Home Blog Page 44

DYANTHUS: Luxury Personal Style Bag

0

  a cura di Claudia Grascia   

Nel panorama degli accessori di lusso di nuova generazione, mi soffermo piacevolmente su
un giovane brand veneto nelle origini: Dyanthus di Diego Garofano.–
Già la terra di provenienza mi suggerisce un sapore fortemente artigianale, un made in Italy
di antica tradizione, sinonimo indiscusso di qualità e perizia che d’impatto richiama un
concetto di lusso e ricercatezza.
Tradizione si, ma la definirei all’avanguardia, sia per il tocco
futuristico che emerge dalle collezioni, sia per il concept originale del brand: poter dar vita
alla borsa che più si allinea alla tua personalità, scegliendone materiali e colori a te più
consoni, grazie a una consulenza personalizzata-
che “ascolta” i tuoi desideri e realizza un prodotto-
“one-off” esclusivo e su misura per te.

Le creazioni sono ispirate a donne icona dell’eleganza-
e dello stile, quali Grace Kelly che denomina una borsa-
dalle linee dolci e stondate, impreziosita solamente-
dal gioiello centrale, simbolo del brand.

Oppure Monica, un mood classico e regale dalla linea-
intramontabile, presentata nel dual color bianco/rosso-
che la rende assolutamente versatile e perfetta sia per-
un look sofisticato che sporty.

Di grande impatto visivo per il design decisamente inedito,
la borsa Catherine, attraente per il suo gioco di contrasti nella combinazione dei materiali differenti perfettamente bilanciati e per la linea geometrica avvolgente.

Un design floreale ispirato alla natura è quello presente invece nel modello Brigitte, borsa ironica e grintosa, essenziale nella linea ma capace di stimolare la fervida immaginazione femminile.

Classe ed eleganza contraddistinguono il modello Audrey, prima creazione di Dyanthus, un
mix perfettamente sotteso di linee e materiali che spaziano dal suede al vitello, impreziositi
dalla trama “anaconda” che la rendono un accessorio lussuoso ma non sfrontato.-

Ultime nate, ma ugualmente degne di nota, la Elizabeth e la Marylin, una preziosa pochette
da “indossare”, un piccolo gioiello da tenere al polso e da mostrare nelle serate stilose.

Un brand che si distanzia dai trend momentanei e dall’omologazione degli stili per puntare
alla qualità dei materiali, alla bellezza intramontabile dell’eleganza sobria e alla capacità
di realizzare una borsa unica per ogni donna, perfettamente disegnata su di lei, che ascolta
i suoi sogni e li realizza

http://www.dyanthus.com

Irina Litvinenko: D&D Una vita “Davanti” e “Dietro” ad un Obbiettivo!

0

Saper stare davanti ad un obbiettivo, spesso aiuta ad invertire i ruoli, e non è raro scoprire talenti che dalla passività  di un soggetto da fotografare diventano protagonisti e autori di scatti unici.

Irina Litvinenko Fotografa, Modella di esperienza  Internazionale e Titolare di Photostudio 1619 Milano  ( http://photostudio1619.com/ )

Lasciamo spazio alle foto:

 

Irina Litvinenko  http://www.irinalitvinenko.com/ 

 

 

Meri Gorni: il concetto di Parola

0

Chi è  Meri Gorni ?

Poche nozioni, per inquadrarla, per poi dare spazio alle sue stesse parole, per capire il significato che lei in primis  da a questo termine  dal quale scaturisce la sua Arte…

Vive e lavora a Paderno Dugnano.

Ha studiato Filosofia all’Università Statale di Milano.
Le sue opere (video, libri, fotografia, disegno, installazione, performance) sono legate al mondo della parola..

 

………Per me la parola non è solo un concetto. Il significato riportato dal dizionario è solo una parte…e certe definizioni le trovo insufficienti anzi insoddisfacenti… Allora cerco di risignificare le parole, di connettere il loro dentro col loro fuori e di entrare nel loro caleidoscopio di significati. Da quindici anni, per fare un esempio, sono impegnata a costruire un vocabolario visivo. Ad ogni parola faccio corrispondere un video. Tutti i video si intitolano Vocabolario alla voce: … (e segue la parola). Ogni video è per me come uno scavo nell’esperienza, nel mio mondo affettivo. Le parole sono per loro stessa natura piene di echi, di ricordi, di associazioni: nel corso dei secoli sono uscite e passate per le nostre labbra, nelle nostre case, nelle nostre strade. Nel video l’immagine mi ha aiutato a restituire alla parola il gesto che è stata, a rendere presente ciò che è assente; nel video ogni parola ha un colore e temperamento e una durata differente. In ogni video cerco di restituire alla parola quella immagine affettiva che le appartiene e che la mente razionale in genere tiene separata. Ciò che muove la mia immaginazione, infatti, e che mi spinge verso una precisa parola non è solo la conoscenza ma, prima di tutto, un’emozione. Il mio lavoro – installazione, fotografia, performance, disegno e video –, come avrai capito, ruota tutto attorno alla parola e la parola della poesia è un distillato di sensazioni, di emozioni, è un luogo di verità, ecco perché sono arrivata a stamparla……

