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DELTA NA: Due Artisti una sola Anima

 
Neva e Alessandro sono due Artisti italiani di talento i cui dipinti appaiono immediatamente unici e particolari per l’utilizzo dei colori e per la loro tecnica pittorica.
Si incontrarono in una classe universitaria, dove entrambi studiavano per diventare psicologi, fin da subito il loro rapporto divenne empatico e destinato a crescere nel tempo.
Si persero di vista  per poi ritrovarsi nuovamente  sette anni  dopo.
Dopo essersi sposati, i due hanno cominciato a spostare la loro attenzione  dalla psicologia alla pittura.
Interrompendo il loro iter legato alla psicologia iniziano a viaggiare per il mondo, passando il tempo in quattordici diversi paesi, prima di stabilirsi definitivamente a Los Angeles.
Una caratteristica che rende speciale il loro lavoro è che occupano la stessa tela allo stesso tempo, lavorando  a 4 mani ma con una sola anima che regala alla vista un  risultato che si traduce in una visione spettacolare di colori, linee e forme che evidenziano il loro amore per l’arte.
The Colours of Joy è una serie di dipinti ad olio di colori vivaci e sbalorditivi che si fondono insieme in modo ritmico, e così in sincrono che sembra difficile sia la creazione di due diverse persone .
  Hanno esposto questa serie di opere in una personale alla Boa Art Gallery di Los Angeles. Dopo questo periodo hanno focalizzato la loro attenzione artistica su Fiori, con forme morbide e tonalità delicate che sono diventati il ​​loro modo di esprimere sentimenti. Delta N.A. i fiori non sono fiori realistici ma più astratti e istintivi. La loro arte si è espansa fino alla scultura nel 2011.
Hanno esposto i loro fiori alla Soho Gallery di Beverly Hills durante American Dreams Exhibition, in Italia in uno spettacolo personale dal titolo “emozioni in fiore” al MAC Museum, allo spazio Bim di Torino e al Die Mauer Arte Contemporanea a Prato. 
Nel 2014 la rivista d’arte internazionale Irreversible ha invitato Delta N.A. a rappresentare l’Italia ai Miami Art Days con la loro scultura In Love.
Alla fine del 2014 la loro arte è diventata astratta.
I fiori persero la loro forma per diventare pura poesia e sentimenti. Questa serie è conosciuta come la serie Armony e sta ancora andando avanti.
Oggi le forme geometriche e i colori sono tornati a ispirare i due artisti in continua evoluzione, nell’estate 2017 sono stati protagonisti di una personale a Jakarta che ha iniziato a renderli  conosciuti e riconosciuti anche in questa regione del Globo.
L’Ambasciata d’Italia l’Istituto Italiano di Cultura, Jakarta la città di Asti e il Monferrato Il patrimonio Unesco hanno organizzato un laboratorio artistico e mostra di pittura  itinerante “Un viaggio con il cuore”con protagonisti gli Artisti Delta NA.
Incontrando Alessandro e Neva,  la sensazione che rimane è in primis è quella  di trovarsi davanti due splendide persone prima ancora che due eccezionali artisti!

EVO : Grappa e Distillati di qualità Parola di Marcello Bruschetti!

   Marcello Bruschetti   http://www.enoglam.com/
Abbiamo incontrato in diverse occasioni il titolare di EVO , Marcello Bruschetti, tono di voce pacato, elegante nei modi e nel vestire, esperto e soprattutto amante  dei distillati da sempre, e chi meglio di lui può raccontare da dove nasce la sua passione per questo mondo che lo ha portato a creare un Brand  che giorno dopo giorno cresce e propone i sapori e i profumi di un Made in Italy inconfondibile…
Una breve introduzione e poi la parola passa a Marcello!
La curiosità e la sperimentazione appartengono a Luciano Brotto, distillatore, figlio e nipote di distillatori.
L’amore per il bello ed il buono nonché la voglia di condivisione appartengono a Marcello Bruschetti, fautore del progetto.
Dall’incontro fortuito di queste due persone nasce il progetto EVO con l’obiettivo di fare di questo distillato, un prodotto esclusivo ed elegante realizzato in Italia.
Una produzione limitatissima ed un’immagine all’altezza delle caratteristiche per fare di EVO un unicum destinato a pochi privilegiati, curiosi, attenti, amanti dei distillati di qualità e della vita.
L’incontro con Luciano Brotto ha cambiato la mia vita.
Era il Giugno del 2010 in occasione di Vini nel Mondo nella meravigliosa Spoleto e Luciano volle assolutamente farmi assaggiare il suo ultimo esperimento.
Di quell’esperimento mi sono prima innamorato e poi “appropriato”.
Luciano Brotto e Marcello Bruschetti

