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Fotografia Terapeutica: Cesare Riccardi & Dolores Benini

Nel mondo di oggi dove l’immagine ha assunto un valore importantissimo, il modo in cui vogliamo essere visti dagli altri é condizionato dai canoni che la società estetica ci trasmette, é quindi strettamente legato con l’immagine mentale interna che abbiamo di noi stessi, se questa é negativa la nostra sicurezza e la nostra autostima avranno valori bassissimi.

Hugh Diamond

Nel 1856 Hugh Diamond fotografo e psichiatra, comincio adutilizzare la fotografia per identificare le malattie mentali e si accorse del potere terapeutico delle foto quando le mostrava ai suoi pazienti, essi apparivano più consapevoli della loro immagine corporea e quindi della loro identità e iniziavano a prestare più attenzione alla loro apparenza poiché tutte le volte che vedevano una fotografia in cui stavano bene, aumentava la loro autostima.

Nel corso degli anni molti fotografi hanno cominciato ad utilizzare la fotografia come terapia, alcuni su se stessi,ritrovando la loro immagine reale, Cristina Nunez, fotografa Spagnola ( http://cristinanunez.com ) ha ritrovato se stessa e ancora oggi aiuta le persone praticando la Fotografia terapeutica, oppure Anna Fabroni autrice del progetto “ Costole “ é riuscita a curare le sue insicurezze, e a proposito di questo Anna scrive “sono guarita dall’anoressia, e comunque ho ripreso a mangiare, perché nelle foto di “Costole” ho visto le mie ossa, quando nello specchio vedevo solo grasso.

 

Nel corso del nostro lavoro siamo stati felici di riscontare tutto questo con grande soddisfazione, molte sono le donne protagoniste dei nostri scatti che ci hanno ringraziato per aver scoperto un loro lato fino ad allora sconosciuto semplicemente osservando una fotografia .
  

Dolores Benini                     Cesare Riccardi

PhotoArtStudio

www.photoartstudio.it

Marco Eugenio Di Giandomenico, CHI?

    

  

Marco Eugenio Di Giandomenico Poliedrico per definizione :

Membro del Consiglio Scientifico del Gruppo Bilancio Sociale, Dottore Commercialista, esperto del Terzo Settore e docente universitario in tema di Corporate Social Responsibility (CSR), scrittore, critico, e opinionista televisivo, esperto di media & entertainment, manager culturale ,lifestyle influencer, critico dell’arte sostenibile, ambasciatore del made in Italy nel mondo  e membro ad Honorem del Jet set Italiano.

nonostante tutto questo, la prima cosa che vi ricorderete incontrandolo è la sua semplicità e il suo sorriso!
Vi può Bastare?

A Noi si!

http://www.marcoeugeniodigiandomenico.com

P.S.: Vi raccontiamo un segreto:

Marco Eugenio Di Giandomenico per le sue attività professionali può contare su un network, nel mondo della finanza, delle istituzioni, dell’imprenditoria e delle professioni, di più di mille contatti, tutti attivi, operativi e immediatamente coinvolgibili nelle varie progettualità.”

   

    

 

E scusate se è poco!

    https://www.facebook.com/Fan-del-libro-Tundurund%C3%B9-di-Marco-Eugenio-Di-Giandomenico-428056600637604/

Pica: Passione fra le dita.

      

   

Piera Catena nasce a Fondi, un piccolo paesino in provincia di Latina, caratterizzato da vicoli e stradine, ricoperto da fitti e profumati agrumeti che portano nell’aria un profumo fresco ed inebriante.
Ama disegnare all’aperto godendo della tranquillità delle calde giornate primaverili , passione che coltiva fin da bambina.

     

“Quando ho finalmente visto per la prima volta le mie creazioni sfilare dopo mesi e mesi di lavoro, ho capito che è questa la mia vita, quello che voglio fare, quello che amo … perché quello che provo ogni giorno non si può spiegare a parole.”

    

Piera Catena  https://www.facebook.com/pica.accessori/ 

 

Michela Cicchella Personal Coach: Everyday-Everywhere-Workout

Partiamo con lo specificare il termine di Personal Trainer , Oggi fin troppo inflazionato:
Fonte WIKIPEDIA:
Il personal trainer (anche detto allenatore personale e convenzionalmente indicato dalla sigla PT) è la figura professionale preposta a gestire in maniera individualizzata l’esercizio fisico di coloro che si avvicinano o praticano attività fisica per migliorare il proprio stato di salute o di forma fisica.

