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Susan Leyland, l’Arte di Plasmare l’Anima.

 

 

Per inquadrare e capire a pieno il percorso Artistico di Susan Layland è necessario partire da un cenno biografico :

Nata nel 1952, Susan è cresciuta in Inghilterra vicino a Cambridge. Il nonno, veterinario e allevatore di cavalli lei regalò il suo primo pony all’età di quattro anni.
Ha trascorso gli anni della scuola in collegio lontano da casa.
Amava lo sport e l’equitazione ma anche lo studio, soprattutto l’arte e la storia dell’arte.


Nel 1978 Leyland si è sposata e si è trasferita a Impruneta. Il 1981 e il 1986 hanno segnato l’arrivo dei suoi figli.
Dal 1982 al 2000 Leyland è stata insegnante di lingua inglese e  istruttore di equitazione dedicandosi contemporaneamente al disegno e alla pittura.

Affascinata dal lavoro degli artigiani della terracotta dell’Impruneta e incoraggiata dalla famiglia Mariani, Susan ha cominciato a fare le sue prime sculture usando questo antico materiale.

Nel 1998 Leyland ha tenuta la sua prima mostra, il cui successo ha segnato l’inizio della sua strada di artista .

SUSAN LEYLAND ARTISTA

Susan Leyland è in primis un artista a 360° e successivamente la sua passione per questo splendida creatura, l’ha fatta definire l’Artista dei Cavalli.

La sua conoscenza e affinità con questo animale , e lo studio di queste creature maestose , la loro fisionomia, la loro natura e la connessione tra il binomio Uomo Cavallo rende le sue opere perfette dal punto di vista della forma, evocando cavalli di straordinaria bellezza e carattere, donando anima propria ad ogni sua opera.

   

  

Questa sua conoscenza l’ ha portata ad un evoluzione della sua tecnica di lavorazione
Leyland, che è abile disegnatrice prima che scultrice, ha sempre preparato una serie di disegni dettagliati prima di passare a plasmare l’argilla.

  
Tuttavia, i suoi pezzi più recenti non hanno schizzi di lavoro e sono immagini che nascono spontanee create direttamente con l argilla come un’estensione del suo pensiero .
Leyland è conosciuta per le sue sculture di cavalli su blocco, Horse Block Sculpture.
Susan comincia da un blocco asettico e da questo , tocco dopo tocco evolve la materia e appaiono le figure equestri , come un vero e proprio processo di nascita.


L’uso attento di linee e di dettagli permette a Leyland di creare un contrasto dinamico tra la naturalezza delle figure e la rigidità del blocco, contrasto ulteriormente rafforzato attraverso i suoi bronzi e la gamma di patine leggere e sottili che crea.

La sua recente serie di cavalli a zonzo, Gallivanting Horses, può essere interpretata come una contrapposizione dei cavalli in blocco.


I cavalli a zonzo sono espressamente energetico; sono leggeri, gioiosi e dinamici, raccontano un movimento fugace.
Questi sono i cavalli in libertà, pieni di quello spirito ribelle che disegna il cavallo come l’unico animale che in realtà non domi, ma impari a rispettare , perchè è lui a decidere, lasciando al cavaliere il sogno di poterlo dominare, e ancora una volta queste opere appaiono in diretto contrasto con l’atmosfera signorile, tranquilla e quasi iconica che ritroviamo nelle sculture ,Horse Block Sculpture.

Così in due gruppi separati di opere Leyland cattura tutte le sfaccettature del cavallo e affronta la profondità dello spirito sfuggente e intrinsecamente affascinante che corre alla base di questi magnifici animali.
Queste opere accattivanti trasmettono un po ‘di mistero e la magia del cavallo ma consentono anche di identificare ed entrare a stretto contatto con loro.
Come tali esse riflettono per lo spettatore condizioni umane chiari e presenti, quelle d’amore di una madre per i suoi figli, di affetto reciproco tra amici, la gioia in reciproca compagnia e il dolore silenzioso di dolore e di perdita.
Le opere di Susan sono espressione del suo per la sua famiglia e per la vita e nello stesso tempo raccontano la tristezza interiore e la perdita …

http://www.equinesculptures.com/

“il mio lavoro è l’espressione del mio desiderio di realizzare giorno per giorno qualcosa di tangibile … ”
Susan Leyland

  

Anna Jolie : “Surreal Dreams” AUTUMN/WINTER 2018-2019 COLLECTION

La maison italiana Anna Jolie, fondata e diretta dalla fashion designer russa

Anna Chekunova,

dopo aver ricevuto in questi anni forti apprezzamenti del pubblico e dopo aver vestito numerose personalità dello showbiz ha annunciato la volontà di voler ampliare la propria presenza internazionale nel lusso.

Il bello delle fantasie e dei sogni surreali, è che sono perfetti. Basta chiudere gli occhi et voilà, ci si immerge nella visione idilliaca delle passione che avremmo sempre voluto vivere, quello che ricorda le favole, ispirazione, riporta negli anni ’50, il decennio che vive la rinascita della sensualità femminile e segna una rivoluzione sociale e culturale, prima ancora che di stile.

Linee morbide ed essenziali svelano una romantica luna di miele tra sensualità e Arte; una cura minuziosa per il dettaglio rende ogni abito una preziosa opera: tessuti importanti come seta, organza, chiffon, tulle, e pizzi accompagnano splendidi ricami e applicazioni di paillettes e perline eseguite interamente a mano.

“Colori non colori”, dal nero al bianco fino al rosa antico.

I Capi Anna Jolie celebrano la Bellezza della Donna conlavorazioni uniche, trasparenze in un elegante gioco di “vedo-non vedo”.
Gli abiti firmati Anna Chekunova rappresentano una donna surreale, bohémienne ma al contempo determinata, forte e con un’identità ben definita.

Abiti lunghi per la sera, trasparenze, ricami e applicazioni per una donna decisa, sensuale
e sicura di sé.

  

   

  

Il brand italiano nato a Milano nel 2015, propone capi di pret-a-porter e semi-couture posizionati nel segmento lusso.

Il nome “Anna Jolie” deriva dalla designer che nel nome “Anna” ha sempre percepito una sonorità femminile e raffinata.

Eleganza, linee pulite, romanticismo, raffinatezza, provocazione e sensualità: questi sono i punti cardini sui quali si articola la moda Anna Jolie.

Un sovrapporsi di stili contemporanei, unici ed originali, che proiettano le creazioni dal passato al futuro e sono capaci di raccontare il proprio tempo.

Le creazioni rimandano all’eleganza della moda degli anni 50’ e, in fatto di colori, sono tutte accomunate da un leitmotiv sempre presente in ogni collezione; il rosa antico e il bianco raccontano il lato romantico, dolce e sofisticato della donna; il nero e il rosso narrano il temperamento rock e trasgressivo della femminilità.

Anna Jolie veste le donne con abiti da Red Carpet, le donne che sanno amare, che apprezzano l’arte in tutte le sue forme, il cinema, la musica, il teatro e ogni linguaggio creativo capace di raccontare storie ed emozioni.

 

Il simbolo iconico di “Anna Jolie” è la rosa Red Passion che vola in cielo, presa come ispirazioni dal quadro di Salvador Dali “Rosa Meditativa”.