Meri Gorni

Fino al 12 Gennaio 2018 potrete visitare la personale di Meri Gorni

” Il paradiso? Un libro “

presso la Nuova Galleria Morone a Milano

http://www.nuovagalleriamorone.com

Lasciamo le interpretazioni agli esperti, noi ci limitiamo a dare voce all’Artista, affinchè ,tra le righe,  ognuno possa percepire le proprie sensazioni.

Tiziano Reversi: “Il Cesellatore”

0

ELOGIO DELLA MANO

prof. Bellini, Accademia Belle Arti Milano

Osservare Tiziano Reversi all’opera, mentre plasma le proprie forme modellando, battendo e incidendo l’argento con perizia rara, è un’esperienza particolare. In grado di offrirti – è proprio il caso di dire: su un piatto d’argento – l’emozione dell’arte che suscita dal nulla nuove entità.

E’ un insegnamento che unisce il piacere del fare e il godimento dell’arte a un investimento cognitivo del mondo sensibile, che rischia di identificare quest’artista del cesello in una personificazione mitopoietica, ad un tempo una personificazione di Dafne e del Centauro. Egli, difatti, sembra dire assieme al Focillon (èloge de la main, 1943), che la presa di possesso del mondo esige una sorta di fluido tattile. Lo spazio che si misura con la mano assume così tutta la sua complessità, la sua straordinaria vitalità educatrice. Ne basta. Le mani esperte di Reversi manifestano, in questo loro fare ad arte che riconosce entità come la superficie, il volume, la densità, il peso delle cose, dell’intero creato, tra le dita, che sa bilanciare e armonizzare geometria e matematica a fantasia e varietà, una familiarità tale con gli utensili atti alla lavorazione del prezioso metallo che può stupire, riattualizzando un’intera parabola storica; una parabola che, personalmente, mi riconduce alla perizia magica esibita da tutti coloro i quali, tanto quanto Reversi, manifestano nel proprio fare un’esecuzione che ha del miracoloso, sommando virtuosismi miniaturistici a un senso del monumentale assai raro, un’attenzione per la materia pari al fantasticare della forma. Quella stessa forma rilasciata magistralmente da questo creatore in suoi recentissimi e anzi attuali gioielli, due preziosi anelli scolpiti da tralci simbolici richiamanti istanze universali; due anelli che si uniscono (a voler rappresentare l’unione sentimentale della donna e dell’uomo attraverso la vita affettiva, l’unico legame che non si spezza o logora) e riescono anche a dire, a lor modo, che la vita può ricevere dall’arte i suoi più profondi, speciali e fecondi nutrimenti. Nell’atelier di Tiziano, pertanto, si esplicitano le divinazioni della mano. Tanto quanto Gauguin, – lo dico senza esagerazione alcuna –

Tiziano Reversi si pone, in questo suo fare, all’inizio del mondo e alla fine di una civiltà, che egli non rifonda come fece il titanico pittore ma invece vuole e sa rinnovare, per offrirla alle generazioni future. Proprio perché attraverso le proprie mani, attive nella materia, capaci di parlare tramite la lavorazione dell’argento e dell’oro, audacemente uniti come accade in araldica soltanto per i simboli del Santo Sepolcro e nel nome del Cristo, Tiziano Reversi sa rendere visibili gli accordi più delicati, le relazioni più sottili, dando forma alla sapienza di un fare che è anche un essere.

Ma chi è Tiziano Reversi? Formatosi in Trentino Alto Adige, una terra che risente ancora dell’eredità della grande Vienna secessionista, si è trasferito ancora assai giovane, d’incirca trent’anni, – dopo avventurose vicissitudini – a Milano, prendendo dimora e bottega in quella porzione di Milano che ricorda ancora Leonardo. Tiene bottega e laboratorio, difatti, presso la sponda nobile d’uno dei due magnifici Navigli dove, non di rado, lo vado a trovare.

