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Dana Artist: La Magia delle sfere racconta…

L’ Arte mi dà tanto, mi dà gioia, mi stupisce…ed è questo che voglio dall’ Arte e dalla vita…Essere stupita!!!

Luciana Dana Tarabini

 

IPAZIA scienziata, matematica, astronoma, filosofa che ha dedicato tutta la sua vita al sapere. Ha saputo portare avanti il suo libero pensiero a costo della sua stessa vita. Ho voluto dedicarle una mia opera x non lasciar cadere nella dimenticanza .

León Dorado
terracotta vetrificata 3° fuoco Oro zecchino 24kt
21×33 h.41

Un’ altra opera in oro zecchino 24kt è entrata a far parte della mia recente collezione ” L’ Età dell’ Oro “
Dopo essere stato incoronato in cerimonia solenne, direttamente dalle mie mani, Re della Foresta, “León Dorado” irrompe sulla scena con un triplice ruggito che echeggia con fragore, e annuncia la sua forza, il suo coraggio, la sua superiorità

Chi meglio di un Artista può raccontare se steso….

Buona visione :

Scritto in collaborazione con

Arcadia Art Gallery

#ioscelgome: Esserci come parola d’ordine!

Insula delle Rose ha ospitato la prima serata a sostegno dell’associazione culturale #ioscelgome, nata per dare supporto alle vittime di violenze e abusi e a favore della rinascita post trauma.
Attraverso un informazione trasversale,Serena Fumaria, presidente e fondatrice dell’associazione, ha compreso che è più facile arrivare all’animo delle persone, Arte, Design & Musica diventano così,partner d’eccellenza per dare voce ai “Colibri“, termine che ha sostituito il concetto di vittima e non a caso è il simbolo dell’associazione.

A sostegno della serata è intervenuto anche l’artista

neo futurista Mariano Salerno che ha esposto le sue opere a fianco delle creazioni di Serena Fumaria, che proprio nell’Arte ha trovato una spinta importante per raccontarsi, lei in primis è stata una vittima, e questo è il motore principale che le ha dato la forza di diventare un punto di riferimento importante contro le violenze che, fisiche e morali continuano ad avere un ruolo in troppi rapporti.

In molti sono intervenuti alla serata, per condividere lo spirito che spinge Serena e il suo Team ad esserci sempre, e non solo a parole.
#ioscelgome non è solo uno slogan, ma ha un signifcato più profondo:

Riappropriarsi della propria vita!

Tra i partner della serata: Crudo, Ir-Iride, Michael Chandel, Ingranart, Free Magazine, “I Am on FM“, “Post Garage Web Radio“, Aima

 

“La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruggerla.”

Benedetto Croce

“Accessorize my rights”

“Capita che la moda non sia solo fama, denaro, lustrini, apparenza.

Capita che la moda possa essere qualcosa di più; o che, a volte, voglia ricordarci qualcosa”

Ray Morrison

Pic by the stunning Beatrice Passeggio.

4 stilisti

Davide Cristofaro, Michele Chiocciolini, Luciano Fochini,Armando Capitanio

   

, vengano chiamati, contribuendo con i loro accessori, a vestire delle ragazze nude, di varie etnie e nazioni, per dar voce a

Accessorize my rights”.

un progetto che Raimondo Rossi, direttore creativo e stylist, e Beatrice Passeggio, fotografa e retoucher, decidono di realizzare tramite una serie di ritratti.

“Il ritratto non è la riproduzione di… ma l ‘interpretazione di chi…”

Accessorize my rights”,  è un tributo ai diritti delle donne, che, per millenni, ovunque nel mondo, non sono mai state libere di esprimersi e di dar voce alla loro femminilità senza venire giudicate o, comunque, in certo modo controllate. Nello stesso tempo è un tributo a 4 designer che ammiro molto. Per rappresentare questo universo, fatto di pelli vellutate e di occhi che ci raccontano tradizioni, ho scelto 4 ragazze e 5 nazioni:

Cina, Bolivia, Costa D’Avorio, Tailandia e Kenya.