   

Brand Anna Jolie ha già mostrato le sue collezioni in tre sfilate in Italia più precisamente a gennaio 2016 presso Villa Olmo, a Como, e, successivamente, presso il Morgan Club a San Remo in occasione del Festival della musica italiana e mese di ottobre 2016 presso Villa San Michele a Fiesole e ha presentato la sua Ultima Capsule alla Fashion week Milanese presso la prestigiosa location Hotel et de Milan

Oltre ai modelli commercializzati e oggetto delle sue collezioni, Anna Jolie crea anche capi esclusivi su misura per i suoi clienti.

LA CURA DEL DETTAGLIO CONTRADDISTINGUE IL MONDO DI ANNA CHEKUNOVA, E NON SOLO PER LE SUE CREAZIONE , MA ANCHE PER LO STAFF DEL QUALE SI AVVALE, NULLA AL CASO!

Pagina su fb:
https://www.facebook.com/annajolieofficial/
Pagina su instagram: https://www.instagram.com/annajolieofficial/

Vinylismo Recordings: Sigis Vinylism & Co.

Poche righe per contestualizzare il personaggio poliedrico creatore dell’etichetta discografica neonata,ma dell’aspetto puramente Artistico parleremo in seguito!

 
Sigis Vinylism, Master of Art, Dj professionista e produttore, noto anche come il Signore dei Vinili, durante la sua prima partecipazione alla 54 ° Biennale di Venezia, il Ministero dei Beni Culturali italiano, lo ha consacrato come fondatore di un nuovo stile artistico:

IL VINILISMO

25 anni di duro lavoro, produzioni, un’invidiabile collezione di vinili, un percorso che fin dall’inizio è stato animato dalla volontà di regalare l’immortalità al vinile, Sigis Vinylism alias Matteo Antonio Vaccari dj, ha sempre lavorato come purista della console , con rispetto e fedeltà alle origini del djing.

 

         http://www.vinylismorecordings.com/

Questa Passione lo ha accompagnato negli anni passando dall’analogico al digitale, dalle sonorità techno underground alle evoluzioni dell’effettiva musica elettronica, mantenendo sempre la sua firma come un eccellente metronomo.

Ogni traccia ha un’onda sonora che non è mai uguale ma sempre avvolgente.

La creazione del’etichetta Vinylismo Recordings, è la realizzazione di un sogno, attraverso la quale poter dare voce e spazio a talenti inespressi , e per raccontare al Mondo una passione , quella che all’età di 14 anni, iniziò il percorso di metamorfosi di Matteo Vaccari trasformandolo anno dopo anno, inconsapevolmente in Sigis Vinylism
LA MUSICA

Buon Ascolto

https://www.youtube.com/watch?v=ncP5c0AP5d4  
https://www.youtube.com/watch?v=n2FzA03Cux4
https://www.youtube.com/watch?v=tjRpCL56Cz8

DIE MaUeR (2011): di Mauro Moriconi Digital Artist.

…..Quando prendi in mano un pennello e inizi a dipingere, puoi cambiare il mondo…
Quando hai tra le mani un obbiettivo, trasformi quello che ti circonda per trasmettere qualcosa, per sensibilizzare, e utilizzando la vita reale, oggetti reali, immagini reali, tutto diventa concreto, tutto diventa più forte, perchè l’alibi della fantasia…non esiste più….
Questo è il motivo per il quale Free-Magazine ha deciso di seguire , promuovere e riproporre i lavori, e le opere di Mauro Moriconi a partire dal primo Articolo scritto  sulle immagini decontestualizzate  che raccontano il circo della vita “Le Cirque” !

     http://free-magazine.info/arte/le-cirque-mauro-moriconi/

Diamo Spazio a DIE MaUeR

Mauro Moriconi concentra il suo interesse su temi vari, come il paesaggio urbano, la natura, elementi di plastica e le diverse facce e stati d’animo dell’essere umano. In un senso più ampio, si concentra sui contrasti, legati soprattutto al bene e al male, al passato e al presente, a tradizione e modernità.

Le figure umane, spesso trasfigurate attraverso la reminiscenza artistica e collocate in contesti in cui la natura è stata manipolata con l’introduzione di industrie, case, monumenti, solleva sempre la questione della funzione dell’uomo nel mondo, della sua forza creativa, ma anche del suo potere distruttivo.

  

I contrasti sono pertanto provocazione e fungono da stimolo per un costante interrogarsi sulla nostra realtà futura. Come sarà il nostro mondo futuro? Cosa accadrà agli animali e alla vegetazione? E al nostro cibo? Che cosa accadrà della nostra capacità di riproduzione? Questo è ciò che suggeriscono le foto di Moriconi.

  

Un impegno artistico che rivela una sensibile attenzione a questioni come ambiente e inquinamento.
Così, egli usa la fotografia digitale, arricchita da preziose incisioni che esaltano le luci e le ombre di ogni elemento visivo, al fine di ri-creare possibili scenari futuri e dare una ipotetica risposta, tracciando una via personale, surreale, per re-interpretare il mondo, immaginandolo attraverso uno sguardo visionario che filtra comuni paure, ansie e incertezze.

  

Nonostante il messaggio di critica dietro le sue opere e l’ambiguità in cui in esse sono abbinati alcuni elementi, le sue immagini trasmettono un senso di straordinario equilibrio e di pacata bellezza. L’interazione tra uomo e natura rappresentata da Moriconi è in grado di risvegliare nuovi significati e nuove situazioni, e solleva dubbi riguardo a una possibile soluzione.

Il fantasma di grandi e imminenti cambiamenti aleggia sulle sue foto e scatena la fantasia dell’osservatore, sfidandolo a un coinvolgimento in questo sforzo di profezia e voyance.

Paola Martini

 

 

Mauro Moriconi ama definirsi un Digital Artist, si esprime esponendo alcune serie di sue elaborazioni fotografiche di grande impatto attraverso le quali dimostra di avere un’ampia conoscenza della cultura figurativa, una capacità tecnica sicura e professionale, una fantasia ricca e una volontà di comunicare e raccontare che non può passare inosservata.

http://www.mauromoriconi.com/

 

Design in 365 Days un Progetto diventato Realtà !

 Design in 365 Days

voluto progettato e realizzato da
Christine Marsan http://www.christinemariemarsan.it/

Sempre con la valigia in mano – per lavoro o per diletto – da sempre porta con se immagini, particolari di strade, case, piazze, paesaggi: percorsi insoliti, la contraddistingue un anima inquieta continuamente alla scoperta.

Si è  sempre affidata all’intuito, dannatamente istintiva ha sempre seguito i suoi desideri e le sue idee, anche quando tutti intorno a lei le dicevano di non farlo.

L’intuito di un imprenditore, La creatività di un’artista, Il pragmatismo e la leadership di un manager, L’approccio innovativo e la personalità di un coach
“L’obiettivo del mio lavoro è aiutare i miei clienti a concretizzare i progetti più complessi, a trasformare le loro idee in realtà e a trovare soluzioni innovative per favorire il progresso personale e aziendale”.

Christina Marsan

  

Se hai un progetto complesso da portare a termine
Se vuoi riscoprire la tua motivazione
Se hai una nuova idea di business che vuoi trasformare in realtà
Se vuoi affrontare al meglio i cambiamenti
Se hai bisogno di soluzioni innovative ai tuoi problemi
Se vuoi migliorare

Design in 365 Days

https://www.designin365days.com/en/

L’obiettivo è generare un cambiamento nel lettore, attraverso un percorso giornaliero, anche settimanale.
La nostra serie di book-planner intitolata “Design your … in 365 Days” è realizzata proprio per questo scopo, con edizioni dedicate a business, creatività, felicità, successo e stili di vita sostenibili.