E qui offre lo spettacolo del suo magistrale lavoro a chiunque, passando, desideri starlo a guardare nel mentre, sotto i suoi occhi stupefatti, va costruendo una forma a regola d’arte, una meravigliosa forma come questo anello che unisce due anelli o anime gemelle, complementari: una autentica promessa amorosa. Poiché l’arte è amore.

http://WWW.REVERSI.IT


Prof. Rolando Bellini

Diego Maria Gugliermetto: Genio “o” Sregolatezza?

0

 

 

 

DIEGO MARIA GUGLIERMETTO
All’età di 10 anni conosce, all’interno della Gufram, l’allora azienda di famiglia, Gianni Arnaudo, Piero Gilardi e Ugo Nespolo, attivi sperimentatori, e rimane indelebilmente colpito dalla Pop Art e da tutto quello che ne seguì con le creazioni di architetti ed artisti (i designer non esistevano ancora) che creavano forme inconsuete con materiali nuovi e leggerissimi da scolpire e dipingere o rivestire con tessuti variopinti.
Tutt’oggi considera Piero Gilardi il suo grande Maestro.
Inizia a ͞giocare͟ con il poliuretano frequentando nel contempo la facoltà di Architettura con i prof. Giorgio De Ferrari e Gino Bistagnino.

Esegue scenografie e costumi per l’entertainment della notte torinese e si avvia all’arredamento interloquendo con nomi noti del Made in Italy: Saporiti, Missoni, Moroso.
Si dedica all’interior design, al light design ed alla ricerca.

 

Ritorna al poliuretano in qualità di art designer ed edita l’attuale filo conduttore delle sue esposizioni con ͞Una Storia Vera di Favolosa Follia’’ ricevendo un notevole riscontro di pubblico e critica.
Attualmente la sua ricerca con il poliuretano espanso procede parallelamente tra produzione di design e ricerca formale in ambito artistico all’interno della factory G-EXPERIENCE che con la sua linea di prodotti si pone in alternativa al design massificato e non emozionale.

ww.g-experience.it

Colorado Caffè 

 

ACCATINO “Made in Italy ai piedi”

0

 

79 anni di storia: era il 25 gennaio 1938 quando Ernesto Accatino diede ufficialmente vita alla propria attività artigiana di creazione e fabbricazione calzature; 79 anni che hanno percorso la storia industriale e manifatturiera di un Paese, l’Italia, seguendo e spesso anticipandone le evoluzioni: nella moda, nelle tecnologie industriali, nel marketing e nella pubblicità.

Accatino è stata ed è, prima ancora che un tassello di qualità della storia artigiana, un pezzo di storia sociale che ha accompagnato l’evoluzione sociale e dei costumi di tutti noi.

Giunti alla terza generazione familiare che opera in azienda con successo, Accatino ormai da diverso tempo rende onore al made in Italy sui mercati esteri: Francia, Germania, Giappone e tanti altri, grazie alla qualità delle calzature prodotte dall’azienda e alla partecipazione costante alle fiere internazionali di settore dove clienti da ogni Paese rinnovano di anno in anno fiducia e consenso al marchio e ai suoi prodotti, rigorosamente 100% Made in Italy.

Da oggi il brand Accatino trova un suo spazio su web con una sua identità chiara, forte, decisa, ma sempre legata, e non potrebbe essere che così, alle origini che hanno contribuito in maniera significativa allo sviluppo moderno dell’azienda che trova in creatività e originalità i suoi punti di forza

http://www.accatinoshoes.it

Kris Reichert “Chaos in Texas”

0

        protagonista della copertina del Primo Numero Free-Magazine

Kris Reichert
“Chaos in Texas”

Dylan mi ha cambiato la vita!

Eclettica, travolgente, sensuale e dolcissima.

È Kris Reichert, musicista, conduttrice, speaker radiofonico, dj, personaggio televisivo, modella e convinta animalista.

Volto e voce storica di MTV, Radio 105, CD Live, Isola dei Famosi (con il duo Kris & Kris) e oggi, speaker di Radio Monte Carlo.