Quell’esperimento ha stimolato il sogno che ora provo ambiziosamente a trasformare in progetto con il supporto di Luciano: partire dalla tradizione italiana per arrivare a prodotti nuovi, caratterizzati da una personalità unica, forte, internazionale, nonché da una grande eleganza e piacevolezza attraverso la sperimentazione di legni di affinamento autoctoni, il sapiente uso dell’affumicatura della vinaccia ed il “gioco” con legni precedentemente utilizzati in altre produzioni. Una gamma limitata di prodotti molto diversi tra loro e soprattutto diversi da quanto presente sul mercato.

Marcello Bruschetti

Come nasce la Ferrari 308!

  Peppe Augeri ( EpoCar )

Abbiamo chiesto a Peppe Augeri, esperto restauratore di auto d’epoca, come nasce la Ferrari 308, un Icona a 4 ruote targata Maranello

Nell’avviare il progetto della nuova 308 GTB, l’intento dell’azienda era di affiancare e poi sostituire la “Dino GT4”, il modello di entrata della gamma che non aveva riscosso molto entusiasmo,  tra gli appassionati e gli acquirenti ,forse per le sue linee troppo rigide, rispetto alla precedente Dino 246.

     Dino GT4                   Dino 246
Per lo studio della linea e degli interni fu incaricata la Pininfarina che affidò il compito a un team di designer, guidati da Leonardo Fioravanti.
   Leonardo Fioravanti
( Prima di fondare Fioravanti Srl, ha lavorato ventiquattro anni con Pininfarina disegnando per Ferrari molteplici modelli fra i quali , appunto, la 308).
 La sagoma del nuovo modello risultò chiaramente ispirata alla “512 BB”, maggiormente affinata nell’equilibrio formale e con aggiunte delle vistose prese d’aria laterali, poste sotto la linea di cintura, evocative della “Dino 246”.

512 BB

La realizzazione della carrozzeria venne commissionata a Sergio Scaglietti, storico collaboratore della Ferrari per la costruzione delle auto da competizione, con particolare esperienza nel trattamento dei materiali compositi.

  Sergio Scaglietti  (Modena, 9 gennaio 1920 – Modena, 20 novembre 2011)
(Sergio Scaglietti nel 1939 incontrò Enzo Ferrari, a cui il designer sarà legato da un profondo rapporto professionale e di amicizia per tutta la vita.)
Il design della 308 era ispirato a delle forme che erano in contrasto con i profili angolari della GT4. Dal 1975 al giugno del 1977 la carrozzeria fu realizzata in fibra di vetro, mentre dal 1977 al 1985 fu costruita in acciaio che portò il peso da 1050 a 1200 kg.

Oltre alle differenze tra una generazione e l’altra della 308, i modelli avevano diversità tra esemplari della stessa serie, dipendenti dal loro mercato d’esportazione.

Per esempio, la 308 destinata al mercato americano aveva più grandi paraurti  e un telaio leggermente più robusto (ed altri più piccoli dettagli) e modifiche al motore per venire incontro ai più rigorosi codici di sicurezza sulle strade statunitensi.

 La Ferrari rimane il nostro miglior “Made in Italy”.

Ferrari 308

Per gli amanti degli anni 80, la seria Magnum P.I. ha reso questo modello , forse la Ferrari più riconosciuta al Mondo!

Durante tutta la serie Thomas Magnum ha guidato almeno tre modelli Ferrari dei quali si conoscono anche i numeri di telaio:

  • 308 GTS  del 1979

  • 308 GTSi del 1981

  • 308 GTS Quattro valvole del 1984

Nel corso delle riprese furono usati 3/5 modelli della stessa vettura, facendo ricorso a esemplari differenti per diverse inquadrature e scene. Tuttavia, per le scene più ardite e spericolate non vennero mai usate Ferrari, ma delle Pontiac, che per la conformazione del telaio possono esser facilmente modificate per assomigliare (ovviamente solo nell’aspetto) alle Ferrari.