Design in 365 Days offre prodotti giornalieri originali ed esclusivi per supportare la tua crescita quotidiana.

  

I nostri book-planner non sono semplici libri da leggere, da sfogliare tutti in una volta e poi rimessi sullo scaffale.
Sono testi da leggere e rileggere; contengono preziosi consigli da parte di professionisti e interessanti argomenti settimanali per migliorarsi giorno dopo giorno, per 365 giorni.
Per rendere unico e interattivo il tomo abbiamo previsto anche pagine vuote per donare spazi in cui potersi fermare e riflettere dove poter appuntare i pensieri e le idee.

https://www.designin365days.com/en/content/7-My-bookplanner

«C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera»

 Henry David Thoreau

 

Andrea Pallanca: International Make Up Artist:

 

  

Ligure di nascita ma milanese d’adozione, Andrea è un gitano del trucco da sempre, per meglio imparare , interpretare e seguire la sua passione si sposta in Italia e all’estero con frequenza, perchè per lui non si è mai arrivati, i segreti del trucco esulano da una perfetta formazione accademica, e risiedono nell’esperienza, ogni cultura, ogni paese ha qualcosa da insegnare in questo settore.
Chiedere ad Andrea cosa sia il Make Up ha una sola risposta:

Make Up = Arte

  

Ha iniziato ad avvicinarsi a questo mondo a Imperia, sua città di origine, ma da subito ha sentito una forte attrazione per il mondo della moda, e Milano è diventato il suo primo traguardo da raggiungere.

Nella capoluogo Meneghino ha seguito corsi di specializzazione e si è ha creato la sua attività di consulente di immagine fino a diventare esperto del make up a livello internazionale.
Il viso di una donna è già di per sé un’opera d’arte e il trucco serve solo ad accentuare, valorizzare i tratti, senza trasformare.

Le caratteristiche di base devono restare intatte.
La mia consulenza, il mio lavoro la mia passione si riassume nel realizzare questa magia.

Negli anni ha avuto l’occasione di collaborare con firme prestigiose come Krizia, Alessandrini, Moschino, Byblos, Philipp Plein e ha lavorato nei backstage di eventi tv sia in Italia che all’estero in importanti emittenti.

  

Tanti sono i personaggi che sono passati sotto al sapiente tocco di Andrea:

Keila Guilarte Gonzales , la ballerina Anbeta Toromani, Juliana Moreira, Rosita Celentano, Valeria Marini e Anna Falchi in occasione di “The Look of the Year”, Carolina Crescentini, Serena Garitta, Malika Ayane…
Face Designer e docente Make up presso prestigiosi Istituti di Moda e numerose Accademie, Scrive testi e da consigli su diverse riviste di settore e non.

Sfilata Anna Jolie Fashion week 2018 https://www.instagram.com/annajolieofficial/

 
Specializzato nel Permanent Make up inizia la sua formazione presso Biotek diventando Docente Master, partecipa come relatore al “1st Permanent Make-Up International Conference” di Stresa e ha collaborato con l’Accademia Italiana di trucco permanente trasmettendo la sua passione alle allieve che desiderano intraprendere un percorso impegnativo ma ricco di soddisfazioni in questo affascinante mondo del Make Up.

“Non servono parole per capire un viso, ma basta saper osservare con attenzione:
Gli occhi, lo sguardo, la mimica di una persona raccontano, il mio lavoro parte dall’ empatia creata nei primi minuti di un incontro”, la mia più grande soddisfazione rimane donare luce ad un volto, arrivando all’Anima”.
Andrea Pallanca

Brand Ambassador ZAO Make Up  http://www.zaomakeup.com/it/ 

https://www.facebook.com/Andrea-Pallanca-1530452283857850/

  

   

 

Daniè Made in Sicily: Il Profumo del Sole!

  

Danié Made in Sicily nasce nel 2016 dalla passione per l’artigianalità di

Daniela Napolitano.

Figlia d’orafi, da sempre affascinata dall’arte e dalla bellezza del creare “a mano”.
Nasce a Ragusa e studia a Firenze per diventare orafa e incastonatrice di pietre preziose.

Adesso è l’ideatrice di una collezione tutta sua di borse – coffe – e accessori moda ispirati alle origini siciliane.

     

Interamente realizzate a mano, le coffe di Danié Made in Sicily sono create utilizzando la “curina”: la parte più tenera della palma nana siciliana.

      

   

In passato, questa veniva utilizzata dai contadini come cesta o contenitore per il trasporto del foraggio degli animali o di strumenti per l’attività agricola.

Oggi acquista una nuova vita e una nuova veste.

Prima sfilata durante la Fashion week Febbraio 2018 per Daniè organizzata da Davide Gambarotto Presidente  Business in Fashion http://www.businessinfashion.com

         

Intreccio tra tradizione e innovazione, la coffa viene reinventata e impreziosita con pizzi, passamanerie, rafie, piccoli specchi, nappe e nacchere. Per la sua collezione, Daniela ripropone lo stile delle splendide ceramiche della città di Caltagirone in maniera innovativa e tutta personale.

Tra colori sgargianti e morbide forme, Danié Made in Sicily aspira a celebrare la «sicilianità». Il suo motto? Conoscere e far conoscere il carattere di una terra unica per poterlo reinterpretare ogni giorno, in modo sempre nuovo.

 

per info

 davide@businessinfashion.com

Diego Anastasi : La Scarpa su Misura!

 

   

“Un’idea di bellezza, la voglia di trasformarla in un disegno, in una forma, in una scarpa, l’attenzione per il dettaglio, la scelta di materiali migliori, un processo produttivo lento guidato da mani esperte che hanno il dono di saper fare, le fatiche, la soddisfazione di un risultato di eccellenza che non tradisce le attese.”
Vi presentiamo Diego Anastasi.
Diego dopo anni di esperienza ha deciso di puntare su due linee fondamentali:
Una linea luxury, realizzata con lavorazioni più elaborate, frutto di 300 passaggi manuali e dipinte a mano su vitello conciato al naturale.

Una linea che dà spazio alla creatività, il classico che non passa mai di moda con un design e una lavorazione originali e innovativi.

Curare personalmente forme e piccoli dettagli della scarpa, rendendo ogni pezzo unico.
La differenza tra Diego Anastasi e molti altri è il suo modus operandi, si sposta per andare incontro al cliente, ascolta le sue esisgenze, prende le misure , sceglie e propone i materiali e torna in laboratorio, crea la calzata, e ritorna per un ultima prova, solo dopo questa seconda fase , la scarpa può essere finalmente ultimata.
Scarpe di qualsiasi modello per piedi difficili e delicati, senza limiti di misura, con accorgimenti ortopedici personalizzati.

Ogni realizzazione di un paio di scarpa elegante da uomo è fatto secondo il desiderio del cliente su tutti i componenti che lo riguardano.
In un universo di produttori solo quando il cliente può decidere il tipo di pellame, il colore, la lavorazione fino ad arrivare al colore della suola la scarpa può definirsi “Su misura”.
“Non voglio essere più bravo degli altri Voglio solo la vostra soddisfazione “. E’ questo la mission di Diego

Vi confidiamo un segreto, Diego Anastasi non si ferma alla scarpa!

Coming soon

Diego Anastasi

+39 339 1889089

info@diegoanastasi.it

www.diegoanastasi.com

USHBAG : Credi al colpo di fulmine ? Prova con la borsa aquilone !

