Cos’è l’oggi senza il passato? Cos’è il passato se non esiste un presente a cui compararlo? Cosa sono i valori se non delle idee radicate nella tradizione? E cosa sono i sentimenti senza una storia che li circondi?

Di questo spesso dimentichiamo.. Dimentichiamo le generazioni precedenti, i valori, la famiglia e la differenza tra ciò che è autentico e ciò che non lo è.

Catalizzati tutti dall’immensa calamita Facebook, ad oggi un’orbita gravitazionale capace di confondere realtà e virtuale. Abbacinati dai colori di Instagram, dai ritocchi del Photoshop, dai sederi e dai seni esposti sui social, dagli abiti succinti e dai visi supertruccati.

L’acqua e sapone ci annoia, i paesaggi non li guardiamo nemmeno, snobbiamo gli anniversari dei cugini, ma siamo tutti sull’attenti al matrimonio di Fedez e della Ferragni.

Così corrotti non ci rendiamo conto di quanto la nostra autenticità sia a rischio, di quanto lo siano le nostre emozioni.

Sarà per questo che fingiamo, indossiamo maschere e ci nascondiamo. Nascondiamo le debolezze, la tenerezza, i sentimenti. Robe non da primi della classe ma da sfigati romantici incalliti.

Sarà per questo che ad oggi soffriamo da morire per amore.

Sarà per questo che ci emozioniamo per i racconti dei nostri nonni e dei loro amori che resistevano oltreoceano: senza telefoni, senza lettere,

senza limiti di tempo.

Sarà per questo che siamo ormai tutti così gelosi, così insicuri, così prudenti.

Perché amare ai giorni nostri non è un gioco da ragazzi ma è una roulette russa – come direbbe Rihanna. Ne conosciamo di vari tipi: quello romantico, quello passionale, quello sbagliato, quello malato, quello vero.

Quest’ultimo in particolare, a lungo osannato dalla tradizione letteraria internazionale, è stato narrato e dipinto come qualcosa di potente, incantevole, inebriante. Come qualcosa che ad oggi popola solo i libri, e magari uno/due stati occasionali di Facebook. Il nostro secolo è infatti, un circolo di produzione, consumo e sostituzione. Noi siamo come marionette pronte ad esporre le nostre giornate su bacheche sovraffollate, pronti a competere per il numero di amici e la popolarità sui social.

Non esiste intimità, riservatezza, verità appunto. L’amicizia è la foto che postiamo alle dieci del mattino con il cornetto al bar con uno o due tag; l’amore è una proposta di matrimonio filmata e pubblicata su Facebook; la fortuna è un aforisma su una copertina che esponiamo per mostrare agli altri quando la nostra vita sia sopra le loro aspettative. Cosa possiamo aspettarci dunque da un mondo che ci abitua a scavalcarci piuttosto che camminare gli

uni accanto agli altri?

Nulla o poco più. Come merci ci vediamo viaggiare nei cuori di altri, non si sa per quanto, non si sa come, non si sa fino a dove. Navighiamo nell’era delle incertezze, accontentandoci di non averne e reputandoci moderni per il solo fatto di “andare avanti sempre e comunque”.

Non esiste promessa, ti amo che tenga, non ci sono parole, sguardi, baci, rapporti intimi che sigillino continuità, profondità, certezza. Tutto è in balia dell’oggi, dell’utile, del comodo. Tutto un’incognita nel grande mondo della razionalità.

Nessuno si sente costretto a promettere, nessuno si sente vincolato al rispetto della parola data, nessuno è esente dall’idea di essere sempre ed in ogni caso svincolato da ogni cosa.

E dunque di chi sarà la colpa se qualcuno vi maltratta?

Di chi per chi vi lascia?

E di chi sarà la colpa per chi non vi ha amato abbastanza?

Ebbene la risposta è una sola: sempre e solo vostra.

E quando soffrirete ed il consolatore di turno vi dirà che tanto tutto passa e che dopo l’ultimo ce ne saranno altri ancora, e che anzi è meglio così perché l’amore fa male alla carriera, fate questo..

Assentite e dimenticate, dimenticate e siate moderni, poi prendete quelle parole e dedicatele al prossimo stupido sofferente. Applicate l’uso e consumo, abituatevi ad essere usati e consumati, buttati e sostituiti come la foto profilo di Facebook.

E come nessuno può giudicare la leggerezza, nessuno può giudicarvi perché non “la state affrontando come è giusto affrontarla”.

E se dovete amare, amate al di fuori dai luoghi comuni.

O almeno.. finché dura..

Anna Galota