ILARIA FRANZA NASCE NEGLI ANNI OTTANTA.
SI LAUREA ALL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA DA SEMPRE LEGA LA SUA ARTE A UNO SPICCATO GUSTO PER LA RICERCA E L’USO DEL COLORE.

DA OSSERVATORI C’È QUALCOSA CHE CI ATTRAE, NEL TROVARSI DAVANTI LE OPERE DELL’ARTISTA, CI COSTRINGE A SCRUTARE, CHE SPINGE IL NOSTRO SGUARDO OLTRE IL VISIBILE
UN.LIMITED È IL TITOLO DI TUTTI QUESTI LAVORI. UN.LIMITED, COME L’INFINITO CHE SUPERA LO SGUARDO, CHE DIVENTA ORIZZONTE, PAESAGGIO INTERIORE, NATURA PURA. INFINITO COME QUALCOSA CHE SI MODIFICA SENZA SOSTA IN UN CICLO CONTINUO, FATTO DI GESTI CHE RIPETENDOSI, TRASFORMANO.

VEDUTE ONIRICHE CHE SI MISCHIANO E FONDONO L’UNO NELL’ALTRA; ANIMA E SOGNO, COME ACQUERELLO E ACQUA.
L’ACQUA È AL CENTRO DI QUESTO LAVORO.

ILARIA NON SI LASCIA SPAVENTARE DA QUEST’ACQUA CHE SCORRE: SI LASCIA TRASPORTARE, SCORRE INSIEME A LEI.

ED È PER QUESTO CHE OLTRE ALL’ ACQUERELLO, A VOLTE SI SPINGE FINO ALL’ USO DELL’ACRILICO O DELL’INCHIOSTRO.


NELL’ASCIUGARSI, I SUOI QUADRI, RIVELANO FORME NUOVE, PRIMA NASCOSTE. LEI NON LI PERDE DI VISTA, MA LI RINNOVA, LI OTTIMIZZA, LI CORREGGE, DELIMITA GLI ARGINI.
E PER FARLO RIMESCOLA IL COLORE E POI LO SPOSTA, LO BAGNA. AGGIUNGE ACQUA SULL’ACQUA. E POI SI CHIEDE: SI PUÒ DAVVERO COSTRUIRE SULL’ACQUA? E COSÌ CERCA UNA STABILITÀ, UNA BASE. L’ARTISTA RESISTE A TUTTO QUESTO MOVIMENTO E PER QUESTO IN OGNI SUA OPERA TROVIAMO, PREDOMINANTE, IL COLORE NERO.

  
I COLORI SUBISCONO UN MUTAMENTO, COME A VOLERCI FAR PRESENTE CHE TUTTO È IN TRASFORMAZIONE UNA SORTA DI “PANTA REI “L’ACQUA, IL PAESAGGIO, IL COLORE, NOI. E LA TRASFORMAZIONE CONTINUA ANCHE QUANDO OSSERVIAMO LE OPERE FINITE.

    
IL CAMBIAMENTO È PRESENTE IN TUTTO IL PERCORSO ARTISTICO DI ILARIA FRANZA, DAI PRIMI LAVORI SU CARTA, FINO AGLI “UN.LIMITED”. E OGGI È COME SE AVESSE TROVATO LA SUA DIMENSIONE IDEALE, IL SUO PERCORSO.
NON E’ UN CASO CHE L’ARTISTA PREDILIGA LAVORARE ALL’APERTO LIBERA, E SENZA CONFINI, REALI , MA SOPRATTUTTO MENTALI.

  http://www.ilariafranza.com/

 

“L’ARTE DEVE COINVOLGERMI DA UN PUNTO DI VISTA ESISTENZIALE. NON BASTA MANDARLA GIÙ, DEVE ESSERE QUALCOSA CHE MI RIMANGA NELLA MENTE”.
 DAMIEN HIRST

 

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