Tutte le  vetture furono sottoposte a modifiche per permettere a Magnum di entrarvi e uscirvi agevolmente, in ragione della sua statura e del suo fisico, il motivo per cui Magnum viaggiava sempre con il tettuccio aperto non era legato tanto al clima, quanto all’impossibilità da parte dell’attore di rimanere nell’abitacolo a tettuccio chiuso.

Magnum P.I.

Perla Bortolussi: “La Signora dei leoni”

 

Rinfreschiamoci un po' con queste bellissime immagini di dicembre ❄❄❄❄❄

Gepostet von Perla Bortolussi page am Mittwoch, 12. Juli 2017

Chi è Perla Bertolussi? Entusiasmo e passione per una professione scelta e fortemente voluta nonostante le difficoltà intrinseche all’addestramento degli animali al tempo di oggi. Perla nasce ad Ostia nel 1981 ,sin da bambina , essendo i suoi familiari legati al mondo del Circo,manifesta la sua empatia verso gli animali che sono al seguito del complesso, in particolare per i cavalli .

Flavio Togni ama ricordare le parole dello zio Bruno quando sottolineava che se si sa addestrare un cavallo si può provare con tutti gli altri tipi di animali. Nel 2001 Perla ha l’occasione di lavorare con Yasmine Smart al Circo Roncalli, I principi fondamentali trasmessi dall’artista inglese sono quelli della pazienza e del rispetto perché non si deve mai pretendere dall’animale ma assecondarne la natura. Dopo questa fase, Perla inizia a camminare da sola decidendo di imboccare la strada del dressage al naturale, ovvero senza redini, sella e speroni ottenendo brillanti risultati, metodo che segue tutt’ora.

Ma a Perla piace affrontare sempre nuove sfide e, nonostante le soddisfazioni che ottiene lavorando con i cavalli, ha un sogno nel cassetto, quello dell’addestramento dei grandi felini. Grazie a Roberto Caroli – riesce a realizzarlo: dopo un periodo di apprendimento dei rudimenti della disciplina ha l’occasione di presentare un gruppo di cinque giovani leoni. Dopo questa prima esperienza Perla ottiene le autorizzazioni necessarie e inizia ad allevare ed addestrare i Grandi Felini. In questa nuova esperienza mette tutto il suo entusiasmo e tutta la sua passione godendo appieno di ogni piccolo progresso, trascorrendo le giornate coi suoi animali in un clima di vera condivisione.

Perla non segue un modello unico ma raccoglie i consigli di tutti i colleghi più esperti, come ha fatto coi cavalli, addestrando “con il cuore più che con la tecnica”, come dice lei stessa. La parola a Perla:

“Ho un amore smisurato verso tutti gli animali, il mio primo grande amore sono stati i cavalli, i leoni mi affascinano da quando ero bambina ma il sogno che un giorno sarei riuscita ad averli era molto lontano e quasi impossibile, perché non è facile riuscire ad avere tutto il necessario per poterli tenere essendo una semplice artista di circo appassionata di animali con limitate risorse economiche,mi limitavo a guardarli da lontano e sognare che un giorno mi sarei buttata in mezzo ai leoni a giocare con loro,ma come dice una famosa frase… se puoi sognarlo puoi farlo, infatti ora il sogno è diventato realtà e sono 6 anni che gioco con i leoni ricevendo tutto l’amore che solo gli animali riescono a donare”.

Alessandro Flaminio : “Le Voci di Dentro”

  

La poetica che porta avanti attraverso il suo sviluppo creativo ha come obiettivo di ridonare nuova vita ai temi classici della tradizione napoletana interpretandoli sotto una innovativa veste drammatica avvalendosi di un gusto peculiare tra design e innovazione.

Un giusto connubio tra Arte e Design, tra dramma e commedia.