La loro nudità, vestita di accessori, è un grido di forza e indipendenza, e la loro bellezza, adornata dagli stilisti, è semplice e regale”.

Beatrice continua a raccontarci: “Quando Ray mi ha parlato del progetto, mi è subito piaciuto molto. Ho scattato creando una connessione speciale con ognuna delle modelle.

La sensazione di indossare, nude, un accessorio, sensazione che ogni donna ha provato, è bastata per poterci capire, anche solo con degli sguardi. Una sensazione che va ad esprimersi con un mood romantico, elegante e artistico.

E uno shooting che va a ricordare il diritto di ogni donna di esprimersi in piena libertà, oltre ogni discriminazione, oltre ogni governo sessista. Ho sempre combattuto per questo, e di certo continuerò a farlo”.

I quattro ritratti esaltano lo speciale rapporto e la forza che gli accessori di moda hanno. Una forza che non è solo quella che deriva dall’armonia estetica o dal tocco in più che uno splendido accessorio può regalare, una forza che è invece interiore, ed ha un significato che va molto aldilà della sua semplice bellezza.

Condividere questo progetto, utilizzando la sua stessa forza, non di ribellione o di veemente protesta, ma di messaggio delicato e diretto ai cuori, oltre che alle menti, è allo stesso tempo un piacere e un piccolo dovere, che ognuno di noi dovrebbe sentire.

Credits:

Photography & Retouching: Beatrice Passeggio @beatricepasseggio

Creative direction, Casting & Styling: Raimondo Rossi (Ray Morrison) @thestyleresearcher

Hair: Antonio Abagnale

MUA: Giorgia Stella, MUA assistant Michela Ricci

Models:

Vania Alejandra Bazan Rivero, Bolivia (and Thailand) for Luciano Fochini Jewlery

Esther Ngumo, Kenya, for Davide Cristofaro Foulards

Yuxin Jin, China, for Michele Chiocciolini Bags

Fatima Toure, Ivory Coast, for Re Dandy Papillions

in collaborazione con

CRONACHE DI UN AMORE SBAGLIATO di Anna Galota

Molte donne investono la maggior parte della propria vita alla ricerca del famigerato uomo giusto.
Un uomo difficile da descrivere, poiché a tratti idealizzato a tal punto da far apparire banale il ragazzo rispettoso ed educato della porta accanto.
Gli uomini hanno ragione nel dire che a volte le donne non sanno bene cosa vogliono, magari perché cercano ciò che non esiste, o magari poiché fuorviate dall’immensa quantità di falsi bravi ragazzi che ci sono in giro.

Basterebbe a volte semplicemente capire che l’uomo perfetto non è per forza quello pieno di soldi e con un programma preciso di ciò che farà nei prossimi vent’anni, ma potrebbe essere, invece, il ragazzo che le rispetta, e che spesso snobbano per incuria o presunzione.
Al contempo, però, non tutti gli uomini che aprono gli sportelli delle auto, o che regalano fiori, o che le guardano con gli occhi pieni di amore sono delle brave persone.
Esiste, difatti, una categoria che sta a metà tra i cattivi ragazzi e i bravi ragazzi, ovvero i ragazzi sbagliati.

Quelli con cui è tutto rose e fiori all’inizio, prima che, una volta conquistata la vostra fiducia, si trasformeranno in delle sanguisughe letali.

Dunque, vi chiederete, chi è questo famigerato uomo sbagliato? Come riconoscerlo?
Di certo non è facile all’inizio, ma non lo è nemmeno in seguito, poiché lui sarà tanto scaltro da non rivelarsi prima che voi siate completamente coinvolte.

