Si alternano e si compenetrano, nella pittura di Carlo Lanini, luci ed ombre, accordi tonali ed accostamenti complementari, riverberi di tinte accese o neutre e soprattutto la definizione, che dal realismo fotografico a tratti iperdelineato nella visione, si stempera talvolta in una commistione cromatica, sfilacciamento, macchia, sovrapposizione e giustapposizione di gamme con variazioni di sfumature anche minime, conduce
lo sguardo a porre l’accento sulla facoltà aggregativa della percezione ottica.

Non vi è dettaglio trascurabile: le opere dell’artista si compongono come piccoli universi conclusi attorno ad un centro focale, sul quale si addensano e convergono punti-luce, per concentrare attenzione, produrre riflessione, emozione, un climax emotivo e creativo.

La pittura di Carlo Lanini è un’arte che procede oltre l’immagine, per riscontrarvi quell’eco romantica, atmosferica e metafisica donata alle cose, come alle persone, dall’esperienza, dalla consuetudine e dall’uso, dall’impressione che genera espressione, e che ce le restituisce rivivificate, quasi “rinfrescate” attraverso uno specchio, alla ricerca della loro essenza più vera.

Osserviamo realismo nelle dimensioni, per lo più di piccolo formato e tagli fotografici particolari, come a voler lasciare fuori fuoco dettagli che fanno da comprimari e che pure incorniciano i soggetti protagonisti contestualizzandoli.

Paesaggi, nature morte, interni, ritratti, figure, paiono acquistare una parvenza iconica, isolata dal tempo,unica e universale insieme.


maria palladino – critico d’arte e curatrice

www.carlolanini.it