  
Michela Cicchella presenta: Il programma “Everyday-Everywhere Workout”.
Esercizi di mantenimento creati personalmente per le esigenze del singolo;
Partendo da esercizi classici del Pilates solitamente effettuati in sala, integra i movimenti offrendo la possibilità di un allenamento a tutto tondo e dando la possibilità di potersi allenare in ogni momento della giornata, sfruttando le situazioni dinamiche più comuni, senza accumulare inutile fatica o stress, e senza costringere in un tempo predefinito la cura del nostro corpo.
Per poter trasformare posture, e difetti in armonia, le lezioni sono strutturate a livello individuale o piccoli gruppi, in modo da poter seguire al meglio il singolo allievo.

Andare in palestra oggi significa dedicare almeno 2 ore del proprio tempo, parcheggio, spogliatoio, chiacchiere, doccia, e … cogliere l occasione di poter fare a casa o ovunque esercizi, non regala alibi!

IL TEMPO E’ PREZIOSO ..

    

 

Nella quotidianità del movimento si trova la giusta cura del corpo!

Ph b/n Sonia De Boni

Ph Anna Antonelli

Raffaele Petrucci: La mia cucina sull Arno! Da Napoli a Firenze

 

    

Aneddoto storico:
Storico edificio che ospitò la famiglia di potentissimi banchieri, finanzieri della Santa Sede e poi fu acquistato da Luigi Bonaparte, uno dei fratelli di Napoleone.
Le ampie sale dell’edificio hanno ospitato anche storiche botteghe artigiane. Il nuovo locale…..

“La giovinezza di noi tutti è un sogno, una forma di follia chimica» come scriveva Francis Scott Fitzgerald, e sicuramente la vocazione di Raffaele Petrucci per la cucina nasce da un DNA che ha ereditato dal territorio, dalle sue origini.

E il territorio per Raffaele è la mente e la sua evoluzione, tutto l’ universo che parte da una cultura ampia e raffinata sui temi base dell’alimentazione partenopea, il pane e la pasta, l’olio e il vino, la cultura mediterranea che si riscontra come una follia chimica fatta di passione, amore per la terra, professionalità, bellezza, cura dei dettagli. La formula della felicità a Napoli in particolare, è un insieme di straordinari territori, materie prime eccellenti, vitigni di grande storia, dove l’olio e il vino sono la bandiera nazionale.
Qui lo chef, fin da ragazzo, ha assorbito un rapporto intenso, tra l’uomo e l’arte, la cucina come arte, sempre in bilico fra attese e incontri, segni di appartenenza, ricordi che arrivano da lontano e, per merito della professione, ritornano chiari, portati in superficie, naturali e spontanei……. la commedia dell’arte, i bassi spagnoli, un indimenticabile Maradona……mentre da lontano ci coglie la nostalgia per Napul’è del rimpianto Pino Daniele siamo travolti dai colori, i sapori, gli odori, è la bella Napoli che ci accoglie, la sua tavola campana orgogliosa delle sue radici, ricche ed inesauribili, il genius loci che ti guida per le stradine dei bassi spagnoli, guardando in alto, verso il sole, per vedere le distese dei lenzuoli tesi che volano come farfalle, dove tutto questo mondo è ridere……..
E Raffaele ha colto l’anima di Napoli e, dopo viaggi ed esperienze, l’ha portata a Firenze, dove vede scorrere tutti i giorni l’Arno d’argento e dove si è insediato come executive chef nell’affascinante e nuovissimo Ristorante Corsini.
E qui, per lo chef, la cucina è tutt’altra cosa.

   
Non è televisione o gara, non si insegna in un format, qui la cucina è una cosa talmente viva e sensuale che rinchiuderla in uno schermo piatto al plasma o in una scaletta di un programma è quasi offensivo. La cucina è la sua infanzia, la rincorsa impossibile a quei profumi, a quei sapori, a quei ricordi. Qui a Firenze lavora Raffaele Petrucci, vive per sentire il calore della fiamma sulla propria pelle, il calore del forno, amando la sua cucina, qui, al numero 36 del Lungarno accanto al maestoso Palazzo Corsini, vive il più grande controsenso della vita, Napoli e Firenze, una cucina che sposa la cultura di Firenze, in una città dove anche cucinare è arte e dove Raffaele si muove in punta di piedi, ben consapevole che questa esperienza è un deciso arricchimento della sua professionalità.