Apparentemente calmo e razionale durante i primi mesi, pieno d’attenzioni, scioccato dalla vostra bellezza, vi declamerà come donne rare ed incredibili, salvo poi cominciare a cambiare umore 300 volte al giorno e a creare occasioni di litigio ogniqualvolta gli piaccia. Non vi aspettate, però, che prenda nota del vostro disappunto quando gli risponderete a tono, per lui sono solo lamentele.

Lui, inizialmente così cordiale e aperto verso tutte le persone che vi circondano, comincerà dopo un po’ a costruirvi attorno un muro di cemento armato, manifestando un acuto malcontento nei confronti dei vostri amici -soprattutto maschi- e familiari. Starà ben attento, però, che voi non facciate lo stesso.
L’uomo sbagliato ama farvi ingelosire, ma odia anche solo l’idea che qualcuno possa provarci con voi.

Se lo mettete alla porta vi implorerà, vi chiederà scusa, riempirà la vostra casella di posta di fiori e lettere, salvo poi rifare tutto da capo dopo che lo avrete perdonato.
L’uomo sbagliato ha sempre una giustificazione sensata ai suoi comportamenti e alle sue mancanze di rispetto, e mentre lui enumera un’enorme quantità di traumi infantili e relazionali, riuscirà a farvi sentire quasi in dovere di salvarlo.
L’uomo sbagliato se litigherete due volte andrà a letto la prima con la vostra migliore amica, la seconda con la ragazza che voi odiate di più al mondo, così da ricordarvi quanto sia doloroso averlo contro. Non si sentirà mai veramente in colpa, poiché egli pensa di potervi scaricare e poi riprendere quando più gli conviene, e anzi, quando decide di tornare se ne frega di tutto e tutti.

 

L’uomo sbagliato è letale, poiché si crea un circolo vizioso al quale né lui né la donna che gli sta accanto sono in grado di porre fine.

Se lui è colpevole di essere un carnefice la sua compagna è colpevole di lasciarglielo fare.

Molte persone non credono nell’entità di questi circoli viziosi, per cui spesso colpevolizzano solo una delle due parti. Eppure colpevolizzare non è abbastanza, e se da un lato avere la sindrome delle crocerossine non è un reato, apparentemente non è una malattia minare l’autostima e la socialità di un individuo.


Le persone sbagliate si nutrono delle fragilità delle loro vittime: delle insicurezze, delle paure, dei punti deboli, ma non lo fanno nella volontà cosciente di danneggiare qualcuno, lo fanno perché sono loro gli insicuri.

Per loro minare l’autostima delle persone che gli stanno accanto è l’unico modo per sentirsi alla loro altezza: poiché loro non amano, ma vogliono possedere e controllare l’altra persona. Sii sentono minacciati da chiunque circondi la loro donna poiché in fondo sanno di non meritarla, e dunque la isolano poiché preferiscono essere l’unica opzione piuttosto che la scelta.
Gli uomini sbagliati mentono a tutti ma prima di tutto a loro stessi, poiché il loro egoismo diventa metro e misura delle loro relazioni interpersonali.

E voi, donne, che leggete e non volete riconoscervi in donne deboli, fragili, manipolate, amatevi se non volete continuare a conoscere il disamore, cercate altrove, prima voi stesse e poi la vostra felicità.

Perché se non si può salvare chi non vuole essere salvato, è anche vero che chi non si ama non può essere amato.

Anna Galota

Resta con me di Erika Vanzin: uno stile accurato che colpisce

Beautiful girl in plaid dress with bag on countryside

 
Titolo: Resta con me (London Series Libro #1)
Autore: Erika Vanzin
Genere: New Adult Romance
Casa Editrice: Self Publishing
Pagine: 355
Codice ISBN: 978-1548845742

