Il MIAPhotoFair 2019 per la sua nona edizione sfoggia un volto più internazionale acquisendo ben il 30% in più di fotografi dall’estero; tuttavia il primato resta all’eccellenza italiana, non solo nella capacità espressiva, ma sopratutto nella grande competenza artigianale. Figura principe di questa categoria è sicuramente Roberto Berné, stampatore d’arte dello Studio omonimo fondato nel 2005. Studio Berné trova la sua sede a Legnano, città appena fuori Milano, ricca di storia e cultura italiana. Classe 1976, Roberto Berné si distingue subito per la sua grande sensibilità di analisi dell’immagine e l’attenzione che dedica allo studio della chimica dei colori. Avvicinatosi alla fotografia inizialmente come autore, ha trovato poi una via più adeguata alla sua grande vena interpretativa, quella che sta dietro ogni buona opera d’arte fotografica stampata, il lavoro prezioso senza il quale il sentimento può essere modificato o perduto, quello dello stampatore.

Il lavoro dello stampatore non è solo quello di stampare, la scelta di una determinata tipologia di carta, la grana, la calibrazione dei colori, tutto è studiato per valorizzare al massimo il messaggio e l’emozione che il fotografo vuole inviare a chi ossera la sua arte, per questo mi definirei più che stampatore, TRADUTTORE DELL’ANIMA”.

Quello che contraddistingue il lavoro di Roberto Berné sono infatti i passaggi, che compie al fine di eseguire l’opera d’arte che infatti viene ultimata assieme al fotografo, rappresentativi della minuziosa ricerca della perfezione espressiva attraverso il supporto della carta, un supporto molto duttile e anche pericolosamente banalizzato. La carta infatti ha varie tipologie di patinatura, grana, colore, grandezza etc. tutte caratteristiche che possono determinare il successo o il fallimento di una foto. La fotografia è ormai conosciuta da tutti come solo digitale, ma nella vera fotografia come arte è essenziale la stampa, poichè quello che era solo virtuale diviene fisico e opera d’arte ufficiale. Di questo percorso creativo e tecnico Roberto Berné si fa interlocutore e animatore. La sua persona si fa importante anche grazie alle meravigliose esperienze avute soprattutto al MACRO Testaccio di Roma, dove si è potuto cimentare nella traduzione di opere del grande Steve McCurry e di altri grandi nomi del mondo della fotografia come Mario Cresci, Luigi Erba e Giuseppe Mastromatteo.

“La bellezza non basta. L’estetica non basta. In questo lavoro ci vuole quell’occhio che va oltre il puro materiale e che riesce a trarne le caratteristiche migliori per tradurre lo scatto. Lo stesso supporto non deve esser lasciato al caso. Io studio tutto il supporto dalla A alla Z, perchè tutto deve applicarsi perfettamente all’immagine affidatami”.

Roberto Berné, non solo stampatore, non solo traduttore, ma traghettatore dell’immagine dalla dimensione metafisica a quella fisica.