Pannelli e sculture raccontano la fragilità e la forza di Uomini, Eroi, Santi; come accade per il riconoscibilissimo busto di San Gennaro – simbolo della città – icona declinata in numerose varianti cromatiche ma che conserva una linea di austerità e rigore che scaturiscono dalla sua concezione estetica minimalista.

 

Nel cuore di Spaccanapoli fra via Benedetto Croce e Forcella, è strategicamente collocato un atelier d’arte, denominato per estremo omaggio all’opera e alla commedia del grande Eduardo De Filippo, “Le voci di dentro“.

Una volta entrati nell’atelier, le voci di dentro cominciano a parlare: Il bianco Pulcinella stilizzato ; il cono vulcanico del Vesuvio con il rosso magma; il molteplice pannello “sangennariano” a riconfermare illimitatamente nel tempo la sua verace e sacra missione di protezione cittadina; il teschio reinterpretato modernamente e impregnato di antichi culti dedicati alle anime del Purgatorio…..

 

Qui ci fermiamo per non rovinare la sorpresa ad un eventuale visitatore che si recasse in quella strada e in quella bottega-atelier per ascoltare le “voci di dentro” con tutto quello che hanno da dire.
“Mi diverto a giocare con la materia e superati i quarant’anni gioco ancora con la vita- Pertanto mi ritengo fortunato, afferma Alessandro Flaminio; giocando non prendo sul serio neanche me stesso e questo aiuta ad allontana da me ogni turbamento e mi pone in condizione di realizzare opere raccontando quello che vedo e quello che sento”.

 Osservando le sue opere sembra riguardino una tradizione  rivisitata mischiata ad elementi moderni e del tutto contemporanei.
“sono consapevole di cosa le persone possano pensare, Un Napoletano Amato dai Napoletani, ma io sono un napoletano nel mondo, e le mie creazioni vengono maggiormente apprezzate da stranieri , e in questo termine inserisco con orgoglio anche tutti gli Italiani, perché loro in primis, sentono di portare nelle loro collezioni, o semplicemente nelle loro case, un pezzo della Napoli che imparano a conoscere attraverso la forza dei miei colori delle mie forme, e ogni volta che osservano una mia opera sorge spontanea la voglia di raccontare la “Napoli” che senti nell’anima.
Flaminio ha imparato molto dalla strada, è artista autodidatta e geniale , andandolo a trovare nel suo laboratorio potrete respirare l’aria bohemien e sregolata del tutto tipica e anticonformista che caratterizza gli artisti dal forte temperamento, che hanno qualcosa da trasmettere senza dover usare la parola…

 

Read more: http://antoniotortora.blogspot.com/2015/11/nel-pensatoio-laboratorio-atelier-delle.html#ixzz50gm0VMps

Manuela Cacace :In & Out

    a cura di :Manuela Cacace https://www.facebook.com/Manuela-Cacace-personal-stylist-1804046009867917/

PRIMO APPUNTAMENTO GALANTE: COSA INDOSSARE?

Considerata l’agitazione emotiva è importante che voi siate rilassate, a proprio agio e vi sentiate bellissime.

L’outfit che sceglierete sarà fondamentale,  per questo dovrete prestare particolare attenzione anche ai tessuti.

  • Scegliete materiali femminili come il creponne e il lurex per bluse e gonne di sera, vi doneranno uno charme intrigante.
  • “Vestitevi di voi stesse” non scegliete capi che non rappresentano il vostro stile e personalità, vi farebbero sentire “scomode e inappropriate” in vesti estranee.
  • Durante il primo appuntamento il vostro obiettivo dovrebbe essere quello di sembrare interessanti, sofisticate, intelligenti e divertenti, non mostrate  esteticamente tutto in questa circostanza il vostro “partner” rischierebbe di essere distratto dalla vostra apparenza .
  • Valorizzate mostrando solo una parte che vi rende sicure del vostro aspetto, se puntate sulle gambe, la parte superiore non dovrà essere troppo scollata e in vista, viceversa se puntate su una bella scollatura, dovrà essere “accompagnata” da una gonna al ginocchio o pantalone.
  • E’ indispensabile indossare il vestito corretto per ogni location, quindi informatevi sul luogo dell’appuntamento per essere a tema e appropriate.
  • Indossate un capo che vi fa sentire belle! Per questa occasione sarebbe più appropriato scegliere l’outfit preferito e al quale siete affezionate, non rischiate con il nuovo e sul troppo stretto, troppo a vita bassa, vi renderebbe impacciate nel portamento.