«[…] È come se in questo momento fossi nata per la seconda volta, come se avessi imparato di nuovo a respirare, aprire gli occhi, vedere un mondo completamente diverso da quello che conoscevo. È un’esplosione di colori, suoni, immagini, sospiri, corpi, pelli sudate che si sfiorano, toccano, allontanano; tutto, in questo momento, è mille volte più potente e potenzialmente devastante per il mio cuore già messo sotto sforzo dall’eccesso di emozioni. Solo adesso mi rendo conto che tutti intorno a me stanno saltando e gridando, compreso il biondino dietro di me. Così inizio anch’io ad andare su e giù a ritmo di musica, urlando, sudando, usando tutto il fiato che i miei polmoni riescono a raccogliere; lo so che per i prossimi giorni la mia voce sarà solo un lontano ricordo ma non importa. Chi se ne frega se sarò ammalata, afona o piena di lividi, Philip mi sta stringendo le braccia attorno al corpo, tutto il resto è assolutamente irrilevante».

Uno stile accattivante e coinvolgente per uno dei migliori romanzi al femminile degli ultimi anni. Erika Vanzin con “Resta con me” supera ogni aspettativa e surclassa ogni successo passato, arrivando a creare due personaggi particolari e straordinariamente simili ad ogni lettore sotto diversi aspetti, abbinando diverse particolarità in due unici individui.

Joshua è una donna forte e tenace che vive le emozioni attraverso le pagine bianche del suo taccuino, riempiendole della scrittura dei suoi libri.

Una donna combattiva con un grande segreto che l’ha portata a cambiare città e continente, a seppellire la sua vita precedente, ad abbandonare completamente l’uso dei social.

È solo lì, nella scrittura dei suoi libri, che riesce ad evadere, a seppellire il dolore. Philip è il classico bello e dannato, divo del cinema e brillante star della musica.

Osannato da tutte le donne, tiene aggiornati i suoi profili social con una precisione al limite del maniacale, mostrando ampi squarci della sua vita privata per permettere al suo vero essere di rimanere ben celato agli occhi indiscreti dei fan e dei giornalisti

Un incontro strano, due caratteri così incompatibili l’uno con l’altra che non sembra promettere bene, come un auto pronta a sbattere contro un muro di mattoni.

Due personalità forti che tendono a tenere a distanza le altre persone, a mostrare solo un volto costruito a regola d’arte nascondendo i propri segreti e il proprio passato che, in maniera diversa, li ha segnati entrambi, rendendogli difficile voltare pagina e iniziare un uovo capitolo delle proprie vite.

Ma è l’amore, il puro sentimento che sa andare oltre i dolori, gli screzi e le difficoltà ad avvicinarli, a farli sorprendere simili e complici.

E la bravura di Erika Vanzin, nella loro caratterizzazione accurata, nello stile fluido e accattivante della scrittura che impedisce al lettore di non amarli, di non immedesimarsi in loro, nelle passioni e nelle sofferenze, ritrovandosi a ridere stupidamente dei dialoghi tra Joshua e il suo cervello, a incitare Philip quando dovrebbe fare quel passo in più.

Sono normali, due personaggi estremamente simili alle persone di tutti i giorni, ricchi di debolezze, con problemi di autostima e una vita non sempre perfetta.

Ed è questa la bellezza di “Resta con me”: l’autrice da quel quid in più che riesce a trasformare un genere, utilizzato ben più di una volta, in un qualcosa di unico e suadente che impedisce di staccare gli occhi dalle pagine fino alla sua conclusione.

www.erikavanzin.com

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In collaborazione con

Il Taccuino – Ufficio Stampa per Scrittori ed Editori

Giovedi 20 Dicembre 2018, Dalle ore 19 alle ore 2130, l’associazione culturale #ioscelgome, e Insula Delle Rose vi aspettano per il Brindisi di Natale presso lo show-room di Via Goito 3, Milano

Giovedi 20 Dicembre 2018, Dalle ore 19 alle ore 2130,

l’associazione culturale #ioscelgome, e Insula Delle Rose dedicano un evento per il Brindisi di Natale, ad amici e sostenitori presso lo show-room di Via Goito 3, Milano

#ioscelgome ha come mission il supporto di vittime di abusi e violenza e l’ informazione inerente questo argomento, atta alla prevenzione.