   A cura di Eleonora Allegrina (www.girlsontheroad.it )

Ci sono oggetti più importanti di altri : le borse, ad esempio , hanno un destino comune, quello di essere trasportate in lungo e in largo, di essere abbandonate per ore sopra una sedia per poi  essere lanciate sul pavimento di casa dopo una giornata frenetica! Per non parlare dei luoghi  frequentati : sedili della metro, del treno, degli autobus, luoghi angusti insomma!

Scegliere una borsa equivale a scegliere un appendice di noi stessi, per questo è così importante trovare  quella giusta …perché ci identifica e ci aiuta!

Da donna posso confermarvi  quanto fastidioso possa essere uscire con appresso la borsa ” sbagliata”, quella troppo piccola o grande, che si apre difficilmente ed in cui tutti gli oggetti spariscono misteriosamente !

 

Nel pianeta delle borse spicca una stella, USHBAG!  Nata dalle menti di due designer milanesi nel 2013 e portata avanti da due giovani ed ambiziosi imprenditori, Tobia Bearzotti e Paolo Saltarelli,  è una realtà imprenditoriale vivace e fresca.

Sarà per la linea di puro design spiccatamente milanese, sarà per i colori o per la forma ad aquilone che la rende unica…USHBAG è  la perfetta borsa business…e non solo!

Anche la rivista Glamour, bibbia della moda, ha riconosciuto l’ estro di questi prodotti, così innovativi per forma e materiale.

USHBAG : LA COLLEZIONE 2017

Sono 5 le collezioni presentate per questa stagione; pochette, I Pad case, PC case o zaini, scegliete la vostra USHBAG preferita tra una selezione di prodotti che ho scelto per voi…

GLI ZAINI

Casette o aquiloni? Gli zaini Ushbag  sono rigorosamente made in Italy! La cerniera verticale e la forma piegata (un po’ origami style) ne fanno un accessorio assolutamente originale e che non passerà inosservato!

 

PC CASE

IL PC è uno strumento essenziale per te? Allora non potrai fare a meno delle nuove custodie! Prova la versione bi-color!

MARIADELEMILANO: quando le borse raccontano una storia…tu ascoltala !

   A cura di Eleonora Allegrina  (www.girlsontheroad.it)

Si dice che le scarpe siano un po’ come gli amanti : scelti d’impulso! Le borse, invece,  potrebbero essere paragonati  ai mariti … ci si mette un po’ a sceglierle ma si custodiscono più a lungo ! Sembra un detto d’ altri tempi ma riflettendoci potrebbe descrivere alla perfezione ciò che prova una donna durante la scelta di una borsa; la valuta, la tocca, la rivaluta ed infine la paragona a quelle che già possiede.

La mia ultima scoperta in fatto di borse ed affini è un brand che ha ispirato questo articolo : sto parlando di MARIADELEMILANO e delle sue borse dalla femminilità contemporanea.

Le linee sono sinuose, tondeggianti, morbide come il corpo di noi donne. Deve essersi ispirata all’ universo femminile la stilista Mariadele Mancini quando, nel 2015 fondò insieme a Fabio Gasperini il loro marchio.
Il risultato è un concetto del tutto nuovo di realizzare borse utilizzando in maniera non convenzionale tessuti provenienti dal mondo delle schermature, della nautica e della moda.

 

 

 

Mi piace per questi motivi MARIADELEMILANO, ed anche perché la produzione è totalmente made in Italy. Un vanto non da poco, considerati i tempi in cui viviamo !

 

  Eleonora Allegrina

 

DELTA NA: Due Artisti una sola Anima

 
Neva e Alessandro sono due Artisti italiani di talento i cui dipinti appaiono immediatamente unici e particolari per l’utilizzo dei colori e per la loro tecnica pittorica.
Si incontrarono in una classe universitaria, dove entrambi studiavano per diventare psicologi, fin da subito il loro rapporto divenne empatico e destinato a crescere nel tempo.
Si persero di vista  per poi ritrovarsi nuovamente  sette anni  dopo.
Dopo essersi sposati, i due hanno cominciato a spostare la loro attenzione  dalla psicologia alla pittura.
Interrompendo il loro iter legato alla psicologia iniziano a viaggiare per il mondo, passando il tempo in quattordici diversi paesi, prima di stabilirsi definitivamente a Los Angeles.
Una caratteristica che rende speciale il loro lavoro è che occupano la stessa tela allo stesso tempo, lavorando  a 4 mani ma con una sola anima che regala alla vista un  risultato che si traduce in una visione spettacolare di colori, linee e forme che evidenziano il loro amore per l’arte.
The Colours of Joy è una serie di dipinti ad olio di colori vivaci e sbalorditivi che si fondono insieme in modo ritmico, e così in sincrono che sembra difficile sia la creazione di due diverse persone .
  Hanno esposto questa serie di opere in una personale alla Boa Art Gallery di Los Angeles. Dopo questo periodo hanno focalizzato la loro attenzione artistica su Fiori, con forme morbide e tonalità delicate che sono diventati il ​​loro modo di esprimere sentimenti. Delta N.A. i fiori non sono fiori realistici ma più astratti e istintivi. La loro arte si è espansa fino alla scultura nel 2011.
Hanno esposto i loro fiori alla Soho Gallery di Beverly Hills durante American Dreams Exhibition, in Italia in uno spettacolo personale dal titolo “emozioni in fiore” al MAC Museum, allo spazio Bim di Torino e al Die Mauer Arte Contemporanea a Prato. 
Nel 2014 la rivista d’arte internazionale Irreversible ha invitato Delta N.A. a rappresentare l’Italia ai Miami Art Days con la loro scultura In Love.
Alla fine del 2014 la loro arte è diventata astratta.
I fiori persero la loro forma per diventare pura poesia e sentimenti. Questa serie è conosciuta come la serie Armony e sta ancora andando avanti.
Oggi le forme geometriche e i colori sono tornati a ispirare i due artisti in continua evoluzione, nell’estate 2017 sono stati protagonisti di una personale a Jakarta che ha iniziato a renderli  conosciuti e riconosciuti anche in questa regione del Globo.
L’Ambasciata d’Italia l’Istituto Italiano di Cultura, Jakarta la città di Asti e il Monferrato Il patrimonio Unesco hanno organizzato un laboratorio artistico e mostra di pittura  itinerante “Un viaggio con il cuore”con protagonisti gli Artisti Delta NA.
Incontrando Alessandro e Neva,  la sensazione che rimane è in primis è quella  di trovarsi davanti due splendide persone prima ancora che due eccezionali artisti!

SARTORIAL MONK: dialoghi tra la materia e lo spirito

E’ stata presentata la collezione autunno-inverno 2019 di

Sartorial Monk; in passerella è stato presentato attraverso i capi un dialogo tra la dimensione della materia e quella dello spirito usando codici non verbali per trasmettere idee attraverso i gesti.

Il gesto è dunque il linguaggio del silenzio, un’espressione dello stato d’animo, il movimento nella quiete.

È qualcosa che va aldilà della voce e dei suoi limiti. E’ il modo attraverso il quale lo stilista Sabato Russo ha scelto di raccontare le proprie emozioni in una chiave sottilmente manierista.

Elementi veri dei guardaroba maschile e femminile che vivono e si evolvono attraverso la gestualità di chi indossa i suoi vestiti. Una storia che narra una semplicità apparente dietro la quale risiede la complessa difficoltà di essere semplici. Volumi morbidi che avvolgono il corpo, per proteggerlo.