Non vi è niente di  più bello che  guardarsi nello specchio e piacersi: se  piacete a voi piacerete anche al vostro interlocutore .

Un ultima regola non meno importante delle precedenti, presentatevi all’appuntamento o automunite o con la carta di credito, potreste accorgervi che il vostro lui non fa per voi….

Se il vostro stile rappresenta il romanticismo sofisticato scegliete il tubino nero.

Il “tubino”, nasce in Francia nel 1926 sotto il nome di Petit Robe Noir  la creatrice è la famosa stilista Gabrielle Chanel meglio conosciuta come Coco Chanel.

l’abito nero inventato da Coco Chanel è l’abito femminile per eccellenza; simbolo di eleganza e raffinatezza, esso può essere indossato in ogni occasione e proprio per questo prende il soprannome di “passepartout”.

 

Se vi sentite più a vostro agio con i pantaloni ma non rinunciate all’eleganza sofisticata scegliete un tailleur pantalone Yves Saint Laurent.

 

Se vi rispecchia uno stile più aggressivo potete indossare in questa occasione i vostri irrinunciabili  leggings con un top, potrete optare con l’abbinamento di tessuti lucidi e opachi come pelle o raso.

Ogni donna deve sceglier la scarpa più adatta alla sua personalità non scegliete tacchi alti se non siete abituate a portarli.

 

Trend alert : le borse FAVOLOSE di Gaetano Pollice!

   A cura di Eleonora Allegrina ( www.girlsontheroad.it )

Se la moda è da sempre un metodo per far sognare le persone, la collezione di  borse fall-winter di Gaetano Pollice “Astro dreams” ci dà una dimensione tutta particolare di quel sogno: l’hand made in Italy. Il giovane stilista italiano, infatti, dopo aver lavorato in Cina, Giappone, Russia, Corea, India e Stati Uniti oltre che in Italia, disegnando abiti e borse per grandi marchi, ha deciso di metterci la faccia e proporci la sua idea di moda, anzi il suo sogno.

 

Un sogno nato in Molise, dov’è nato, e dove le donne eran capaci di creare al tombolo oggetti in grado di narrare non solo un saper fare millenario, ma anche un altrettanto antico sogno di bellezza femminile.  Gaetano Pollice, con il suo disegno emozionale e moderno, ha scelto di sposare la sapiente manualità di artigiani il cui tocco rende ogni sua borsa un pezzo unico che nessuna macchina potrà imitare. Proprio come i ricami al tombolo delle nonne, ciascuno dei quali rappresenta un’inimitabile opera d’arte. Per questo il suo “hand made in Italy” ci offre valori moltiplicati almeno per tre:  design, capacità e della qualità artigianale, materiali di prima scelta. Le sue borse sono non a caso fatte in cuoio, nappa e pelliccia astrakhan, perchè la loro bellezza non sia effimera, ma sappiano accompagnarci nel tempo acquisendo carattere insieme a noi.

 

 

 

Astro dreams propone una serie di bags, hand bags e pochette unificate stilisticamente dalla cifra del cielo notturno: le stelle e i crescenti di luna, nei più tipici colori del cielo che muta dal giorno alla notte cambiando colore dai toni del tramonto a quelli delle notti incantate ricche di sogni.

 Gaetano Pollice

Se volete tener d’occhio questo stilista emergente, e io penso che ne valga la pena, segnatevi fra i preferiti il suo sito web: www.gaetanopollice.it   