L’arte racchiude ogni forma di espressione e per l’ occasione il grande artista

Mariano Salerno, esporrà le sue splendide opere proprio a sostegno di questa causa.

La location, ospiterà personaggi esclusivi del mondo dell’arte, della cultura, della stampa, del fashion system e della musica e dedicherà la serata a un Brindisi in previsione del Santo Natale.

Durante la serata ci saranno letture, presentazioni, momenti musicali, durante i quali, tra gli artisti d’eccellenza, brillerà il soprano Valentina Coladonato, fiore all’occhiello della lirica italiana.

  

Questo momento di felicità e divertimento, sarà seguito dai media partner Free Magazine”, “I Am on Fm”, “Radio Post Garage e tanti altri amici e partecipanti amanti del progetto, tra i quali Crudo, Ir-Iride, Michael Chandel-Prina 12, Ingranart.

   

Ingresso Gratuito
Dress Code: un accessorio o particolare in rosso!

Info:
Insuladellerose.com
Ioscelgome.it

Grafica Curata da

AIMA

Models Runway Italy : Giancarlo Presutto, il Fashion Manager .

Giancarlo Presutto, fashion Manager e head man di Models Runway Italy, crea valore nel mondo del fashion e del Made In Italy.
 
-Giancarlo, come nasce il tuo progetto?
G:Models Runway nasce dalla idea di mettere insieme i fashion designer internazionali e le modelle affermate ed emergenti. Un modo per coinvolgere in un solo evento il Fashion sistem a 360 gradi.
In Italia siamo abituati a sfilate di presentazione delle collezioni o ai conocorsi di bellezza, noi abbiamo creato un nuovo format. Con Models Runway creiamo i presupposti per inizializzare un circuito virtuoso che porti sostegno ai fashion designer, ai brand e alle modelle.
 
-Come si diventa una modella del tuo team?
G: Le modelle vengono selezionate con i casting online e aperti tutto l’anno, da professionisti del settore.
 
-Come si può partecipare a Models Runway come designer?
 
G: Lo stilista partecipa con chiamata diretta da parte nostra, oppure su sua espressa richiesta di partecipazione.
Viene ovviamente valutata la conformità alle nostre richieste di qualità e valore.
La quarta edizione di Models Runway Italy del settembre scorso è stata un successo incredibile, anche grazie alla fashion stylist Mariateresa D’Arco, quali sono i progetti per il futuro?
Il progetto per il 2019 e’ stato lanciato al party pre Natalizio del 15 dicembre a Salerno. Il mio obiettivo è portare Models runway a Milano, creando una partnership con professionisti del settore, in loco che ci vedrà presenti in location esclusive già da Settembre 2019.
In questo percorso sarà fondamentale il supporto dei nostri media partner.
Dopodiché stiamo partendo con in alta scuola di formazione : ”Top Models UNIVERSITY”, una vera università della moda.
 
Intervistiamo ora Katia Angrisani, ventenne campana, modella del team Models Runway Italy.
 -Katia, hai 20 anni, e sfili come modella per Models Runway Italy. Quali sono le
Opportunità legate al Fatto di partecipare a questa manifestazione?
K:1 Models Runway Italy é stato un grande trampolino di lancio attraverso il quale ho avuto l’opportunità di conoscere persone professionali ed apprendere moltissimo dalle loro capacità.
Questi contesti lavorativi mi hanno dato la possibilità di trovarsi in contesti di un livello elevato e quindi di mettersi in gioco e impegnarsi al massimo per poter raggiungere ciò che sempre è stato il mio sogno.
 