Cappotti assoluti che diventano il rifugio di individui nomadi dallo stile puro; abiti duttili e liberi da orpelli innecessari. Un’attitudine rilassata che revitalizza capi iconici dotati di una modernità facilmente percepibile. Un’eleganza ad infinitum contraddistinta da una fluidità che accompagna il corpo, senza opprimerlo.

I tessuti sono nobili e leggeri: lana e cashmere dal finissaggio zibbellinato; mohair cardati e molto soffici; velluto dévoré di seta oro e rosso flamingo. Abbinamenti materici che s’incontrano nei contrasti inattesi propri di una classicità post-moderna.

La maglieria si contamina con il mondo limitrofo del jersey e diventa protagonista in volumi tridimensionali e design. Pezzi athleisure come compagni di vita perfetti per la quotidiana ricerca dell’utility luxe.

I colori sono delicati, spaziando in una palette cromatica semplice e neutra ma mirata a colpire il senso del rigore: bianco zinco, taupe e nero profondo con l’invasione di alcuni colori insoliti attraverso la riga piazzata.

Il sistema valoriale è concreto e preciso, servono pochi elementi per formare un’identità, ma essi sono millimetricamente studiati: essenzialità, versatilità e purezza. Un’analisi intrinseca della bellezza che ha portato il lavoro di Sabato ad essere una sintesi della sua filosofia ma senza ortodossie.

A cura di

Concetta Bonaldi

Alessandro Tambresoni: Starman, giocoso omino delle stelle….

Alessandro Tambresoni classe 1974 frequenta l’istituto d’arte e successivamente l’accademia di Pittura.
“Starman” nasce nel 1997, dall’osservazione di un ragazzo speciale.
“Lui amava dondolare dolcemente la testa a destra e a sinistra, come un metronomo. Aveva una tale innocenza e dolcezza nel farlo che il mio cuore in pezzi si è separato.
Da questa visione è nato “Starman” giocoso omino delle stelle.
Ha avuto modo, durante la stesura della sua tesi di Laurea, di frequentare un istituto specializzato nella cura di diverse patologie mentali.
E’ stato in mezzo a loro per un anno, ha giocato insieme a loro si è  sporcato di colore con loro, ha disegnato,  li ha abbracciati e osservati.
E’ diventato una persona migliore dopo questa esperienza .
Da uno di loro è nato “Starman”, è stata l’immagine più vicina al concetto di Pura Bellezza che i miei occhi abbiano mai veduto.
Oggi gli “Starman” si sono organizzati, sono scesi dalle stelle e hanno deciso di costruire una figura umana.
Come supporto non hanno scelto una tela ma un Cofano di auto. Il cofano gli permette di avere un supporto “vivo” qualcosa che ha viaggiato per il mondo, una parte di un auto che apparteneva a qualcuno che gli ha voluto bene.
Ha assistito passivamente a vita vera, gioie, pianti, litigate, amore, si é impregnato di tutte queste emozioni.
Quale supporto migliore per il girovagare dei miei piccoli “Starman”.
Le sue opere a Milano sono visibili presso

MFW Uomo fall/winter 2019: Eleganza Contemporanea

In questa Milano Fashion Week Moda Uomo fall/winter 2019 si è visto un vero e proprio ritorno alla figura del Dandy. Il Dandy è un uomo che fa dell’eleganza non solo una questione di abito, ma uno stile di vita e behaviour. Il dandismo ritorna in una modalità ricca di innovazione, portando ad estremi di èstro i tagli strutturali che compongono l’abito. Cappelli giganti, eccesso di raso nero e colori techno caratterizzano la sfilata di Frankie Morello, anello mite fra i due estremi opposti: Daks e Versace. Infatti se Daks London propone uno stile dandy dalle sfumature fantasy, richiamando molto il mondo di Alice in Wonderland e del circo, ma rimanendo all’interno della gamma cromatica tradizionale, Versace si spinge verso uno stile più underground, con colori techno e fluo. Anche Miguel Vieira e Marni propongono un Dandy rivisitato, più sportivo e contemporaneo, giocando molto su volumi e livelli. Vieira utilizza anche la pelle dei modelli come cloth, a texture part of the outfit, soprattutto grazie alle giacche dallo scollo a V ampio. Marni gioca di più sul modificare i corpi stessi, portando a forme storpiate e adottando molto tessuto per far vedere bene sia la trama che la qualità. In questa Milano Fashion Week gli stilisti fanno vedere una direzione nuova, verso una moda genderless e che caratterizzi maggiormente la figura maschile ormai fuori da quelle che sono le vecchie categorie. Tutto questo è racchiuso anche nelle scelte dei brand di inserire figure femminili come piccoli assaggi di quella che sarà la MFW Donna fall/winter 2019. Le decorazioni principali di questa MFW sono le fantasie animalier e floreali; mentre le stoffe principali sono il satin, raso, seta e molta lana misto cotone, per creare tridimensionalità alternando effetti lucidi ad opachi. L’inverno 2019 si prospetta molto intrigante, elegante, sofisticato e giovane.

 

Per vedere le Full Collections di questa stagione: https://www.cameramoda.it/it/

Lissone, un evento per interessare i giovani alla lettura e premiare la responsabilità sociale d’impresa

 

Presso l’Atelier Spazio Galleria arch. Giovanni Ronzoni

Piazzale Giotto, 1 – Lissone MB

20 gennaio 2019 ore 15:00

Lissone, gennaio 2019 – Gli Amici di Ron di Lissone nell’ambito del progetto “Premio nazionale di filosofia alla ricerca dell’anima” – www.premiodifilosofia.it – organizzano l’evento ‘Cultura e Responsabilità Sociale a Lissone’ il prossimo 20 gennaio 2019 presso l’Atelier Spazio Galleria dell’arch. Ronzoni a Lissone – piazzale Giotto 1 – a partire dalle ore 15 – ospite speciale lo scrittore Riccardo Mainardi che presenterà il suo ultimo romanzo.

L’evento si aprirà con la presentazione del libro di genere fantasy dal titolo Il Sogno di AmosGiovane Holden Editore, scritto da Riccardo Mainardi.

Modererà la giornalista dott.ssa Deborah Villarboito. A seguire un momento conviviale in cui i relatori cercheranno di risvegliare l’attenzione e l’interesse sui progetti culturali lissonesi.

“I libri sono una forma privilegiata di dialogo e di comprensione interculturale – afferma Edoardo Elisei,  Direttore Artistico del Premio Nazionale di Filosofia degli Amici di Ron – aiutano ad arricchire la mente e farsi delle opinioni, a pensare diversamente, a capire il mondo che ci circonda. I giovani non leggono abbastanza. Vorremmo contribuire ad invertire questa moda”.

Un focus particolare sarà riservato alla Responsabilità Sociale d’Impresa. “Si tratta anche qui di un utile modello di crescita per la nostra comunità. Ogni azione o attività d’impresa ha una ricaduta sulla comunità, sull’ambiente e sulla vita delle persone: valorizzando le scelte etiche possiamo arricchire la comunità”.

Sono previsti conferimenti di “Premio di Responsabilità Sociale d’Impresa” ad alcune aziende lissonesi che si sono distinte nel corso del 2018.Interverranno il Sindaco di Lissone, l’APA Confartigianato, l’IIS IPSIA G. Meroni, la libreria ‘Libro è’ e l’Associazione ‘Call to Arts’ di Lissone.

L’evento godrà della performance musicale del M° violinista Maurizio Parma e del balletto di danza moderna curato da Ornella Dogini, ballerina che vanta collaborazioni con il coreografo di Lionel Richie.

