sagoma del nuovo modello risultò chiaramente ispirata alla “512 BB”, maggiormente affinata nell’equilibrio formale e con aggiunte delle vistose prese d’aria laterali, poste sotto la linea di cintura, evocative della “Dino 246”.

512 BB

La realizzazione della carrozzeria venne commissionata a Sergio Scaglietti, storico collaboratore della Ferrari per la costruzione delle auto da competizione, con particolare esperienza nel trattamento dei materiali compositi.

  Sergio Scaglietti  (Modena, 9 gennaio 1920 – Modena, 20 novembre 2011)
(Sergio Scaglietti nel 1939 incontrò Enzo Ferrari, a cui il designer sarà legato da un profondo rapporto professionale e di amicizia per tutta la vita.)
Il design della 308 era ispirato a delle forme che erano in contrasto con i profili angolari della GT4. Dal 1975 al giugno del 1977 la carrozzeria fu realizzata in fibra di vetro, mentre dal 1977 al 1985 fu costruita in acciaio che portò il peso da 1050 a 1200 kg.

Oltre alle differenze tra una generazione e l’altra della 308, i modelli avevano diversità tra esemplari della stessa serie, dipendenti dal loro mercato d’esportazione.

Per esempio, la 308 destinata al mercato americano aveva più grandi paraurti  e un telaio leggermente più robusto (ed altri più piccoli dettagli) e modifiche al motore per venire incontro ai più rigorosi codici di sicurezza sulle strade statunitensi.

 La Ferrari rimane il nostro miglior “Made in Italy”.

Ferrari 308

Per gli amanti degli anni 80, la seria Magnum P.I. ha reso questo modello , forse la Ferrari più riconosciuta al Mondo!

Durante tutta la serie Thomas Magnum ha guidato almeno tre modelli Ferrari dei quali si conoscono anche i numeri di telaio:

  • 308 GTS  del 1979

  • 308 GTSi del 1981

  • 308 GTS Quattro valvole del 1984

Nel corso delle riprese furono usati 3/5 modelli della stessa vettura, facendo ricorso a esemplari differenti per diverse inquadrature e scene. Tuttavia, per le scene più ardite e spericolate non vennero mai usate Ferrari, ma delle Pontiac, che per la conformazione del telaio possono esser facilmente modificate per assomigliare (ovviamente solo nell’aspetto) alle Ferrari.

Tutte le  vetture furono sottoposte a modifiche per permettere a Magnum di entrarvi e uscirvi agevolmente, in ragione della sua statura e del suo fisico, il motivo per cui Magnum viaggiava sempre con il tettuccio aperto non era legato tanto al clima, quanto all’impossibilità da parte dell’attore di rimanere nell’abitacolo a tettuccio chiuso.

Magnum P.I.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here