-Quali sono le difficoltà che si devono affrontare per diventare una modella professionista?
K:Le difficoltà non sono poche, innanzitutto non è facile trovare agenzie valide che possano guidarti seriamente, persone affidabili e sincera, che hanno a disposizione i giusti contatti per far si che questo processo avvenga.
Inoltre per me che provengo da una piccola realtà Della provincia di Salerno e ci sono più difficoltà rispetto a chi vive in una grande metropoli quale Milano nonché città della moda.
 -Come ti mantieni in forma?
K: Faccio attività fisica, che certamente contribuisce a migliorare la qualità della mia vita in quanto influisce positivamente sia sullo stato di salute sia sul grado di soddisfazione personale. Inoltre ritengo sia necessario dare la giusta importanza a una dieta varia ed equilibrata.
 
-Quali sono i tuoi obiettivi lavorativi? i sogni nel cassetto?
K:Ognuno di noi ha il suo sogno nel cassetto, il mio è quello di influenzare positivamente le persone tramite ciò che è stata la mia storia e ciò che spero di diventare.
Ovviamente desidero poter un giorno sfilare per i grandi brand, e far si che il mio corpo possa essere una tela, dove i capi d’abbigliamento possano rappresentare l’ arte allo stato puro.
 

Intervistiamo ora Martina Massi, 19 anni, laziale, un’altra modella del team di Giancarlo Presutto.

 -Martina, tu vieni da Roma e lavori come modella da due anni.
Come hai conosciuto Models Runway Italy?
M: Ho conosciuto Models Runway Italy attraverso una cara amica in comune con Giancarlo Presutto.
 
-Quali manifestazioni hai fatto con Models Runway Italy?
M: Con la loro organizzazione ho sfilato per stilisti di un certo livello presentando le loro collezione.
Con Giancarlo ho lavorato anche come influencer di tendenze e brand.
-Quali sono le occasioni che hai avuto come modella di questa realtà?
M:Grazie a questa opportunità ho conosciuto il mondo della moda piú da vicino istaurando rapporti con persone magnifiche e ottenendo grandi soddisfazioni pur essendo ancora all’ inizio di questo percorso.
Ho avuto diverse occasioni di lavoro nel mondo della moda, partendo dalle sfilate per arrivare agli shooting fotografici che mi hanno fatto conoscere la professionalità, la responsabilità e sopratutto la passione per questo lavoro.
 
Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
M: Il mio obiettivo più grande è quello di lavorare ad alti livelli, nell’alta moda, cose che mi porteranno a realizzare il mio sogno più grande da quando sono piccola ovvero viaggiare per il mondo come modella professionista.
 
Per info:
Articolo a cura di

Le Sorelle Marinetti in Note di Natale Sabato 22 dicembre 2018 ore 21.00

Fatti rapire da Oltheatre al De Sica.

Salpa con noi!

Dalle 19.00 possibilità di fare l’aperitivo nel foyer del teatro

Sabato 22 dicembre 2018 ore 21.00

 LE SORELLE MARINETTI in NOTE DI NATALE

 da un’idea di  Giorgio Bozzo

con

Nicola Olivieri, Turbina

Marco Lugli, Scintilla

Matteo Minerva, Elica

e con

il quartetto jazz dell’Orchestra Maniscalchi

Christian Schmitz pianoforte, arrangiamenti e preparazione vocale; Adalberto Ferrari clarinetto, C-melody sax; Marco Mistrangelo contrabbasso e Martino Malacrida batteria

 Compagnia The Singing Family

 

Ph Daniele Poli

Natale a ritmo di swing. Note di Natale è un originale spettacolo teatral-musicale capace di calare il pubblico in un’atmosfera d’altri tempi con sketch, coreografie e aneddoti sul costume e la cultura anni 30 e cullarlo con la bellissima musica delle orchestre leggere dell’Eiar (l’antenata della RAI).
Fa da sfondo l’Italia delle commedie cinematografiche brillanti, delle sale per danze eleganti, della radio, delle radiocronache calcistiche, della Fiat Topolino e della Balilla, del pugile Primo Carnera e del trasvolatore Italo Balbo. L’Italia dei nostri nonni che seppe trovare un motivo di sorriso e spensieratezza nelle “canzoni della radio” in un momento tutt’altro che facile.