“L’Arte e gli artisti – chiosa Elisei – saranno i veri protagonisti dell’evento. Invitiamo tutti i lissonesi a raggiungerci in atelier”.

L’evento è gratuito e aperto a chiunque desideri partecipare, previa conferma.

Per maggiori informazioni contattare la segreteria dell’evento al numero 348 259 5888 oppure via mail all’indirizzo info@amicidiron.org

PRESS OFFICE & P.R.

Paola Dongu | PD&Associati

paola.dongu@pdassociati.com

Tel. +39 0362 1636603 | Mob. +39 348 2595888

“Salute e Sport a Scuola: quale futuro?” è il tema della due giorni con cui si presenta, al territorio ed all’opinione pubblica, la “Next Generation”, presieduta dal Dottor Giovanni Giorgetti.

Nel titolo dell’evento, il senso stesso di quella che è la mission dell’Associazione di Beneficenza che vede schierati in campo medici, psicologi, professionisti e personaggi dello sport: diffondere tra i ragazzi, con la fattiva collaborazione del mondo della scuola, gli stili di vita più adeguati per una crescita sana delle generazioni che verranno.

“Next Generation” si propone di “seminare” tra i banchi di scuola la speranza in una migliore qualità della vita, mettendo a disposizione dei giovani competenze ed esperienze in merito all’importanza dell’attività fisica e di una sana alimentazione per porre un argine al progressivo aumento percentuale dell’obesità infantile, indicando a quella che sarà la società di domani i più insidiosi fattori di rischio.

Giovedì 17 gennaio, alle ore 18,00, si terrà presso

il Salotto Comunale di Battipaglia la presentazione del progetto, alla presenza di  Cecilia Francese (Sindaco di Battipaglia); Silvana D’Aiutolo (Dirigente Scolastica I.I.S. “Besta-Gloriosi”); Don Paolo Castaldi (Parroco); Rosa Zampetti (Dirigente Asl); Massimo Tommasino (Capo del Dipartimento Biologia del cancro e delle infezioni dell’International Agency Research on Cancer, Lyon – France); Giulio Corrivetti (Direttore Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Salerno – Amministratore Delegato dell’European Biomedical Research Institut (Ebris); Luca Calabrese (Presidente della Fondazione Salvatore Calabrese); Ferretto Ferretti (Docente all’Università Cattolica di Milano, Facoltà di Scienze Motorie – Docente del settore tecnico della Figc di Coverciano – Direttore delle riviste “Il Nuovo Calcio” e “Scienza e Sport”); Generoso Di Benedetto (Comitato Territoriale Disabled Peoples International della Campania) e, naturalmente, il Presidente della Next Generation,

 Giovanni Giorgetti (Chirurgo Maxillo-Facciale).

Venerdì 18 gennaio, dalle 9,30 alle 12,00, avrà luogo presso l’aula magna dell’Istituto “Besta-Gloriosi” di Battipaglia un dibattito introdotto dalla Dottoressa Silvana D’Aiutolo e moderato dal Dottor Giovanni Giorgetti, con gli interventi dei dott.ri Massimo Tommasino (che illustrerà ai ragazzi i fattori di rischio: fumo, alcool, HPV), Antonio Galietta (che parlerà dei meccanismi cerebrali della dipendenza) e Ferretto Ferretti (che si soffermerà sull’importanza dello sport nella sana crescita psico-fisica).

Per l’occasione saranno presenti e interverranno anche la presidentessa dell’associazione contro la violenza www.ioscelgome.it Serena Fumaria , il vice presidente Valter Giraudo, entrambi Mental Coach e Scrittori e l’editore della Testata Free-Magazine Alessio Musellaper dare massimo risalto ai temi trattati.

Nell’occasione, prevista la proiezione di interviste a “quelli che ce l’hanno fatta”, significative e toccanti storie dal lieto fine e videomessaggi inviati da tanti campioni dello sport che hanno sposato la causa della Next Generation.

Stefano Magnani L’Architettura del Sé. Percorso pittorico metafisico-surrealista fra Materialità e Trascendenza.

L’opera pittorica di Stefano Magnani parte da un’indagine interiorizzata e meditata sulla realtà mondana e sulla trascendenza, affrontabile a più livelli: dapprima quello estetico, fondato sulla percezione della bellezza e dell’euritmia che si rispecchia in questi lavori, corrispondente a quell’armonia cosmica sottesa al gioco delle pure parvenze che rimandano all’essenza, e riflettentisi nell’Uno e nel Tutto, concetto e senso che sta alla base della poetica dell’artista e che si articola in differenti e coerenti modelli rappresentativi.

Possiamo individuare un secondo livello di lettura nella ricerca dei significati inclusi nella vastità di simboli, linee, forme colori che costituiscono il cardine figurativo della sua arte e che riportano a contenuti e stilemi riconoscibili nella Geometria e nella Matematica Sacra, nella mistica indiana, in particolare nei trattati delle Upanishad, ultima parte dei testi vedici, nell’Astrologia Karmica, come in alcuni importanti filoni e personalità storico-artistiche che hanno improntato di sé le riflessioni all’origine di queste pitture: dal Surrealismo daliniano alle architetture impossibili di Piranesi e Escher

al “teatro della vita” ensoriano, al biomeccanicismo nell’immaginario fantastico di un artista postmoderno qual è stato Hans Ruedi Giger.

Un terzo livello è ravvisabile nel presentimento sottile del mistero nascosto al di là delle apparenze fisiche delle cose, oltre l’impianto figurativo, in quelle regioni della coscienza individuale che, secondo i testi indiani, collegata alla coscienza collettiva supera l’aspetto fisico delle cose, la concretezza dei pensieri e dei concetti per arrivare attraverso l’intuizione, la devozione, la meditazione, il sacrificio, alla beatitudine e al ritorno all’Assoluto.
Tutto questo, com’è ovvio, nello spazio di un dipinto non è attuabile, ma ciò che i lavori dell’artista riescono a realizzare, raggiungendo abilmente il bersaglio di una comunicazione ad un piano immediato, istintivo, è quello di configurarsi quali “luoghi”, compiuti e conclusi, in cui la scena si svolge, l’immenso teatro dell’ umano procede verso il suo smascheramento, spazio e tempo s’incontrano e viene prefigurata un’auspicabile liberazione dalle cure e dalle passioni terrene, da tutti gli inutili e futili schemi, sistemi, sovrastrutture, in cui risulta ingabbiato in questa vita il nostro vero Sé.

Una poliedricità di visione che ricerca e trova un nesso concordante fra le componenti elementari che vanno a formare micro e macro, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande, in cui ogni minima unità è collegata, ogni atomo, cellula, struttura terrestre o celeste, cosmo, galassia, sistema solare in cui siamo in parte involontariamente, in parte volontariamente in virtù del nostro libero arbitrio immessi, e che è connessa all’ordine ultramondano da cui ogni essere proviene e a cui è destinato necessariamente a tornare.
L’artista procede con perizia grafica a delineare i contorni delle cose, sviluppando il proprio segno in una minuzia descrittiva che non perde d’occhio la visuale d’insieme del soggetto, definendo le proporzioni, sovente con l’ausilio e l’applicazione del numero aureo riscontrabile in ogni elemento naturale, curando la prospettiva, che spesso prevede differenti punti di fuga e raggiungendo un equilibrio compositivo coerente in qualsiasi dettaglio come nell’intero, racchiudendo il tutto in un nucleo sensitivo-conoscitivo che concentra in sé l’idea.
Le opere di Stefano Magnani esplicitano lo studio di una gamma coloristica personale e ricorrente, attinente al suo percorso immaginifico-formale: i rossi e le terre, il bianco e le gradazioni dei grigi e neri, che talora si sposano agli azzurri e blu, ai verdi freddi provocando contrasto e generando aperture verso ulteriori contenuti e approfondimenti. Perciò il quadro complessivo risulta all’esame concluso e compiuto, delimitando e circoscrivendo come un campo di profondità circolare, determinato dalla luminescenza diffusa provocata dalle gradazioni cromatiche, in cui lo sguardo è attirato a rifugiarsi, dapprima coinvolto da un’impressione di spaesamento emotivo e poi facendosi piacevolmente soggiogare da una sorta di forza gravitazionale centripeta che lascia annidare la coscienza e convoglia le ombre dell’inconscio in una sorta di grembo-rifugio, confortante, e ad un più attento esame, chiarificante.