Kris già all’età di 2 anni conosceva tutti i testi delle canzoni del mitico Bob Dylan. Questo grazie a suo padre, cantautore folk Canadese, che per farla addormentare suonava di fianco al suo letto con la sua Gibson Hummingbird di 12 corde e armonica a bocca i pezzi del suo mito (B.D.)
Non possiamo dimenticare anche della sua mamma che la metteva a fare i riposini di fronte alle casse dello stereo con frasi come “like a rolling stone” che le entrava nelle orecchie.
Da grande Kris ha spopolato nel mondo dello spettacolo, dapprima come modella, successivamente diventando un’icona di MTV, una voce storica di Radio 105 e la migliore intervistatrice bilingue che che si sia mai stata (cit.di Tiziano Ferro).

Ma la ‘musica’ nella vita di Kris non ha mai avuto fine, nonostante i suoi numerosi impegni in tv e in radio.
Ha iniziato all’età di 19 anni a seguire le orme del padre, diventando compositrice, cantante e chitarrista.

Ha pubblicato tre dischi con il suo epico power duo al femminile The Jains che ha avuto un successo incredibile, difatti, la BREIL ha scelto il suo singolo “Stronger” per lo spot televisivo Europeo, facendolo diventare il brano più canticchiato di tutte le case d’Italia e il resto dell’Europa.

Nel 2013 Kris è in attesa del suo piccolo e decide subito di chiamarlo ‘Dylan’ proprio come il grande Bob.
Trascorre tutta la gravidanza, ogni giovedì mattina, sul divano bianco di Federica Panicucci a Mattino 5 per raccontare ogni singolo momento di questa fantastica e nuova avventura… “diventare mamma”.

Quei nove mesi divengono così nove mesi di grande passione, ispirazione e creatività in cui Kris scrive le canzoni del suo quarto album in studio ma il primo da solista: “Chaos in Texas”.

 

Un album che fa emergere la sua vera anima folk/country e fa rivivere i grass roots della sua infanzia. La musica e i testi scritti da Kris Reichert raffigurano la sua personalità, libera, gioiosa, intima, emozionante e anche un filo diabolica.
Dylan ha cambiato Kris per sempre, dalla vita è nata la vita, la nascita di Dylan e la nascita delle canzoni che erano dentro di Kris ma che avevano bisogno della scintilla per nascere, esattamente come lui.

Kris oltre ad avere un bimbo bellissimo, biondo con gli occhi blu, Dylan è impresso anche sul braccio con un bel tatuaggio super evidente.

Insomma, l’icona della musica al femminile è anche una Super Sexy Mamma Rock chic!

Diego Anastasi : La Scarpa su Misura!

0

 

   

“Un’idea di bellezza, la voglia di trasformarla in un disegno, in una forma, in una scarpa, l’attenzione per il dettaglio, la scelta di materiali migliori, un processo produttivo lento guidato da mani esperte che hanno il dono di saper fare, le fatiche, la soddisfazione di un risultato di eccellenza che non tradisce le attese.”
Vi presentiamo Diego Anastasi.
Diego dopo anni di esperienza ha deciso di puntare su due linee fondamentali:
Una linea luxury, realizzata con lavorazioni più elaborate, frutto di 300 passaggi manuali e dipinte a mano su vitello conciato al naturale.

Una linea che dà spazio alla creatività, il classico che non passa mai di moda con un design e una lavorazione originali e innovativi.

Curare personalmente forme e piccoli dettagli della scarpa, rendendo ogni pezzo unico.
La differenza tra Diego Anastasi e molti altri è il suo modus operandi, si sposta per andare incontro al cliente, ascolta le sue esisgenze, prende le misure , sceglie e propone i materiali e torna in laboratorio, crea la calzata, e ritorna per un ultima prova, solo dopo questa seconda fase , la scarpa può essere finalmente ultimata.
Scarpe di qualsiasi modello per piedi difficili e delicati, senza limiti di misura, con accorgimenti ortopedici personalizzati.

Ogni realizzazione di un paio di scarpa elegante da uomo è fatto secondo il desiderio del cliente su tutti i componenti che lo riguardano.
In un universo di produttori solo quando il cliente può decidere il tipo di pellame, il colore, la lavorazione fino ad arrivare al colore della suola la scarpa può definirsi “Su misura”.
“Non voglio essere più bravo degli altri Voglio solo la vostra soddisfazione “. E’ questo la mission di Diego

Vi confidiamo un segreto, Diego Anastasi non si ferma alla scarpa!