E allora via, in una Firenze fiabesca, qui sui Lungarni, ad un insieme di colori e gusti, sapori, fiori e piante, foglie e natura, tutto il mondo del colore che è rimasto nel cuore a Petrucci, come imprinting, come eredità, dal suo mondo che ha lasciato a 18 anni, dove anche le pizze ridono, un felice incontro verso una cucina toscana, piena di fantasia e d’ ironia, come sono i fiorentini, le sue sono opere d’arte, una cucina che si arricchisce via via di profumi e sapori che la rendono unica…..guardando da qui l’Arno che scorre, l’Arno d’argento.
 Ph: Martino Dini http://www.martinodini.com/

Ristorante Corsini

 

A cura di Cristina Vannuzzi Landini

Poliedrica Elena Galliano: Protagonista terza copertina di Free-Magazine.

 

   

    

Non è facile raccontare chi sia Elena Galliano, se non altro perché mille ne ha fatte e cento ne ha in mente. E non è nemmeno facile starle dietro mentre elenca decine e decine di lavori che l’hanno vista protagonista.

       
A tal proposito siamo felici di informavi che ELENA GALLIANO è la protagonista della copertina del terzo numero di FREE-Magazine, la sua intervista interna sarà esaustiva nel raccontare passato, presente e futuro della Show Girl.

 http://www.elenagalliano.it

Un consiglio :

Non perdete le due ore di diretta del lunedi dalle 17 alle 19 che la vedono protagonista ogni settimana  su http://www.silvermusicradio.it 

A proposito di Johnny Depp, a cura di Guglielmo Giovannoni.

“Perché c’è ancora qualcuno che ti apprezza per come sei e non per come devi essere.”

JOHNNY DEPP

Johnny Depp possiede uno suo stile unico e speciale,   stile costruito anche grazie a particolari accessori da cui non si separa mai.

Partiamo da Cappello:

Johnny  Depp indossa molto spesso cappelli vintage Fedora, che senza dubbio hanno contribuito a definire il suo Dresscode.

  

Il Borsalino, conosciuto all’estero anche come “Fedora”, è un cappello di feltro soffice che deve il suo nome all’omonima azienda italiana di abbigliamento.

Ma fin dagli albori, il Borsalino non era considerato semplicemente un copricapo, bensì un vero e proprio Must dalla fine dell’Ottocento sino a tutti gli Anni Cinquanta : un uomo sarebbe uscito piuttosto senza pantaloni, ma mai dimenticandosi sulla cappelliera il suo Fedora.

    

Gli occhiali sono un’altra grande passione per Johnny, alla pari dei cappelli.
Se può li indossa anche sul Set, come è già successo per i film “La Nona Porta” e “Secret Window” in cui gli occhiali da vista hanno dato maggior spessore ai personaggi che interpretava concedendogli così un’aria da vero intellettuale!

     

Gli occhiali sono diventati un vero e proprio cult del Suo Look al punto tale da farlo diventare la star più richiesta dai brand di settore.
Oggi rappresentano un vero e proprio marchio di fabbrica per il Suo personaggio e la Sua persona.
Ha contribuito cosi facendo involontariamente a diventare anche un icona di stile da seguire ridisegnando i confini del termine “Quattrocchi ” sinonimo da sempre di offesa, oggi gli occhiali sono sempre più un dettaglio fondamentale per definire un Outfit di un uomo.

 

Guglielmo Giovannoni

http://www.styleinmyway.com/

http://www.glassofstyle.com/

Come ci accorgiamo quando il nostro cane ha la febbre? di Aldo Sissa

Osservare un comportamento anomalo del nostro cane rispetto alle abitudini è molto importante non solo per noi veterinari, ma anche per i proprietari i quali potranno dare il giusto peso e la giusta misura prima di allarmarsi più del dovuto.

Scopo di questo piccolo vademecum è fornire qualche piccola informazione che potrebbe essere utile a tutti i proprietari di cani.

Fisiologicamente la temperatura corporea dei cani è di circa 38,5° con piccole variazioni in più o in meno a seconda delle dimensioni, della razza e dell’età (cuccioli/adulti).

Temperatura alta non vuol dire per forza febbre; cosa significa questo? Significa che bisogna distinguere tra innalzamento di temperatura tale e quale, dovuto per esempio a fattori esterni come temperature ambientali elevate, colpo di calore, coliche addominali, stress, cambiamenti ormonali,  etc, dalla febbre intesa come alterazione dei parametri ematici a causa di infezione batterica (setticemia), ferite esposte, viremie, neoplasie, malattie infettive, patologie acute parassitarie, ovvero patologie alteranti l’assetto immunologico del cane.