Osserviamo ritrattato sul palcoscenico della vita il burattino che personifica ogni uomo e donna vivente, talora androgino, comunque antropomorfizzato nell’estrema articolazione delle membra, che mostrano di conservare una certa morbidezza materiale, carnale, accentuata anche dalle sfumature tenui degli ocra quasi rosei, snodandosi in pose e atteggiamenti estremamente sciolti, agili, aggraziati, conservando l’aspetto ingenuo e innocente di un bambino, districandosi negli innumerevoli inganni e tranelli della corporeità.
Questo Uomo-Bambino, alla ricerca del proprio sentiero di elevazione spirituale e sublimazione delle vane credenze appartenenti all’esistenza fisica, deve riuscire a raggiungere il punto più alto all’interno e fuori di sé, per riconoscersi frammento del Divino e trovare finalmente la pace.
Lo osserviamo talora col volto coperto da maschere che richiamano alla mente quelle della drammaturgia greca o del Teatro Nō, più o meno caratterizzate a personificare tipi umani, atteggiamenti e ruoli determinati da condizionamenti esterni, educazione, necessità, dissimulazione. Esso risulta sovente immesso in un proscenio delimitato da spessi e pesanti tendaggi rossi, collocato al centro di questo a portare in scena il suo personaggio, quello che la sorte, le inclinazioni, le debolezze e i blocchi causati dalle esperienze mondane hanno prodotto in lui.
In molti casi invece l’articolazione dell’opera appare tripartita: una porzione inferiore, terrena, caratterizzata molto spesso da tassellature di escheriana memoria che appaiono disgregarsi, frantumarsi, andare in pezzi, come scacchiere i cui pedoni abbiano improvvisamente deciso di abbandonare il gioco, distruzione di un mondo passato, una realtà illusoria, in disfacimento.

Si tratta di fabbricazioni enigmatiche, che assumono talvolta l’aspetto di rovine di templi, talvolta la configurazione poliedrica irregolare di costruzioni ultraterrene, astronavi aliene a ipotizzare l’esistenza di una dimensione oltremondana che possa presiedere da tempo immemore alle umane vicende.
Il burattino è in tali impianti compositivi collocato a metà della superficie, in una zona ben definita descritta dal numero di Fibonacci, un nucleo, identificazione con la Creazione e punto focale di scelta. In qualche esempio allargando le braccia, il burattino si pone come principio di concordanza degli opposti, espressi dalla linea orizzontale, mentre l’asse verticale, axis mundi, esplicita il fulcro di un movimento ascensionale verso l’alto, verso la sfera spirituale. I quattro bracci della croce sono inoltre congiunti secondo l’interpretazione della Geometria Sacra ai Quattro Elementi, i quali trovano bilanciamento e unione nel Quinto centrale, o Etere. A questa altezza convergono forme sferiche, corpi eterici, che simboleggiano la progressiva presa di consapevolezza dell’essere umano verso il sommo Bene.
Possiamo ravvisare in tutte le opere differenti tipi di collegamenti fra le sezioni suddette: enigmatici condotti o costruzioni tubolari che corrono lungo il piano del quadro sono associabili al sistema venoso e arterioso, linfatico, all’apparato digerente, comunque alla tangibilità, intesa come nutrimento-esplulsione, legata alle necessità di sostentamento e sopravvivenza effettiva; i fili che manovrano il Burattino-Uomo vengono retti da non sappiamo quale invisibile Deus Ex Machina, inconoscibile e inesorabile, sistema, meccanismo, volontà ineffabile, giogo che condiziona e priva il protagonista di qualsiasi possibile decisionalità, ingabbiandolo nel suo dovere, incasellandolo in emblematiche, costrittive scatole in cui ognuno porta avanti quotidianamente il suo dramma. Questi fili sono spezzati in alcuni casi, a testimonianza del bisogno di divincolarsi dai legacci che impediscono all’uomo di avvicinarsi alla verità e alla sua indispensabile e determinante presa di posizione; quei filamenti sottili, energetici ed eterei che vediamo connettere i differenti gradi di illuminazione e che sembrano espressione manifesta di un implicito entaglement quantistico fra tutte le creature; le sagome geometriche che definiscono i quattro elementi, e che procedono dal terreno al Sublime.
Quello che si prefigura dinnanzi ai nostri occhi, guardando e riflettendo sulle opere di Stefano Magnani è la contraddittorietà e l’assurda sofferenza propria alla condizione umana, riconoscibile in quel “velo di Maya” che il filosofo Schopenauer considerava frapporsi fra il fenomeno e il noumeno, da travalicare attraverso il riconoscimento degli archetipi, una sorta di “Uno, nessuno e centomila” dove l’illusorietà delle varie facce individuali possa finalmente dissolversi e stemperarsi nella fusione con l’Assoluto, matrice ultima di ogni manifestazione vivente, il cui seme divino è nascosto all’interno del cuore di ognuno di noi.

a cura di

Maria Palladino

Luce e Incastri le tele di Eugenio Galli e le sculture di Piero Rotella in mostra presso la Fondazione Mazzoleni Onlus dal 2 al 22 febbraio 2019

Inaugurazione alla presenza degli artisti
Sabato 2 febbraio ore 17:30
Alzano Lombardo, gennaio 2019 –

L’astrattismo in pittura e l’astrattismo in scultura trovano rispettivamente in Eugenio Galli e Piero Rotella i perfetti interpreti del movimento.
Luce e Incastri è il titolo della mostra che si terrà dal 2 al 22 febbraio presso la Fondazione Mazzoleni Onlus di Alzano Lombardo, in Via Locatelli 1.
Teorie emozionali e concetti della filosofia trascendentale si concretizzano nelle esplosioni e nelle tele multimateriche di Eugenio Galli, mentre forme levigate, volute di richiamo classico ed enigmatici incastri che indagano il mondo caratterizzano le armoniose sculture di Piero Rotella.

Pittura e scultura si coniugano così attraverso una concezione univoca di spazio e luce, volta a creare un percorso allestitivo totalmente immersivo nell’arte contemporanea che catapulta immediatamente nel White Cube di derivazione newyorkese degli anni Settanta, in cui gli unici protagonisti sono l’opera e lo spettatore.
Il pubblico si muove liberamente nello spazio lasciandosi guidare dalla percezione e dalle emozioni che scaturiscono dalle opere degli artisti protagonisti.
Da una parte ci troviamo davanti a un artista che trova dentro di sé, dentro il profondo dell’animo umano la chiave e l’ispirazione della sua pittura, guidato soltanto da irrazionali movimenti scevri di qualsiasi preconcetto, perfetto interprete delle volontà trascendenti dell’animo umano; dall’altra un artista esploratore, affamato di cultura e di diversità che, al contrario, trova la sua ispirazione dalla molteplicità che caratterizza il pianeta, declinandola in complessi ed armoniosi incastri scultorei.

