Gepostet von Erika Lacava am Samstag, 6. April 2019

Luce. Se si dovessero citare i materiali di cui è composta l’installazione “Sete” di Clara Luiselli si dovrebbe per prima cosa citare la luce. E solo successivamente il vetro dei contenitori, vasi, bicchieri, caraffe, i granelli di sale e la carta da lucido quadrata e sottile su cui sono realizzati i disegni.

L’installazione,  trova nel contesto della Chiesa di San Biagio il luogo adatto per la sua più ampia espressione.

La location , scelta per le sue caratteristiche architettoniche, che grazie all’innesto architettonico moderno di una cupola in vetro permette alla luce di penetrare completamente all’interno dello spazio, di permearlo dall’alto mantenendo nella parte inferiore un calore e un sentore di terra. la visione del cielo dall’interno della chiesa apre un ampio respiro prospettico, donando ai contenitori di Clara Luiselli il ruolo di messaggeri, mediatori delle vicende terrene e celesti.

É grazie alla luce che emergono dalla carta i disegni appena accennati ed è la luce che, passando attraverso il vetro, modifica, sposta, accende i particolari in modalità differenti a seconda del passare delle ore. 

Un’installazione sempre mutevole, in movimento, al massimo grado naturale

In una performance partecipataClara Luiselli ha offerto  al visitatore la possibilità di individuarsi, nel senso heideggeriano di essere-nel-mondo, in uno dei contenitori di vetro presenti sulla soglia, diversi come differente è il corpo di ognuno con la sua modalità di rapportarsi all’esistenza, in mezzo agli altri.

Scegliendo per sé un vaso di vetro, lo spettatore è divenuto egli stesso contenitore per il rivelarsi delle istanze proposte.

 Il sale, elemento di costituzione dell’amaro del mare, delle nostre stesse lacrime e metafora dell’intensità della vita, viene aggiunto da ognuno in quantità a piacere, contribuendo a creare, per il gioco di luce, effetti diversi in ciascun contenitore.

L’artista è intervenuta, come elemento unificatore dei gesti dei presenti, a poggiare sulla superficie dei contenitori i disegni quasi trasparenti

E appaiono così dei fragili segni stilizzati, schegge e fumo di fuochi d’artificio, visioni fugaci.

L’accostare i disegni l’uno all’altro sui dislivelli di altezza dei contenitori crea Un oceano in miniatura, un unificare e legare i frammenti di vite distinte ricreando, all’interno del piccolo spazio d’esposizione, un microcosmo di vicinanza ideale.

Gepostet von Erika Lacava am Samstag, 6. April 2019

Alla performance di Clara Luiselli si è affiancato  Speculum tintinnabuli di Giuseppe Jos Olivini.  realizzato facendo uso dei suoni prodotti dalla stimolazione dei materiali dell’installazione (acqua, vetro, sale, passi) rielaborati elettronicamente e miscelati con “eventi sonori” ordinariamente intesi.

Foto di  Paola Galbiati

La mostra è visitabile 24 ore su 24….

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