Le Sorelle Marinetti vantano, accanto a una estensiva attività teatrale, anche collaborazioni di prestigio, come quella con Arisa a Sanremo nel 2010, con Simone Cristicchi nel 2011 e con Vinicio Capossela per l’album Marinai profeti e balene nel 2012.
“Il segreto del loro successo?

– riflette Giorgio Bozzo, autore e produttore del trio – Ce lo siamo chiesti molte volte. Forse piace l’operazione di recupero di una memoria familiare, forse quelle vecchie canzoni hanno ritornelli talmente orecchiabili e accattivanti che il tempo non è riuscito a scalfirli”

Un maledetto Carnevale : Perdono e vendetta: due facce della stessa medaglia

Titolo: Un maledetto carnevale
Autore: Giuseppe Giusa
Genere: Drammatico
Casa Editrice: Youcanprint
Pagine: 236
Codice ISBN: 9788892665378

«[…] Ogni estate, quando vado in Sicilia, la mia permanenza non è altro che di due settimane: tanto per stare un po’ con i miei e poi scappare via da quel paese, che per me ormai è diventato come un incubo. In quelle due settimane scruto ogni tipo di ragazza, sperando di riconoscere quella che per me e per i miei amici fu un gioco capriccioso di carnevale».

A cura di Lorena De Vellis

Siete delle bestie, ecco cosa siete: per sfogare i vostri sporchi istinti ci sono dei bordelli, perché rovinare la vita a delle povere ragazze? Credete che la vendetta usata in tutte le sue forme sia giusta? Adesso cosa ne hai della tua bravata? Credi che possa cancellare quanto successo a me in quella maledetta sera? Vi siete chiesti cos’è il perdono…eh? Dimmi, te lo sei chiesto?
Le parole di Maria sono vere, crude, di quelle che provengono dalla parte più profonda di un animo ferito, dilaniato. Sono parole che solo una ragazza, una donna può pronunciare, con un risentimento provato da poche ma che la segna a vita.

Un maledetto carnevale, una storia non facile, dell’autore Giuseppe Giusa, una storia che non si dimentica facilmente, duecento pagine che ti restano dentro. E nonostante sia un romanzo ambientato nella seconda metà del Novecento, il tempo è profondamente attuale: la violenza sulle donne e la cattiveria, la crudeltà degli uomini che pensano che tutto gli sia dovuto, che le donne non siano altro che un oggetto creato per il proprio piacere.

La storia di una violenza e di una fuga che dura dieci anni. Anni in cui si cerca di dimenticare, di crearsi una nuova vita, lontano da tutti, lontano da quel passato che rincorre e che cerca quotidianamente di afferrarti. E Maria non è la sola protagonista, ma c’è Michele, uno dei ragazzi, che comprende, che capisce il peccato del quale, quella notte, gli altri tre si sono macchiati, di cui lui è stato complice e spettatore. Fuggono tutti e due, scappano cercando di non guardarsi indietro, lontano dalla loro isola, lontani dalla bella Sicilia. Fuggono ma i ricordi sono lì, divorando l’animo umano nel cuore della notte, lacerandoli.

Michele aspetta, aspetta da tutta la vita quella resa dei conti, quel giorno in cui dovrà confessare cosa è successo quella notte, di quel disgustoso crimine di cui si è macchiato in modo indelebile. E Maria, una giovane donna, costretta a crescere troppo in fretta, costretta a fare i conti troppo presto con la cattiveria del mondo e del genere maschile, a combattere per essere se stessa e per ottenere giustizia; ma ancora donna, con un cuore immenso e troppo puro per non provare a perdonare, a dimenticare, una donna che ancora vuole vivere e provare ad amare. Il perdono: il tema principale del romanzo, un atto doloroso e, a volte, impossibile, ma forse necessario per poter vivere.