Come mi accorgo se il mio cane ha “febbre”?

Letargia, assenza di appetito, aumento della sete, muso (tartufo) caldo e secco, risponde poco o niente a stimoli esterni: questi sono i principali segni di malessere osservabili anche senza avere occhio clinico.

 

Cosa fare in caso di “febbre” del nostro cane?

In base alle considerazioni di cui sopra, il proprietario sarà orientato a fare un primo screening il più razionale possibile senza farsi prendere da troppo panico: osservare le circostanze ambientali, per esempio se siamo in estate e il vostro cane ha preso troppo caldo, abbassargli la temperatura rinfrescandolo; se ha preso troppo freddo, riscaldarlo (razze toy a pelo raso), se ha mangiato troppo (retriver, terrier) o sospettiamo l’ingestione di corpi estranei, cercare di farlo vomitare, oppure se anziano e debilitato preoccuparsi di contattare il proprio veterinario.

 

In tutti questi casi e molti altri, non intraprendete iniziative farmacologiche senza aver interpellato il vostro veterinario perché potreste peggiorare lo stato di salute del vostro cane, in particolare usando farmaci non ad uso veterinario.

DOTT. Aldo Mario Sissa

AMBULATORIO VETERINARIO

VIA R. GESSI, 48 -20146- MILANO

TEL: 0248673626 – 3475820040

 veterinario.viagessi@gmail.com

Milena Quercioli : Artista del Sorriso.

  

Appare evidente il legame con la Street Art, colori e Icone mescolati per comunicare.
Ogni artista che pratica l’arte di strada ha le proprie motivazioni personali, che possono essere molto varie. Alcuni la praticano come forma di critica o come tentativo di denunciare la proprietà privata.
In ogni suo Dipinto Milena Quercioli mette emozioni positive, per l’Artista è fondamentale trasmettere il messaggio che nella vita bisogna sempre cercare i colori dell’anima e il sorriso nel cuore, incuranti della cupezza che talvolta la vita riserva.
L’amore per il disegno si manifesta in tenera età, Milena era appassionata di street art, graffiti, murales, e appena possibile acquistava riviste del settore , studiando i tratti e immagazzinando i colori per poi cercare di riportarli reinterpretati sulla sua vecchia Smemoranda.

   

  
Ma fu quasi per caso che nel 2014 riprese in mano la matita ricominciando a dipingere. Usciva da un grave lutto personale , e l’idea di disegnare era legata semplicemente alla creazione di dipinti per casa , quasi ad esorcizzare la sua sofferenza, ritrovava nei colori il sorriso e la serenità, in breve tempo la sua energia e capacità di comunicare attraverso i suoi quadri la portata ad esporre in posti che non avrebbe immaginato come al Louvre di Parigi , paesi di mezza Europa e oltre oceano.
“Io ho un angelo speciale la mia mamma, il mio angelo, è tutto merito suo. Lei mi ha insegnato con la sua dura battaglia contro la SLA, l’importanza del sorriso, dell’amore e dipingendo la sento vicina.”
Milena Quercioli

Frisè Mon Amour ! Il ritorno del Zig Zag !

A cura di Eleonora Allegrina  www.girlsontheroad.it

Negli anni ’80 non c’era donna che non sfoggiasse il frisè, fatto da parrucchiere o in casa, era un’acconciatura diffusa e trendy. Oggi la tendenza sta tornando ma con uno spirito diverso: il frisè si fa per stupire, ironizzare ed essere divertente.

  

Anche gli anni 90 non furono immuni da questa moda ! Ricordo come fosse oggi la mia prima piastra per capelli ! Un oggetto massiccio e scomodissimo ma che ho amato con tutta me stessa, soprattutto per l’ accessorio annesso che creava il mitico frisè !Ore ed ore passate a creare improbabili pettinature ( fortunatamente all’ epoca non esistevano ancora i social ), con risultati quanto meno discutibili !

Ed oggi ?

Frisé perfetto e millimetrico per la super top Tyra Banks, che si limita ad appuntare due ciocche affinchè i capelli non le coprano il sensuale volto.

Oggi gli hairstylist sembrano aver riscoperto questa tecnica, utilizzandola esclusivamente su piccole ciocche o in maniera ” strong ” su tutta la chioma!

  

IL NUOVO FRISE’
Rispetto agli anni 80 e 90, in cui i volumi erano esagerati e il frisè andava portato come se si indossasse una criniera da leone, oggi la nuova versione è decisamente più low profile !