Coming soon

Diego Anastasi

+39 339 1889089

info@diegoanastasi.it

www.diegoanastasi.com

Cantine Mossi 1558, un passaggio di consegna con promessa

0

Marco e Silvia, Non appartengono al Mondo delle “Vigne” per tradizione, per nascita, ma sono diventati i titolari delle cantine MOSSI 1558 per passione!

Lui Arriva dalla finanza, lei dal Marketing, ma basta  sentirli parlare per capire i loro perché che li hanno spinti a scegliere questa nuova vita fatta di “Viti”.
Chi meglio di loro dunque può descrivere e raccontare Mossi 1558?

 

“Questa storia comincia nel 1558, col nome di Jo Francesco Mossi scritto per la prima volta nei registri del censimento.

Residente ad Albareto con moglie e sei figli, il suo lavoro era anche la sua passione: aiutare questa terra fertile a produrre ciò che le viene meglio, uva e vino. Da allora si sono succedute 14 generazioni di vignaioli. Parliamo di 500 anni di lavoro, in cui le Cantine Mossi sono diventate un patrimonio di questo territorio, radicate nelle vigne come la più tenace delle viti.”

“Qui la tradizione è sempre stata legge e da queste botti sono passati solo vini dal forte accento piacentino.

Ma oltre la storicità, le Cantine Mossi hanno il merito di un’intuizione prodigiosa. All’inizio degli anni Settanta Luigi Mossi dà fiducia ad un angolino di vigneto, dove erano rimaste delle piante di Ortrugo, da sempre utilizzato come uva da taglio. È la prima volta che viene vinificato in purezza. I paesani gli danno del folle ma, col bicchiere in mano, devono ricredersi.

Negli anni ‘80 l’Ortrugo viene dichiarato D.O.C. e oggi è il vino bianco più diffuso del territorio piacentino.”

“È la miscela di passato e innovazione il più intenso retrogusto delle Cantine Mossi, ciò che ci ha fatto innamorare di questa storia. Oggi ne siamo protagonisti anche noi; siamo la quindicesima generazione che si è trasferita ad Albareto, per scrivere un nuovo capitolo di questa saga. Siamo Silvia Mandini e Marco Profumo, sposi nella vita e nelle viti.

Abbiamo preso il testimone della Cantina dalle mani di Luigi Mossi, ne abbiamo raccolto consigli e segreti, e dal 2014 siamo l’anima dell’Azienda.”

 LE TRE PROMESSE

L’eredità che abbiamo ricevuto ha immediatamente rivelato tre potenti promesse.

La prima è l’Ortrugo Mossi. Le sue origini sono una leggenda piacentina, il suo futuro merita di valicare le nostre colline e farsi conoscere in tutta Italia e all’estero. Noi lo mandiamo in bottiglia da protagonista, in purezza. Voi potete gustarlo nella versione ferma (Baciamano), nella versione frizzante da tutto pasto (Fulgido) e con bollicine da Metodo Martinotti (Contro Tempo).

La seconda promessa è la Malvasia Rosa, una varietà rarissima, frutto di una mutazione gemmaria spontanea della Malvasia di Candia Aromatica.

Il primo grappolo di colore rosa spuntò in Val d’Arda nel 1967. Da allora, grazie all’aiuto del Professor Mario Fregoni, siamo riusciti a stabilizzare questa varietà e oggi siamo una delle tre aziende al mondo ad avere in anagrafe vitigni di Malvasia Rosa.

Con cura e rispetto ne produciamo circa 400 bottiglie all’anno, che esportiamo in ogni dove.

La terza promessa l’abbiamo fatta con noi stessi: continuare nel percorso di ricerca e innovazione che ha sempre caratterizzato le Cantine Mossi. Nel nostro vigneto sperimentale sono a dimora 24 varietà locali conservative, alcune ormai presenti esclusivamente nella nostra collezione. E altre 10 varietà sono in fase di studio, per far nascere nuove grandi uve da mandare in bottiglia nel prossimo futuro.

 

“Da quando abbiamo preso in mano e nel cuore le Cantine Mossi, abbiamo fatto un patto con il nostro vigneto, con la Provincia che ci ospita e con le comunità locali, per conservare e promuovere il valore del nostro territorio, dei suoi prodotti e della sua cultura.

Dialoghiamo con le scuole locali, aprendo la Cantina alle visite guidate. Offriamo agli studenti universitari stage formativi e occasioni di ricerca nei nostri vigneti. Sosteniamo le associazioni locali, donando i nostri vini per manifestazioni e aste di beneficienza. Collaboriamo con il Consorzio Tutela Vini D.O.C. Colli Piacentini e con altre Aziende Vitivinicole, per divulgare la conoscenza e l’amore del nostro territorio.”

