Appena entri nel suo studio , le diverse sfaccettature del personaggio appaiono subito evidenti:
Architetto ,Artista, amante appassionato di Parigi, affascinato dalla letteratura, crede fortemente nel messaggio che le arti vadano unite per poter dare il meglio l’una dell’altra.

La sua vena Artistica possiamo farla risalire agli inizi degli anni 90 ,quando con un gruppo di artisti (Paolo Toffolutti, Walter Criscuoli, Aldo Ghiraldello, Beppe Rocco, Sandro Arcangeli, Giampaolo Zanon, Stefano Tubaro, Paolo Furlanis…) chiamato MAGAZZINO, ha iniziato ad esporre in collettive di un giorno, che lui ama definire scherzosamente “Carbonare”, che riscontravano ampio successo di pubblico.
Alfonso Firmani da sempre da un enorme importanza al disegno come esercizio capace di mettere in contatto il pensiero e la sua l’espressione.

Non è un caso che la fase che preferisce nella creazione è proprio quando si ferma a disegnare perché in questo modo , sostiene di essere in grao di rielaborare le informazioni e metterle in relazione tra di loro, fissandole nella sua memoria in modo profondo.
Non teme di esporsi sostenendo con cognizione di causa che l’arte contemporanea, troppo spesso è priva di una vera e propria tecnica progettuale , e non è raro trovare un Artista incapace di disegnare…nella fase preparatoria e creativa che precede la realizzazione di un lavoro.

La sua ricerca in campo artistico sperimenta contaminazioni tra diversi linguaggi. Molti elementi ricorrenti nelle sue composizioni possono essere definiti come “contenitori narrativi” libri, scritture, sacchi, scatole, altri assumono il ruolo di soggetto principale della narrazione: oggetti, immagini mentre il supporto è pensato come un impianto teatrale perimetrato dove tutto viene messo in scena.

Ha un approccio personale all’arte, anch’esso figlio del suo primo amore , l’architettura, che mette in evidenza una metodologia precisa che adotta per raccontare le sue opere.
Per Alfonso Firmani è fondamentale mostrare la fase preparatoria dei lavori, che nel suo caso non si limita ad un insieme di disegni ma anche di collage fotografici digitali.
Per poter cogliere a pieno il significato di un opera è necessario osservare e comprendere ogni idea che ha dato origine al progetto, anche se poi è stata abbandonata.
La fotografia per l’Artista è fondamentale per catturare le immagini che poi rielabora in un momento successivo.

Il tema del tempo è spesso presente nei suoi lavori ma con la particolarità che vedono orologi sempre rappresentati senza lancette , a significare che il tempo è fermo, non è misurabile, è un tempo che appartiene alla sola dimensione dell’artista dove i minuti scorrono in modo soggettivo e non universale.

L’Arte è per me un mestiere: sarebbe bello poter vivere esclusivamente di questo, in modo da non avere distrazioni.

A.F

La curiosità di sperimentare e mettersi sempre in gioco lo rende un’Artista imprevedibile nella sua prevedibilità….!