“Apriamo Casa Chiaravalle.
Un anno di lavoro intenso in cui diverse organizzazioni e tante tante persone, hanno lavorato sodo per restituire alla collettività un bene così importante.
Non tutto sara’ perfetto ma a noi la perfezione non interessa. Interessa che le persone tutte, possano convivere con le proprie imperfezioni e le sappiamo trasformare in una risorse.

 

A noi interessa che le persone stiano al meglio e possano trovare la propria “casa”, dove sentirsi sicuri, il proprio posto nel mondo e che li ci stiano bene.
Quello che più mi auguro e’ che le persone che domani verrano a trovarci si sentano bene, si sentano a “casa”, si sentano almeno un pochino, nel proprio posto nel mondo.
Per questo l’apertura di casa chiaravalle la dedico ad una campagna importante e quanto mai attuale: Ero straniero. Nella speranza che un domani, nessuno si debba sentire straniero in qualsiasi parte del mondo si trovi”.
Silvia Bartellini 

(Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere personalmente  Silvia Bartellini  e queste frasi sono il miglior riconoscimento che riesca a comunicare quando penso a lei e il suo continuo impegno in qualcosa in cui crede, e questo è anche il motivo principe per il quale Free-Magazine sarà sempre presente nel supportare tutte le persone che credono nel potere del “donare” con il sorriso a chi è meno fortunato, e non parlo di supporto economico, che certo serve sempre in certe situazioni, ma parlo di attenzioni…quelle attenzioni che non costano , ma tanto valgono. Molti mesi fa feci una promessa a Silvia “ESSERCI” e mio padre mi ha insegnato che ogni promessa è debito, Grazie per come sei Silvia Bartellini , A.M. Editore Free-Magazine)

Lavorare la terra, renderla fertile, usando gli strumenti giusti.
Far spazio, quello che serve, per adagiarvi un seme.
Richiudere delicatamente la terra sopra il seme, annaffiare, né troppo, né troppo poco.
Curare la terra, osservarla, non abbandonarla.
Piantare un seme e rimanere insieme.

 

Casa Chiaravalle è lo sforzo congiunto di più attori: istituzionali, privati, formali ed informali, intorno a un progetto che testimonia come, non la criminalità, ma la collettività organizzata possa prendersi gli spazi che le spettano, per costruire un modello di accoglienza e rigenerazione esportabile e replicabile, orientato alla mixité urbana e sociale, dove necessità e provenienza convergono in un unico centro: la Persona.

 

Le violenze e le prevaricazioni subite dalle donne che verranno accolte a Casa Chiaravalle, sono prerogativa della logica del più forte che opprime il più debole, identica a quella del comportamento mafioso.


Dare una nuova vita al più grosso bene confiscato alla criminalità organizzata in Lombardia, significa concentrare sforzi e investimenti nella costruzione di nuovi processi di interazione e convivenza civica che si basino saldamente sui valori della legalità e della giustizia, in antitesi alla logiche della criminalità organizzata, e sulla solidarietà come valore aggiunto e imprescindibile di una comunità forte e coesa. Questa, la nostra idea di sicurezza e protezione.

Casa Chiaravalle,il Viaggio è appena iniziato:


quello che già siamo: una collettività diffusa, una nuova identità cittadina a cui non servono muri ma relazioni.

CASA CHIARAVALLE

Il progetto di intervento a Casa Chiaravalle è gestito e promosso da Passepartout – Rete di imprese sociali costituita dalle cooperative sociali La Cordata, FuoriLuoghi, Tuttinsieme, Progetto Integrazione e Genera.