“Ogni centimetro delle Cantine Mossi trasuda storia, sapienza e passione. Valori che vogliamo condividere, aprendo le porte dell’Azienda all’accoglienza. Degustazioni, corsi ed eventi aziendali sono solo alcune delle occasioni per assaporare il carattere di questo luogo. Tra i suoi più affascinanti segreti c’è l’Infernotto, una “cantina nella cantina” inserita nel corpo più antico della casa, risalente al 1700. È qui che riposano le etichette storiche e vengono affinati i vini più pregiati.

Il Museo Contadino è un altro forte richiamo, con una ricca collezione di strumenti e macchinari agricoli ed enologici.

Nato per volontà di Luigi Mossi è oggi gestito da me, Silvia, che vi accompagno nel passato e poi nel presente della nostra Azienda, con una guida in italiano e in inglese. Amiamo concludere ogni visita con una degustazione guidata di due vini bianchi e due rossi, serviti con le prelibatezze della zona: coppa, salame e pancetta piacentini DOP, mostarda, grana padano, olio d’oliva biologico e aceto balsamico, tutti disponibili nella nostra bottega.

Inoltre, a breve, potremo ospitarvi anche nel nostro Bed&Breakfast, con tre camere affacciate su un giardino all’italiana di 3 mila metri quadri, protetto dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Silvia & Marco

www.mossi1558.com

KAVJ: SOUL SYMBOLS

0

   a cura di Claudia Grascia

 

“Nothing happens unless first we dream”:

nulla accade se prima non lo hai sognato.

Con questa citazione di Carl Sandburg esordisce il sito del giovane brand Kavj.

E nulla di piu azzeccato per descrivere il leitmotiv che accompagna queste borse cosi’insolite e

accattivanti nel panorama emergente del Made in Italy.

Si, perché il sogno e tutto ciò che accompagna il mondo onirico ha ispirato le creazioni delle due giovanissime artiste Kajetana e Vittoria Orsini, “sorelle scelte”come si definiscono loro, intimamente legate dal desiderio di realizzare un progetto nato in loro in eta’ adolescenziale.

Come ulteriore prova del fatto che un sogno combinato con la forza e volonta’ possa tradursi in realta’, e’ la nascita del brand al quale hanno dato vita attraverso la loro unione e condivisione.

Il primo particolare che ha catturato la mia attenzione osservando il loro sito e’ il nome della loro borsa, “Teia” che, richiamando le mie reminescienze da liceale,ha un’etimologia greca e significa”Dea”.

Piu nel dettaglio,Teia era la dea che rappresentava ” la luce che splende da lontano”ed e’assocista alla radiosita’ e alla magnificenza della luce e del cielo.

Teia era anche la madre del Sole, della Luna e dell’Aurora e rappresenta la femminilita’e il principio.

Non a caso queste borse sono l’espressione di quattro simboli archetipici quali la Terra, il Sole, la Luna e Urano, aventi significati opposti ma in attrazione

tra loro:

La Terra, Il Sole, La Luna ,Urano

Tutta questa profonda e antica simbologia si traduce in una borsa,rigorosamente in pelle,dalla stampa inedita dei quattro elementi stilizzati,in sei varianti di colori brillanti,eccentrici e grintosi.

Lo style richiamato e’quello di una pochette con tracolla a catena, piccola ma capiente,assolutamente versatile in quanto indossabile di giorno con un look sportly e colorato,ma del tutto in tema anche con un outfit da aperitivo o dopo cena.

Immaginate un classico edelegante tubino nero illuminato dalle note colorate e grintose di questa pochette,come ad

aggiungere movimento,energia e calore e un’impronta estremamente femminile.

E di femminile c’e’molto in Kavj: leggo infatti,in particolare dai post pubblicati sui social,una

particolare attenzione al mondo delle donne,alla loro energia e determinazione nel

raggiungimento di traguardi,nella libera e consapevole espressione delle proprie idee e dei

propri progetti di vita e profesdionali.

E come non condividere quest’idea di indossare una borsa Kavj e poter esprimere al

contempo qualcosa di sè?

Magari scegliendo ogni giorno un colore diverso e ispirandoci al simbolo che più ci rappresenta,

calandoci in quella dimensione del tutto intima e personale e “indossando” il nostro sogno.