Libro trovabile su:

www.youcanprint.it

www.amazon.it

articolo in collaborazione con

Il Taccuino – Ufficio Stampa per Scrittori ed Editori

 

Silvia Torri : Un binomio di passioni che porta al Teatro

Silvia Torri, ha ventisei anni e nel 2013 si  diploma come attrice alla Scuola di Teatro Arsenale di Milano. Come succede in amore, senza un reale perchè ci si innamora, e lei si sentì attratta dai burattini.

Appena finita la scuola si iscrive a un corso di teatro di figura. Poi al secondo. Poi al terzo.

Gira per tutto il Bel Paese fino a quando si trova dabanti al “Teatro Laboratorio Mangiafuoco” e lì si ferma.

Cercavano un’attrice e così ha preso parte a due produzioni – “Piccole Storie” e “Judith e Barbablù” – imparando a costruire “a bottega” e recitando per quattro anni in scuole, teatri e festival in Italia, Francia, Svizzera e Austria.

Ha lavorato anche per altre compagnie e progetti di prosa ma le “marionnettes” sono rimaste il linguaggio teatrale al quale si sente pià vicina .

Nel frattempo, decide di andare a vivere da sola e  dovendosi mantenre da sola il teatro non  bastava di certo, la sola passione troppo spesso non da da mangiare, e così ha cominciato a riflettere su cosa la appassionasse oltre a recitare.

Si guardò intorno e si accorse che la sua vita era: teatro, amiche, fidanzato e lotte femministe.

Il femminismo e la libertà sessuale sono sempre stati temi caldi nella sua vita.

Forse perché, vivendo da donna, ha dovuto scegliere fin da subito se essere orgogliosa di essere libera o subire passivamente i giudizi intorno a lei.

Detto questo: al liceo era la “sessuologa” improvvisata (aiuto) di tutte le sue amiche, non si è mai persa  una battaglia per la contraccezione gratuita, ha letto saggi su saggi sul lavoro sessuale, si è posta interrogativi senza trovare risposte e ha partecipato a tutte le performance contro le molestie in strada in tutto circondario milanese.

Nel 2014 ha iniziato a lavorare come consulente per il benessere sessuale e nel 2016 si è diplomata all’ A.I.S.P.A. (Associazione Italiana di Sessuologia e Psicologia Applicata) come educatrice sessuale.

Il teatro e l’educazione sessuale sono strade rimaste parallele per un po’ di tempo fino a quando non ha preso un altro diploma all’Università di Modena e Reggio Emilia per utilizzare il teatro di figura nell’ambito sociale.

Ha iniziato a lavorare nei progetti di educazione all’affettività usando il teatro di figura come “medium” per parlare d’amore, sessualità e prevenzione a bambini e adolescenti.

Così è successo che l’anno scorso (2017)  “Ala Milano Onlus” le ha chiesto se avesse dei pezzi teatrali da presentare nelle università per parlare di prevenzione alle malattie sessualmente trasmissibili.

Non ne aveva ma ha sentito che finalmente potevo mettere insieme queste due passioni.

Ha iniziato a lavorare al progetto, ha fatto delle interviste e tante persone le hanno aperto il loro cuore, ha studiato e ha consultato dei sessuologi……ed è nato

Flirt – le protezioni del cuore

Per tutte le informazioni relative a …consultate la pagina Fb relativa linkata al titolo.

http://sostieni.link/20278

➡️ Ieri abbiamo fissato con i tutor il primo periodo di prove per sviluppare questo progetto in uno spettacolo da 45 minuti : febbraio 2019 . Sono emozionatissima!🙏 Un piccolo, grande sogno nel cassetto. Qui un piccolo video dal “Progetto Cantiere “ di Incanti Torino.

Gepostet von Flirt – le protezioni del cuore am Donnerstag, 29. November 2018

 

Scritto in collaborazione con

Paola Fiorido