Eleonora Allegrina

http://www.girlsontheroad.it

Dillo alla Moki

  A Cura di Monica Colombo ( La Moki )
Vi siete mai chiesti se essere come siete è poi così sbagliato.
Esserci sempre per tutti Fidarsi, giustificare, comprendere, perdonare.
Uscire e guardando una vetrina dire ecco questo è proprio per lei….. per lui e provare dentro già l’emozione di quella gioia nei suoi occhi.
Mandare un messaggio per avvertire che fai tardi……o che non ci sarai.
Fare un qualcosa ancor prima che l’altro lo concretizzi nella sua testa.
Regalare un sorriso sapendo di cambiare in meglio una giornata nata storta.
Abbracciare all’improvviso per dire in silenzio ci sono.
Trovare sempre il tempo per una chiacchiera o semplicemente per ascoltare.
Dedicare l’ultimo pensiero a tutti colore che hai nel cuore un sms…… una mail ……una telefonata… o nel buio della notte solo una preghiera a Dio di proteggere i vostri affetti… e forse così sbagliato non è……voler bene così …….di sbagliato c’è solo quell’una tantum di tutto ciò che in minima parte lo vorreste dedicato a voi.
Lo chiamiamo “amore” e ci rende vulnerabili e irrimediabilmente in balia di chi ci fa battere il cuore .
Ecco, io sono convinta che il Web abbia in gran parte ucciso tutte queste emozioni che si possono vivere solo guardandosi negli occhi e possibilmente senza passare dalla tastiera.
La Moki

Eleganza al Maschile :Paky Ferraro

 

  A cura di Manuela Cacace

 Paky Ferraro

Eleganza viene dal latino eligere che significa “scegliere”. Saper scegliere ciò che corrisponde alla rappresentazione che ognuno di noi ha di se stesso, gli abiti parlano, dicono chi siamo e, talvolta, chi vorremmo essere …

Per Free Magazine il Signor Ferraro Pasquale (nato in provincia di Crotone nel 1967) titolare della rinomata boutique “Gentleman”  in via Venezia 19 Ciro Marina, ci descrive la nuova eleganza maschile del ventunesimo secolo.

Quanto è importante l’eleganza per un uomo?

L’eleganza nell’abbigliamento di un uomo, è importantissima poiché delinea l’approccio con il prossimo, sia nelle relazioni professionali e sentimentali, diventando un vero stile di vita nel contesto sociale.

Perché crede nell’eleganza?

Credo nell’eleganza maschile poiché  è l’espressione di un appagamento psicologico e di uno status culturale e comportamentale della società attuale.

Quali suggerimenti sente di dare ad un uomo, per esaltare la sua immagine e per essere un vero gentleman?

L’eleganza non può essere insegnata, esistono però delle regole base che, permettono di ottenere uno stile impeccabile in ogni situazione.

Un guardaroba funzionale deve prevedere una gamma base di capi ed accessori di colori sobri da poter abbinare fra loro.

Gli evergreen sono fondamentali nel guardaroba del gentleman e sono elementi preziosi sia per l’ufficio, che per le occasioni mondane.

Nel guardaroba di un uomo elegante non può mancare:

La Giacca Monopetto. Indispensabile una di colore blu e consigliata una in tweed, da usare nelle situazioni più casual e informali.

L’Abito. Il primo abito da possedere deve essere rigorosamente blu e monopetto, il secondo, invece, sarà di colore grigio. Una volta acquistati questi, si potrà optare per varianti di colore e stoffa più particolari, mono e doppiopetto.

La Camicia. Bisognerebbe possederne almeno tre: una celeste, una bianca e una dalla fantasia millerighe con colori tenui.

    

Pantaloni. L’ideale è possedere tre paia di pantaloni, un paio beige, perfetto da utilizzare nel tempo libero, ma anche nelle occasioni semi formali, abbinato a giacca blu. Poi, uno blu, perfetto passe-partout per ogni situazione e uno grigio. Le Scarpe da giorno: di colore marrone e modello tipo brogue, a doppia fibbia o loafer.

Le Scarpe da sera: impeccabile una oxford da sera di colore nero opaco.

Jeans. Indispensabili nel guardaroba, un paio di blue jeans dal taglio classico e preferibilmente senza lavaggio.

IlCappotto. L’ideale è approcciare con un cappotto grigio, mono o doppio petto a seconda dei gusti. Si tratta di un colore adatto a diverse situazioni formali e informali, e facilmente abbinabile al blu, al nero e al marrone.

Il Maglione.  Perfetto in cashmere a doppio filo. Per quanto riguarda i colori, si consiglia di acquistarne uno blu e panna e uno di un colore più acceso, ad esempio azzurro o rosso rubino.

