La nuova legge dell’attrazione

Avete mai sentito parlare di “legge dell’attrazione”? O di “pilastri della seduzione?”

Ebbene sì, pare ad oggi che milioni di siti web, video su YouTube ed articoli di vari blog siano dedicati a questa tematiche.

Il proposito è semplice: è come una sorta di orientamento accademico offerto ai meno esperti, o meglio ai “negati”, sulle relazioni uomo donna, un’equazione matematica infallibile proposta in cambio di una ventina di euro o di un’abbonamento ad una collana di libri o video libri..

Qual è l’obbiettivo? In teoria indirizzare uomini e donne verso la felicità, in pratica fornire consigli sulla vita di coppia e a volte anche su come destreggiarsi in siti di dating.

Il dettaglio più divertente è la finta ignoranza vantata dai giovani su temi di questo genere, a dispetto dei milioni di iscritti che contano questi siti in Italia e nel mondo, l’aspetto più ridicolo è la malcelata insicurezza che questi nascondono.

E’ certamente risaputo che la società odierna segna un netto distacco con le precedenti. L’avvento di Facebook, lo stop alla censura del sesso in Tv, l’ampliamento dei confini nazionali e territoriali ha ridefinito il volto delle nostre società, ridisegnando i confini dei paesi, abbattendo le barriere, facilitando viaggi, turismo e scambi commerciali.

Un mondo più ampio, ma anche più piatto, dove l’espressività della comunicazione verbale e non verbale, prima unica ed essenziale forma di interazione tra esseri umani, è stata sostituita dalle emojis, da scarni messaggi di testo sui social e dai likes su Facebook.

L’atto dell’interazione e dello scambio di opinioni è stato trasferito dal mondo reale a quello virtuale, rendendoci schiavi degli ultimi modelli di smartphones, delle spunte blu su whatsapp, e delle già citate leggi dell’attrazione.

Nulla di più triste per chi si  emoziona ancora davanti ad un film romantico degli anni novanta, costretto a commuoversi dinanzi ai lunghi corteggiamenti ed inseguimenti consumatisi sugli schermi, tanto distanti dalle “New Rules” dell’amore.

Eccone alcune:

– sii intrigante, misteriosa, attraente, sexy. Non dire troppo di te, non parlare delle tue sofferenze passate né del tuo ex, o il tuo lui potrebbe scappare;

  • non essere troppo disponibile, fa capire di essere una super gattona sexy piena di mille corteggiatori, che non ha troppo tempo da dedicare a quel lui che le scrive tanto insistentemente;
  • se lui non ti scrive, non scrivergli, se ti risponde dopo otto ore rispondigli dopo tre giorni, se ti risponde freddo non dargli soddisfazione;
  • Non andarci a letto subito o penserebbe che sei una poco di buono, ma nemmeno troppo tardi, altrimenti ti potrebbe lasciare per un altra. Se ti abbandona fai sempre finta che ciò non ti abbia toccato.
  • Per attrarre il tuo lui visualizza e non rispondere, o stai connessa senza rispondere o rispondi dopo tante ore.

Insomma potrei andare avanti a lungo, ma il succo è sii indifferente se vuoi attrarre, perché se ti mostri coinvolto non attrai nessuno.

E volete sapere qual è la cosa più strana? Che tutta questa roba funziona davvero e aiuta ad attrarre davvero la gente. Peccato che a lungo termine ci si renda conto che è solo una presa in giro.

In effetti, il risultato di questi accurati consigli è di aiutare il vostro lui o la vostra lei ad innamorarsi dell’idea di qualcosa che non si possiede, non di voi. E’ risaputo, ciascuno desidera ciò che non può avere, e solo perché queste strategie realizzino attrazione non significa che ci aiutino a trovare l’amore.

Immaginate ad esempio cosa accadrebbe se, dopo aver seguito alla lettera tutte queste regole, vi sentiste di poter mostrare a chi avete conquistato che siete coinvolti, che vi siete quasi innamorati.

Immaginate quando, una volta esservi messi insieme al vostro uomo dei sogni, cominciate a rispondere puntualmente alle chiamate, a voler trascorrere i weekend insieme, a smettere di fingere di essere Sasha Grey a letto e che vi piaccia fare l’amore con dolcezza, come per i protagonisti di Ask the Dust.

Volete sapere cosa otterrete a quel punto? Credo che tutti voi lo immaginiate.

Ebbene succederà ciò che avete temuto fin dall’inizio, e che avevate creduto di poter scampare.

Il vostro lui comincerà ad essere meno presente, a chiedersi dove sia finita quella bomba sexy che lo aveva conquistato, inizierà a dirvi che siete cambiate, che non vi riconosce più, che lui ha bisogno dei suoi spazi.

Alla fine della storia vi ritroverete sul divano a piangere, mangiare gelato e a guardare Notting Hill, convinte di aver rovinato la storia della vostra vita e che rimarrete per sempre delle zitelle circondate solo dall’amore egoista dei vostri 35 gatti.

Dopo qualche settimana vi alzerete dal divano, vi metterete a correre per perdere quei kili per colpa dei quali non vi guarda più nessuno, guarderete i video musicali di Pink, Beyoncè e Rihanna, che dopo essersi lasciate diventano più fighe di prima e la fanno pagare all’ex. E a quel punto vi convincere che anche voi lo farete rosicare prima o poi..

Poi andrete a cercare consigli su come diventare una spietata rubacuori, riattiverete il vostro profilo di dating e ritornerete alla carica come quella gattona attraente che avevate dimenticato per colpa dell’ultimo stronzo che vi ha spezzato il cuore.

Risultato?  Il ciclo continua.

I pilastri dell’attrazione non vi daranno l’amore anzi, vi renderanno terribilmente insicure, convincendovi che non basta essere sé stessi, e che se non riuscite a piacere agli altri non siete abbastanza fighi.

Siate persone vere, cercate chi apprezza la vostra personalità, e se non lo trovate non vi sentite dei falliti, perché a seguire dei modelli ci si riduce a mere ombre di sé stessi, senza usufruire del piacere di poter essere liberi di dire ciò che si vuole e ciò che si pensa.

Non cercate l’autostima nell’attrazione, perché l’attrazione finisce, la personalità rimane, e chi vi apprezza sulla base del numero delle vostre sparizioni e delle vostre assenze, non apprezzerà mai davvero la vostra presenza.

Indifferenza è il contrario di amore, autostima, invece, è direttamente proporzionale a felicità.

ANNA GALOTA

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