Nonostante la natura principe dei due artisti sia opposta, il loro fine è il medesimo: emozionare. Lo spettatore viene così inglobato all’interno di un ambiente fatto di luce e incastri levigati; un susseguirsi continuo di emozioni e percezioni visive, un’alternanza di marmi ed esplosioni, di curve armoniose e di tele multimateriche; opere che invadono lo spazio di continui scambi e rimandi emozionali.
Il pubblico ha assoluto bisogno d’arte e l’artista ha il compito e il dovere di portargliela.
www.fondazionemazzoleni.com

Maria Palladino, una voce all’Arte….

Maria Palladino, curatrice di eventi artistici e critico d’arte, si occupa dell’organizzazione di mostre d’arte contemporanea, dal progetto espositivo all’allestimento, presentazione, comunicazione e ufficio stampa, dal 2003, operando con associazioni artistiche, gallerie e spazi istituzionali a Padova, dove risiede attualmente, e in tutta Italia.
Come curatrice della Fondazione Arte Contemporanea, Presidente lo storico e critico d’arte Prof. Giorgio Grasso, collabora all’organizzazione e allestimento di numerosi eventi nel territorio Italiano, nel contesto di prestigiose manifestazioni nazionali come la Biennale Internazionale d’Arte di Venezia.
La passione per la scrittura nasce quale naturale inclinazione fin dagli anni dell’adolescenza, arricchendosi nel corso del tempo e con l’esperienza professionale di sempre nuovi stimoli derivanti dall’incontro con innumerevoli personalità artistiche, dal confronto con il complesso, affascinante e multiforme universo dell’arte contemporanea, fonte inesauribile di energia ispirativa ed entusiasmo creativo.

Living Coral: The Colour of This year

Il Pantone Colour Institute da 20 anni, con la rubrica The Colour Of The Year, influenza lo sviluppo dei prodotti e le decisioni in materia di acquisti in svariati settori, tra cui moda, arredamento di interni, design industriale, imballaggio dei prodotti e graphic design. Si tratta di un’iniziativa creativa per ispirare tutto il mondo dell’arte, ma fu soprattutto la moda a coglierne i suggerimenti. Sempre più importante e influencer il Pantone Colour Institute divenne un vero e proprio ambasciatore del colore. The Colour Of The Year è divenuto un appuntamento a cui tutte le più grandi case di moda attendono ansiosamente, tutto per sapere quale sarà lo stile che dominerà le passerelle. La nuance scelta del 2018 era stata l’ Ultra Violet, un colore decisamente denso, corposo, misterioso e molto sensuale; in forte contrapposizione il colore del 2019 è fresco, vivace, allegro e frizzante, è il Living Coral (PANTONE 16-1546)
Quest’anno Pantone ha scelto una sfumatura a sostegno non solo della femminilità più giovane e romantica, ma anche per l’ecosostenibilità e la lotta contro l’inquinamento. Infatti il Living Coral, testualmente Corallo Vivente, ci riporta ad un gravissimo problema che affligge i mari del mondo: “Lo sbiancamento dei coralli”.
Impegnativo, ma anche bellissimo se abbinato correttamente, il Living Coral ha dentro non solo l’arancio, il bianco e il rosa, ma anche una componente dorata che valorizza le pelli più diverse. Un colore per il mondo unito, privo di razzismo, inquinamento e indifferenza, il Living Coral è un messaggio, una direzione che Pantone porta nelle mani della moda da sempre grande mezzo di comunicazione di ideali e valori.
Consigli pratici per apparire al meglio con questa meravigliosa sfumatura del mondo marino:
– Pelli chiare color pesca possono optare per nuance più cariche di rosso
– Pelli olivastre o scure è meglio se optano per nuance con una componente maggiore di oro
– Per le donne over50 consigliamo magliette e maglioni da staccare con un pantalone dal colore nude, così da evitare l’effetto confetto
– Le donne più giovani possono giocare con abiti svolazzanti o tailleur eleganti, da evitare l’effetto tinta unita, quindi se si sceglie un abito full-colour è meglio staccare con gli accessori e il colore dei capelli
– Le donne più alternative possono cimentarsi anche con tinte pastello for hair per avere un look molto ricercato,grunge e streetstyle.
Siamo davanti ad una svolta di rotta improvvisa, ad uno sguardo verso il futuro, ecco cosa propone quest’anno Pantone, un colore per un futuro migliore che ci riporta alla vita.

“Al di la’ delle cose scontate”: scoprire la felicità secondo Emanuele Mazzocco

Titolo: Al di là delle cose scontate
Autore: Emanuele Mazzocco
Genere: Narrativa contemporanea
Listino: € 12
Pagine: 196
EAN/ISBN: 979-12-200-2792-2

A cura di Silvia Leccese

Un libro che parla d’amore nelle sue forme più diverse e attuali. L’amore di una madre che è costretta a dover salutare il proprio figlio che va alla ricerca della propria felicità, della propria strada. L’amore di due fidanzati che, disperatamente, cercano di accorciare le distanze che li separano, contando i giorni, i minuti che dovranno ancora trascorrere prima di potersi finalmente ritrovare. È l’amore di un padre assente, di quel vuoto che non può essere colmato, di quell’uomo che sa di aver commesso errori imperdonabili ma che cercherà di rimediare, di soccorrere un figlio in difficoltà, facendosi da parte, rannicchiandosi in un angolo lontano pur di poter osservare la vita del figlio, esserci marginalmente ma esserci. È l’amore per una montagna, per la natura che ha tanto, che ha tutto da insegnare, che fa riflettere, che ti porta a fare i conti con il proprio essere e con il proprio destino misto a desiderio. È l’amore per un amico fraterno che è sempre stato presente e che ci sarà sempre, oltre la distanza, oltre le difficoltà.
È l’amore.

Un romanza che racconta della forte amicizia tra Samuele e Mario, di un’amicizia fraterna, fatta di rispetto, sostegno reciproco e condivisione della vita. Condividere quelle montagne, quelle piccole escursioni nel weekend: condividere quel viaggio che può cambiarti la vita, il modo di vedere le cose, la prospettiva dell’esistenza umana.

Un libro che grida dell’amore tra Samuele e Ana che ha il gusto di quell’unico che solo chi l’ha provato sulla propria pelle può comprendere, che, insieme, si ritrovano ad affrontare la crisi generazionale propria dei ragazzi che crescono nel nuovo millennio, che sono costretti a scendere a compromessi tra la cruda realtà e il meraviglioso mondo dei propri desideri.

Al di là delle cose scontate: un viaggio attraverso le bellezze dell’Argentina che l’autore, Emanuele Mazzocco, descrive alla perfezione, permettendo al lettore stesso di esserci, di poter guardare con i suoi occhi e riuscendo a toccare diversi temi, non tra i più semplici, con una delicatezza e un po’ di misticismo davanti alla natura e ai sentimenti che arrivano a fondersi in un mix da cui è impossibile separarsi.
È l’amore che spinge a prendere uno zaino e a caricarlo in spalla, che spinge a fare un passo avanti, un altro ancora, alla costante ricerca di quel qualcosa che manca, che fa sentire quella nota amara sulla lingua ogni giorno. Prendere uno zaino e scoprire il mondo. Prendere uno zaino e scoprire la felicità.

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