IlTrench. Un trench o impermeabile in stile Burberry, preferibilmente di colore beige, rappresenta il capospalla ideale per le mezze stagioni.

 Che rapporto c’è tra l’eleganza e l’abbigliamento maschile?

L’abbigliamento è un’arte, un’abitudine un sentimento che esprime l’eleganza innata.

 

Quali accessori rendono chic un uomo?

Primo su tutti è la pochette, un dettaglio ornamentale del ‘700 da porre nel taschino lasciandolo cadere a “cascata”.

I gemelli hanno riconquistato il palcoscenico dello stile maschile, acquistando ruolo da protagonisti, conferendo un tocco di classe all’outfit da uomo, da indossare con camicie che hanno il polsino alla francese detto alla moschettiera.

Sempre di origine Francese, la cravatta con i vari nodi è un accessorio intramontabile.

Francesina:  il nome è un chiaro rimando alla cultura transalpina, modello semplice, rigido e raffinato, che rappresenta l’eleganza con  un’anima forte. Il tratto distintivo più evidente è la mascherina cucita sopra i gambetti, che tendono a unirsi lungo la longitudine della scarpa verso il centro, in prossimità del collo del piede; imbrigliati sotto le stringhe chiudono la scarpa attraverso cinque coppie di fori passanti, di cui l’ultima riservata al fiocco. La decorazione classica – qualora non venisse presentata una scarpa liscia – è un ricamo a fiore (detto broguering), traforato sulla punta, che può estendersi, secondo geometrie diverse per il resto della superficie.

 

“Il buon gusto nel vestire è un dono innato, l’indumento più importante da indossare è l’educazione dei gesti e delle parole che vestono l’eleganza e lo stile del vero Gentelman”

The Trendscendent – Valigeria Gringola

Non solo una questione di “pelle”

La storia della Valigeria Grignola è innanzitutto la storia di una famiglia: padre, madre e due figli, Marilena e Giorgio. Prima due, poi quattro infine otto le mani che dal 1966 si sono date da fare per toccare, cucire e maneggiare pellami, esotici e non solo. Quattro artigiani, un lavoro, una passione: fare a mano per poter aderire in tutto e per tutto alla filosofia del “Made in Italy” realizzando prodotti completamente progettati, fabbricati e confezionati in Italia.

Il signor Franco si accorge ben presto che le soddisfazioni più grandi arrivano proprio nel momento in cui il desiderio del cliente è stato esaudito. Per riuscire in questa impresa le regole della bottega Grignola sono poche e semplici: creatività e innovazione sono ammesse purché sia tutto a servizio del “fatto a mano”, nel rispetto della migliore tradizione artigiana.

La selezione della pelle che si trasformerà in valigia è il primo e forse più importante passo nel processo di realizzazione del prodotto finito. E così accanto al nostrano vitello nel laboratorio entrano pelli di elefante, struzzo, coccodrillo e Arapaima gigas (un grosso pesce diffuso nel Rio delle Amazzoni) nelle innumerevoli varianti cromatiche. Il gusto dei Grignola fa il resto e il risultato è sorprendente: grandi borse da viaggio e borse da lavoro, ma anche accessori speciali come porta orologi e umidificatori per sigari, sacche da golf e portagioie: la gamma di realizzazioni è notevole, così come la creatività e l’ingegno al servizio delle multiformi richieste dei clienti. E se poi c’è bisogno di una sacca per portare la ruota di una bicicletta? Nessun problema – ci rassicura Giorgio– si studiano forma e misura e necessità specifiche dell’oggetto e si realizza il modello (quello che in gergo è chiamato salpa) che viene mostrato al cliente. Se piace si procede, altrimenti si interviene con le modifiche. Certo che già il modello richiede una bella parte di lavoro, ore dedicate a idearlo e a curarne la realizzazione, il tutto costantemente accompagnato dalla stessa attenzione e cura verso i dettagli.

Guardando il disegno di una sacca da golf e confrontandolo con il prodotto finito è impossibile non provare stupore e meraviglia, soprattutto se ad illustrare il processo sono gli stessi progettisti.

Il ponte tra passato e futuro è gettato. E’ proprio il caso di dire che in questa famiglia l’unione la forza per guardare con fiducia al futuro.